Per prima cosa vorrei ringraziare
gli amici ed i lettori che in questi mesi hanno seguito il blog nonostante
l’interruzione dei post di
approfondimento. Gli accessi costanti e numerosi dimostrano che le tesi via via
presentate non hanno perduto di interesse e incontrano sempre nuovi lettori. D'altronde Il Governo Renzi e lo scorrere delle contrastanti
vicissitudini in campo europeo
dell’Italia, seppur dense di attivismo ed operatività non hanno dato adito a veri recuperi di credibilità né a modificazioni strutturali
nei processi finanziari e di mercato o nelle istituzioni di rilievo.
Con
l’eccezione della parentesi Obama, oscurata immediatamente dalla vittoria di
Donald Trump, la qualità dell’azione politica si è ancor più impoverita, quella
imprenditoriale medita facendo seminari e quella sindacale esce dal suo totale
dissesto grazie ai due buoni contratti dei metalmeccanici e degli statali.
Peraltro tutti hanno goduto e godono dei favori di una “stampa cialtrona” finalmente messa a nudo dal suo
stesso maggior portato intellettuale (le riflessioni sul Corriere della
Sera fra lo storico direttore Mieli e il
compianto Umberto Eco .. restano un punto
di riferimento illuminante da tenere sempre vivo quando si leggono i quotidiani
o si seguono alcuni dibattiti televisivi) .
Seguire gli avvenimenti politici è
diventato impossibile, il cittadino è indifeso e si adagia in questa
degenerazione dell’informazione che non alimenta altro che risentimenti e
avversione. Il tutto a favore della spettacolarizzazione delle questioni da cui maturano antipolitica ed astensione e
certo ben lontano dal voler fare verità separando i fatti dalle opinioni.
I messaggi pacati e concreti del Presidente Mattarella cercano di spronare un
contesto sociale che non è riuscito a
modificare e scalfire minimamente il becero egoismo individuale di un personale
politico che pensa solo a perdurare nel suo status, studiando tutti gli stratagemmi possibili per reiterare
la propria presenza nei diversi ambiti elettivi . Ed è quanto emerge
dalla dissennata campagna referendaria che ha visto
la” vera casta” dimenarsi con i denti e con le unghie cercando di protrarre ad libitum i propri egoismi e
interessi, inventando le più disparate deficienze della riforma sottoposta a referendum per mantenere la
Costituzione attuale, da loro stessi votata in ben 6 passaggi parlamentari fra
Camera e Senato con discussione e approvazione di articoli testi e milioni di
emendamenti.
Come è possibile tollerare la negazione di se stessi per tornaconto politico? Non si può sciupare il
bene comune per difendere caparbiamente lo status quo e l’egoismo individuale
che nega alle future generazioni un
cambiamento delle regole che da trenta
anni gli stessi protagonisti politici hanno teorizzato e proposto.
Un amico in Sardegna si preoccupava che le regioni a Statuto speciale non
potranno più dire la loro e su alcune materie possono perdere le loro
prerogative, con la possibile
destinazione di scorie radioattive sul territorio. Con un pizzico di umor mi è
venuto da pensare che le “scorie” ce le abbiamo già e questa può essere
un’occasione per debellarle, così da
utilizzare il prossimo voto per eleggere nelle città e in regione
persone che abbiano a cuore il bene comune e la buona politica e adeguate alla futura normativa
costituzionale.
E’ bene rammentare in proposito che da oltre un ventennio, per
disposizione di legge, il Presidente della Regione (a statuto speciale) partecipa con il rango di Ministro con voto consultivo alle sedute del Consiglio
dei Ministri quando vengono trattate questioni che riguardano la propria
regione e fa parte della delegazione italiana all'Unione europea o in altre
organizzazioni internazionali quando vi sono in gioco interessi rilevanti per
la regione.. Buon voto
Partecipare alla vita politica è un dovere civico, concorrere alla crescita del paese è un diritto sancito dalla Costituzione, testimoniare con l’esempio, il lavoro e la famiglia sono il modo giusto per contribuire al bene comune. Ciascuno, dal lato delle proprie competenti esperienze, con saggezza e senso di responsabilità può contribuire alla conoscenza, alla riscoperta e alla conquista dei valori etici, professionali, di giustizia,coesione e sviluppo che devono presiedere la società civile.
venerdì 2 dicembre 2016
sabato 17 maggio 2014
ASTENSIONE O RIGETTO !
