mercoledì 14 novembre 2012

MARIO MONTI AL QUIRINALE ?


Lo dice Bruno Tabacci, ospite dei Dibattiti Adnkronos: "Voterei volentieri Mario Monti al Quirinale. Oltre ad essere un tecnico di grande competenza, ha dimostrato di essere un politico di rara raffinatezza". 
E' una affermazione seria ponderata e coraggiosa. Assieme alle altre valutazioni ormai da campagna elettorale   vanno esaminate molto attentamente, per comprendere il contesto politico nel quale ci stiamo avviando. La riportiamo per sottoporla volentiere all'attenzione dei lettori del blog.


Il giorno dopo il confronto fra i cinque candidati del centrosinistra, Tabacci rivendica la decisione di puntare sulle primarie: "Fanno bene al centrosinistra e servono a rispondere al distacco della gente dalla politica". Quanto all'alleanza fra sinistra e moderati, Tabacci non ha dubbi: "La mia stessa esperienza a Milano con Pisapia dimostra che il centrosinistra può governare l'Italia, come governa a Milano". Sinistra e moderati possono trovare punti in comune, allearsi, e governare bene, sottolinea.

Per il parlamentare dell'Api, la sola speranza di riformare organicamente le istituzioni, passa attraverso l'elezione di un'assemblea costituente. "E' del tutto evidente - afferma - che siamo in una fase transitoria che dovrebbe sfociare in un'Assemblea costituente. Ma se la legge elettorale non sara' proporzionale, e' chiaro che il prossimo Parlamento non lo potra' essere. Interrogarsi sul futuro assetto istituzionale, se dovremo ad esempio andare verso una Repubblica presidenziale o se restare ancorati a una Repubblica parlamentare, non e' una cosa di poco conto che si puo' risovere, come volevano fare Berlusconi e Bossi, riunendo 4 saggi nella baita di Lorenzago".

La configurazione della prossima coalizione e del futuro governo, qualora il centrosinistra dovesse vincere le elezioni, "dipendera' molto da quale legge elettorale verrà approvata. Sono sempre stato molto contrario all'introduzione dei premi di maggioranza, perche' credo che le questioni di natura politica vadano risolte con la politica e non con i meccanismi contenuti nelle leggi elettorali. L'idea che una coalizione possa governare, grazie al premio di maggioranza, con il 30% dei voti, mi sembra una cosa molto pericolosa. Abbiamo visto in questi anni che per risolvere cose molto complicate, in Parlamento non sono bastate maggioranze anche molto forti".

A tenere banco c'è poi l'ipotesi di un'imposta patrimoniale, e Tabacci propone una "patrimoniale dolce", sostituendo l'imposta una tantum con una sottoscrizione di titoli di Stato al tasso dei titoli di Stato tedeschi. "La patrimoniale o comunque un intervento straordinario - premette Tabacci - si possono fare quando si e' definita bene la fotografia del Paese. Se io vado a fare una patrimoniale, in un Paese che ha il 30% di ricchezza sommersa, questa foto viene fuori in maniera sfocata". "Dobbiamo far riemergere tutta la ricchezza. All'economia irregolare - prosegue il parlamentare dell'Api- andrebbe teoricamente poi aggiunta l'economia malavitosa. Il numero che viene fuori sale al 28-30%. Si tratta di numeri enormi, vuol dire che ogni quattro anni, l'intero Pil dell'Italia finisce nell'area grigia del sommerso, ricchezza che, non dimentichiamolo, esiste ma viene inguattata, sottratta al fisco". "Una volta scattata la fotografia -osserva ancora Tabacci- metterei i cittadini che hanno un patrimonio rilevante, di fronte a un'alternativa: invece di versare una 'una tantum, gli suggerirei di sottoscrivere dei titoli decennali dello Stato, al tasso di interesse dei titoli dello Stato decennali della Germania. L'effetto automatico che si produrrebbe e' la riduzione dello spread e il costo del debito si allineerebbe a quello tedesco. Le imprese avrebbero un vantaggio clamoroso e non sarebbe una patrimoniale pesante. E' una cosa seria - sottolinea - perchè in dieci anni lo Stato restituirebbe i soldi investiti e, nel frattempo, verrebbero staccate le cedole. Penso che questa operazione si dovrà fare e sarebbe una patrimoniale dolce".

Sul fronte dei matrimoni e delle adozioni gay, Tabacci ribadisce la sua linea: sì ai diritti ma no a fughe in avanti. Sì dunque alle unioni civili per garantire diritti a chi non ne ha. "Come abbiamo fatto a Milano" dice l'esponente centrista. Ma in materia di adozioni "io mi preoccupo dei bambini e non delle coppie omosessuali" sottolinea Tabacci.

Approccio 'laico' e 'moderato' anche in materia di pari opportunità. Condivido l'idea di un governo composto per metà da uomini e per metà da donne. A Milano - spiega - è stato fatto così e le mie colleghe sono molto brave e competenti. Portare la sensibilità femminile nelle istituzioni, aggiunge Tabacci, "è una cosa che non guasta, quello è l'orientamento. Ma non credo - aggiunge - che questo debba essere deciso in modo rigido" e aritmetico.

Tabacci critica poi duramente il 'fenomeno Grillo': "Lui è un agitatore, segue il percorso di altri movimenti protesta che ci sono stati in Italia - spiega il candidato centrista alel primarie -. Nell'87 la Lega Nord elesse due senatori, nel '92 portò in Parlamento 80 deputati: è questo è il percorso di Grillo. Ovviamente - aggiunge - avendo valenza nazionale il fenomeno è anche più pericoloso". Per Tabacci, Grillo "è inaccettabile quando dice che se avessimo avuto la lira avremmo risolto la crisi; oppure quando dice di non pagare i debiti stranieri, come hanno fatto gli argentini". "Mi preoccupa il fatto che l'Italia, con una certa cadenza, si affida sempre al pifferaio di turno. Noi non abbiamo bisogno di pifferai, ne abbiamo gia' avuti anche troppi" sottolinea.
Quanto infine all'ipotesi che Luca di Montezemolo entri in politica, Tabacci precisa che prima occorre liberarsi dei conflitti di interesse. "Se uno come Montezemolo vuole fare politica -ha dichiarato- e' bene che non maneggi altre cose e che, quindi, risolva i suoi conflitti di interesse. Di conflitti di interesse ne abbiamo gia' avuti a sufficienza negli ultimi anni. Cerchiamo di non ripetere lo stesso film. Sono favorevole che il campo della politica si allarghi anche alla societa' civile, ma chi fa politica dovrebbe distaccarsi dai propri interessi personali". "Per cui vedo -ha spiegato Tabacci- favorevolmente l'ingresso di nuove energie ma vedo male chi si porta dietro troppi interessi. Se Montezemolo vuole entrare in politica, non faccia come Berlusconi, ma si comporti come Mario Draghi che ha collocato tutto in un blind trust. Il problema riguarda l'intersezione tra attivita' legislativa e professioni: gli avvocati e i commercialisti che siedono in Parlamento -ha continuato Tabacci- non possono continuare a gestire i loro studi come se fosse la cosa piu' normale del mondo. Certi professionisti 'emettono fattura' anche per interventi di natura legislativa perche' non di rado, dietro un emendamento, c'e' il caso di qualche cliente importante... Il conflitto di interesse e' il male oscuro, vergognoso, della politica in Italia e va estirpato".

1 commento:

  1. A me l'idea piace. Penso che Monti abbia il merito di aver restituito serietà e sobrietà alla politica, anche se, viste le avvisaglie poco incoraggianti, temo che la lezione non sia servita.

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