sabato 8 settembre 2012

CORAGGIO E RINNOVAMENTO



Rileggendo il Vangelo di ieri è ritornato alla mente un editoriale di P. Bartolomeo Sorge S.I., Politica italiana: “vino nuovo in otri nuovi”. Disponibile all'indirizzo: http://www.aggiornamentisociali.it/0803editoriale.html, di cui  si suggerisce la lettura. Rievoca con tratti profetici un momento cruciale della politica italiana del 2008 ed emergono le vicissitudini politiche di allora che per alcuni aspetti oggi si ripropongono. L’esigenza di   rinnovamento dinanzi alle nuove realtà, adeguare i comportamenti di chi esercita il potere alla luce del nuovo che avanza ed aggiornare l’azione politica alle mutate esigenze dell’uomo e della società.
Anche adesso  bisognerebbe assumere una nuova politica e adeguarla al “nuovo che fermenta”, …. aggiungendo qualcosa di buono  e di giusto, che necessita di un cambio radicale di mentalità.
Bisogna disporsi con coraggio al rinnovamento, altrimenti proseguendo con la parabola: "il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti".
Il nostro paese vive in questo momento una grande contraddizione sulla quale bisogna riflettere.  Il Governo Monti con la sua azione ha impresso un radicale cambiamento alla politica italiana conquistando meriti e visibilità per la concretezza delle iniziative e dei risultati. Mario Monti, in concerto con i partner europei, la BCE presieduta da Draghi e  la Commissione da Barroso, forse hanno messo l’Alt ai pericoli dello spread e trovato un primo rimedio  alle possibili difficoltà finanziarie dei singoli stati dell’Unione. Ha avviato quindi importanti riforme, in parte ancora da gestire e si appresta ora ad affrontare la fase più delicata della ripresa produttiva e occupazionale. Insomma nel fare i compiti a casa  ha dimostrato fin qui di averli fatti abbastanza bene.  Ciò che stride purtroppo è lo status in cui versano i partiti mono o pluripersonali e il ruolo delle parti sociali! Come osserva bene sul Corriere di oggi Michele Ainis, i primi, dopo aver assicurato inopinatamente e con arroganza ad alcuni maggiorenti, delicate ambite poltrone disponibili,  chiacchierano e auspicano la spartizione di poltrone e/o candidature in attesa delle elezioni di marzo  “facendo i conti senza l’oste”, mentre i secondi, rimasti al quaderno delle aste, preparano la piazza  in cerca di qualche visibilità, nella speranza che qualcuno nel frattempo pensi al cuneo fiscale o attivi la contrattazione decentrata.http://ubaldogerovasi.blogspot.com/2012/07/fanno-i-conti-senza-loste.html
 La partecipazione del Presidente del Consiglio alla fiera di Bari ci dà per ultimo lo spunto per riprendere con serietà e rigore una delle problematiche essenziali del contesto economico del nostro paese,  da tempo trascurata ma che  nella attuale marginalizzazione diviene pressante e  non rinviabile. Pensiamo alla dicotomia fra le due aree del nostro paese ed al crescente distacco  fra le economie e le culture del nord e del sud dell’Italia. Gabbata dalle forze politiche in campo che ancora guardano il sud come un buon serbatoio di voti e di promesse e il nord, come biglietto da visita per gli investimenti, gli expot e i mercati internazionali. Insomma un sud umile, accogliente e dimesso, proteso alla disperazione e sempre più povero, che si crogiola delle sue intelligenze migliori ricacciate nelle correnti migratorie interne e internazionali e un nord opulento e dinamico che ostenta ricchezza, club esclusivi di management tecnocratici, industrie e sviluppo,  che si agita sui suoi fronti per proteggersi dalle nuove e vecchie infiltrazioni. Non è forse il caso di riaprire la questione meridionale, ma nel nuovo sistema geopolitico europeo  esiste a nostro avviso certamente l’esigenza di porre in equilibrio le diverse macro aree del paese (che richiamano le future aree metropolitane) per realizzare delle  nuove e adeguate compatibilità  fra i diversi ambiti di sviluppo, in modo che non  si  protraggano e acuiscano  negativi conflitti  a rischio di dicotomie e possibili stati di dipendenza che dovrebbero far parte della storia. Dando la prelazione all’elemento culturale, và necessariamente avviata una progettualità  infrastrutturale di compenso speciale, che nel breve periodo ristabilisca recupero territoriale  ed equilibrio economico finanziario. Le sole passerelle rievocative dei cervelli, che ricorda l' informazione  sociale diffusa della prima repubblica, per quanto possano inorgoglirci, non sono sufficienti.




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