Evocarla di per se vuol dire in qualche modo temerla. Ma qual è il sentire più diffuso fra gli elettori italiani che il 25 maggio prossimo
dovranno recarsi alle urne per rinnovare il Parlamento europeo? A leggere i sondaggi non dovrebbero esservi grandi
novità rispetto alle ultime tornate elettorali italiane (link) Nel malaffare diffuso
ed emergente non solo nel ceto politico,
se si escludono il piccolo premio al PD di Renzi, la soggezione animalista di
Berlusconi e il visceralismo verbale di
Grillo, tutto dovrebbe andare secondo copione; la casta riesce a tenere e restare imboscata nonostante gli scandali
Expo. In Sardegna per esempio nelle ultime elezioni regionali, dove l’effetto
Renzi ha salvato il PD, l’astensione, in assenza della lista 5 Stelle, è stata superiore al 50% pur in presenza di una forte
proposta autonoma della scrittrice Michela Murgia che ha raccolto 76 mila inutili consensi, pari ad oltre il 10% dei
voti validi. Questa campagna elettorale per le europee, che a Sassari è
abbinata al rinnovo del consiglio comunale e all’elezione del Sindaco, ricorda l’aria che tirava per il primo referendum che
si fece in Sardegna nel 2003 all’epoca della segreteria Fassino; anche in quel
caso a maggio, per i raddoppio delle amministrazioni Provinciali. I partiti
evocarono silenzio e disinteresse ed il
referendum ottenne una astensione record con meno del 20% dei consensi (si era raggiunto uno scarso 15,77) ed i Sardi
da quattro si ritrovarono con 8
provincie. Che poi sono state uno degli
oggetti della consultazione popolare dei referendum abrogativi regionali del
2012, in cui venne di poco superato il quorum del 33% e la cui maggioranza dei
votanti si è espressa a favore dell'abolizione, anche delle 4 province preesistenti.
mercoledì 23 aprile 2014
RENZI GUARDA I SINDACATI ?
Meglio sarebbe dire spiazza e oscura
quelli che una volta erano i
difensori ,” si fà per dire”, dei diritti dei
lavoratori. Forse colpito
dalle recenti rievocazioni con le quali la stampa di opinione ha rammentato il ruolo passato e recente del sindacato nello
sviluppo del paese : “ Lacci e lacciuoli di imprese e sindacati (che) frenano
la crescita” (Guido Carli 1977) e le “rigidità legislative burocratiche,
corporative, imprenditoriali, sindacali sono sempre la remora principale allo
sviluppo del nostro paese"(Ignazio Visco Governatore della Banca d’Italia), il
giovane Segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, con l’ erogazione a 10 milioni di lavoratori di una modesta 14° mensilità
da ottanta euro nette al mese ha mandato
un segnale forte proprio a quelle parti sociali, contrariate, già dall’avvento
di Mario Monti, per la fine degli interminabili ed inconcludenti confronti di
Palazzo Chigi. Al là dei possibili effetti sull’economia e sul PIL criticati dalla minoranza del PD attraverso
l’On. Fassina, ai rappresentanti delle Confederazioni, dedite ormai alla mutualità surrettizia e parafiscale ed al recupero di qualche importante poltrona per futuri trombati, non
rimane che il gravoso compito di rappresentare
gli interessi della numerosa residuale categoria dei pensionati, esclusi dai recenti benefici del cuneo fiscale,
anche se, loro malgrado, continuano a pagare la delega associativa annuale. Il
momento è imbarazzante, il maggiore ente di previdenza è scoperto e la contestazione metalmeccanica non si assopisce;
Landini si agita, blatera e continua a fare il
prezzemolo nei tolk show televisivi. Nè peraltro possono definirsi edificanti le recenti prese di posizione dei vertici sindacali, a cominciare dalla petulanza di Confindustria,
dall’imperativo Segretario della CISL
Bonanni, che avverte: “Queste massime autorità
devono stare attente a come parlano: parlano a vanvera, sono gli
untori del populismo italiano”. O per non parlare della Segretaria della CGIL Camusso , che precisa: “Mi sembra
un riproporre ricette che hanno già mostrato
il loro fallimento”. Per la sinistra del
PD sono tempi duri, la casta trema e si vede costretta a riesumare Berlinguer per non
perdere pezzi. Nell’illusione di
Veltroni, al tempo dei “gufi”, si scompone
e non regge all’attivismo del nuovo "Mosè" che spariglia tutto e blandisce l’accordo con Forza Italia. Si alterano “ i dalema”, vanno in fibrillazione”
i brunetta”, si scompigliano “i cinque stelle” e Grillo si arrabbia! Anche La 7
perde l’orientamento, in vista delle
elezioni europee invita Marie Le Pen per attizzare una destra vagante in ambito europeo alla
disperata ricerca dei voti del
cavaliere.
Questa volta i sondaggi stanno a zero, Berlusconi entra in quarantena, ha il coprifuoco delle 23.00 ma cercherà di recuperare i suoi vecchietti per arginare il danno; il vero problema quindi resta politico, in un paese
intriso di menzogne e ruberie, dove non si riesce a "prefigurare democraticamente una equilibrata redistribuzione della ricchezza e
perseguire il bene comune, la
sorpresa di maturità sarà data dalla società civile, se troverà il coraggio di chiedere con il voto alla classe politica di rinnovarsi per servire questo paese.
In assenza di carismi tutti i
partiti fanno acqua e creano solo astensione, nessuno ha costruito riferimenti credibili degni di affidabilità; nel diffuso malcostume tutto diviene scostante generando disinteresse e rabbia. L’effetto Renzi per quanto veloce e astuto, anche se non entra in partita, riceverà
certamente un premio, che non basta per uscire dal guado, una
sinistra così sinistrata e preoccupata più della sua conservazione che del paese, non potrà
vincere le elezioni europee né contenere i 5 stelle. Gli altri arzigogoli presenti alla
contesa, più o meno ammantati di rosa, compreso quello scontato di Casini e quello irrecuperabile della Lega, non saranno
di utile rilievo; l’unico forse, correttamente avviato da Tabacci con Scelta civica e
Boldrin, se aiutato dall’impegno di Passera anche in coerenza dell’Agenda Monti, potrebbe rappresentare la vera novità di
prospettiva, per la nascita di un
soggetto moderato e riformatore piu’ grande, nel segno liberal democratico
europeo.
domenica 16 marzo 2014
LE QUOTE ROSA
La Casta ha vinto ancora! Le retroguardie
massimaliste del PD abbinate ai forzisti
vecchi e nuovi del” ghe penso mì”
hanno dato spettacolo, ben supportati
dai tuttologi dell’informazione e costretto
il Governo Renzi a veleggiare per evitare il naufragio. Tutte manovre
preparatorie per disperdere i veri nemici
della questione di genere, condotta strenuamente dal sesso ” forte” con
l’espressione candida di un abito, che in questo caso “ non ha fatto il
monaco”. Comunque grande confusione da parte di una comunicazione politica della
sinistra insufficiente ed ambigua, che riprenderà
l’azione in Senato, ma capace di farsi
male e trasformare una giusta e logorata aspettativa di genere, in annunci
populisticamente incostituzionali ancorché democraticamente opinabili. In
realtà la questione femminile non può essere dirimente; nei vertici, in politica,
nell’amministrazione, nell’ impresa, come in ambito ecclesiale, rimane, come ha sottolineato Papa Francesco,
una questione funzionale. Nelle espressioni vitali e partecipative invece la
presenza femminile assume un ruolo strategico ed originale, quasi
universalistico, che non consente gradazioni,
proprio perché se valutate dalla
casta rischiano di assumere quella
connotazione maschilista tanto in voga
nel nefasto ventennio. Matteo Renzi ha glissato bene, scudato dagli accordi
intessuti, con la carica di creatività riesce ad isolare la sinistra interna ed
esterna, sbeffeggiata con una strategia di attacco multimediale che sorprende
financo il sindacato e i moltissimi
osservatori, che piano piano si
rivolteranno contro.
Curioso l’appunto di Dario di Vico sul Corriere di giovedì 13 in
cui vengono contestate le scelte fatte dal Governo sia nel metodo che nel
merito! Perché alla fine poi, strumentalmente, sembra quasi volerne salvare la validità. Ma ciò che conta non dovrebbero
essere i provvedimenti adottati per il bene del Paese e dello stato del suo sviluppo, compreso il lavoro? Far rilevare nominali ipotetiche critiche di
metodo e sul merito non spettanti e certamente non appropriate, ancorché possibili e
necessarie in chi deve esercitare tali
funzioni, può determinare distorsione
nel comune sentire e deprezzamento dell’attività di Governo e
politica in generale, cosa forse poco consona per uno strumento informativo di massa.
Sarebbe opportuno ritornare al confronto delle idee, riprendere la
linea della responsabilità e dell’etica per smorzare le derive populiste che alimentano disaffezione e antipolitica.
L’occasione è comunque propizia
per esprimere dal bolg soddisfazione e
interesse per il riequilibrio di genere
compiuto dal Governatore della Sardegna Pigliaru dopo la recente vicenda
elettorale. Complimenti! La chiamata di cinque donne in Giunta rappresenta
una svolta ed una risposta concreta a parte delle istanze elettorali. Ben
sfogliando la margherita il professore
porta in dote dal Capo di sopra due valide presenze (Maria Grazia Piras e Donatella Spano), dal
tratto umano, culturale e professionale eccellenti, che possono certamente contribuire
all’ attuazione dei futuri programmi
dell’isola.
giovedì 20 febbraio 2014
LA CASTA VINCE ?
Uno due tre: casta vince casta
perde! Quale casta sceglie? Il nuovo Governo imposto dal PD di Renzi riecheggia
il vecchio gioco delle tre carte, una volta in uso nelle fiere e nelle feste
paesane meridionali, dove i tre compari
allestivano il banchetto per il piacere degli allocchi, regolarmente perdenti.
Qui non si capisce bene chi vince o chi perde, ma certo l’immagine del paese
non trae alcun beneficio da questa
staffetta anomala fra le giovani espressioni del partito più democratico.
Altre volte abbiamo detto che lo stile non è
acqua, ma cacciare un governo, in nome dell’ambizione personale di un soggetto o
di una corrente di partito, per fare una
repentina sostituzione dei figuranti e
degli attori, che stile è? Quello di non lasciarsi scappare le cinquecento
poltrone di sottogoverno da assegnare? O
lo stilnovo dell'ala sinistra di sparigliare le resistenze centriste e
rottamare i rottamatori?
Ragazzi! Bersani alle primarie non ha cacciato nessuno! Ha cercato di scompaginare i
grillini, ma quello era un altro film. Ciò
che resta in ogni caso è la vittoria della casta; con l’operazione Renzi si consolidano le posizioni in tutti i ranghi
di destra, di sinistra e centro e si allontana anche il pericolo d’uscita dai banchi di Montecitorio per le matricole ultime arrivate.
Questa operazione
gattopardesca di defenestrazione di Enrico Letta, poco gradita a molti
militanti e non, ricorda la decisione dei primi anni novanta di chiudere
l’Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno che aveva sostituito la vecchia
Cassa. Poche menti attorno ad un tavolo rotondo interrompevano il
processo di sviluppo delle aree meridionali, bloccando l’economia dell’intero mezzogiorno; mentre nelle aree più ricche del
paese correva la ristrutturazione e
riconversione industriale, si fermavano le infrastrutture, il decollo delle
zone industriali, invertendo un
processo appena avviato con le prime iniziative dell’indotto, artigianali e nei
servizi, nonché paralizzando lo sviluppo delle zone agricole, irrigue e non.
Quale fu anche allora il ruolo dei poteri forti, delle lobby e concentrazioni
economiche e finanziarie? Venne proposto da un comitato referendario coordinato dal Prof. Massimo Severo Giannini un referendum tra quelli chiamati " antipartitocratici" per l’abolizione dell’intervento straordinario Fu
convalidato dalla Corte di Cassazione e interrotto poi dalla stessa
Cassazione con un
Decreto delegato del Parlamento che
segnava, con il 15 aprile 1993, la fine
dell’intervento straordinario nel mezzogiorno e l’avvio di un regime transitorio per tutto il
pregresso, con un nuovo sistema di agevolazioni, esteso a tutte le aree
depresse del territorio nazionale. Venivano così trasferite le varie competenze, con le rinnovate le modalità di
intervento ordinario per le aree depresse di tutto il territorio nazionale, alla burocrazia dei diversi Ministeri e le opere alle singole Regioni. Erano i tempi di tangentopoli, di “Roma
ladrona” della Lega di Bossi che assunse la bandiera immeritata ed esteriore
della fine dell’intervento straordinario, voluto in realtà dai partiti di allora( DC e PSDI contrari, favorevoli PLI, PRI, PDS, Radicali e Verdi
e PSI) che trasferirono di fatto i danni sulle classi lavoratrici da loro stessi
rappresentate.
Oggi in Sardegna grande affermazione del PD, un
primo effettino Renzi lo ha avuto nella spinta alla vittoria del Prof.
Francesco Pigliaru, docente di Economia e Prorettore dell’Università di
Cagliari, alla guida della Regione, che avrebbe comunque raggiunto il risultato
per suo merito; per fortuna “l’uomo” con le sue qualità e valori si distingue e
rimane ancora al centro dell’apprezzamento sociale. Una vittoria
importante se si pensa alla prevedibile grande astensione che ha visto un sardo
su due ad esprimere il voto, non tanto
per la scelta del Movimento 5 stelle di abbandonare il campo, quanto per la
miriade di modestissime liste e listerelle che hanno di fatto reso
confusionaria la breve campagna elettorale, povera di reali prospettive e idee
di cambiamento. La casta dunque, esclusa quella vendicativa della destra che ha fatto il flop, in tutta la sua presenza di carrierismo e vetustà riuscirà a connotare il nuovo Consiglio regionale, anche nelle prime previsioni di
Giunta?
Unico dato
significativo paradossale” l’effetto Murgia”; la scrittrice sarda pur avendo ottenuto
un successo personale di tutto rispetto, forse non è stata votata dalle donne, si è disperso
il consenso di genere e il nuovo Consiglio della regione nel 2014 può vantare la
quasi totale esclusione della presenza femminile. Su 60 consiglieri eletti le
rappresentanti del gentil sesso sono modestamente 4, con buona pace della pari opportunità e di quella tanto attesa parità di genere
rivendicata proprio dalle parlamentari del PD.
sabato 8 febbraio 2014
TUTTO FREE
Negli anni 70 e 80, ai tempi
della prima Repubblica, molti italiani che andavano in vacanza in montagna sui
paesini Alpini, della Valle d’Aosta o della Valtellina per lo scii invernale o
per le passeggiate estive nei verdi boschi delle valli dolomitiche,
ricorderanno la immancabile puntatina da Bormio a Livigno. Gelido inarrivabile
paesino frontaliero vicino a Tre Palle, ultimo comune italiano, dove i
vacanzieri facevano tappa per lo shopping turistico (pieno di benzina, alimentari, cioccolata, liquori, sigarette,
tabacco, macchine fotografiche e da presa, ecc.) attratti, appunto, dagli
sconti che venivano praticati nel disordinato ed angusto punto franco di Livigno. Secondo uno slogan
della campagna elettorale anche i Sardi potrebbero avere, grazie alla proposta
del Presidente Cappellacci, una Free Zone da offrire, oltre che alle correnti
mercantili europee ed extraeuropee dell’area
mediterranea, ai turisti che verranno in Sardegna a fare shopping. Certo avrà
un bel da fare il Prof. Pigliaru, valido
docente di economia, recuperato in zona cesarini dal PD come candidato
Presidente, per spiegare ai Sardi della bontà o meno di questa rinnovata proposta, coltivata forse anche all’interno del suo stesso partito
e da una specifica associazione che ne avrebbe studiato ed esaltato le
peculiarità.
Nel frattempo fra “ lo Schettino
e la stazza della Michela Murgia” la stampa ed i media impazzano per cercare di spiegare lo sparuto indipendentismo retrogrado e supportare quel residuo di consenso che la
vecchia nomenclatura sta cercando di recuperare, a valle delle indagini che la
magistratura cagliaritana ha avviato in sintonia con gli sprechi e le ruberie degli
amministratori delle diverse regioni
italiane. Certo in questa tornata amministrativa i partiti regionali avrebbero dovuto meditare e far
tesoro della diffusa antipolitica per innovare: lasciando a casa caste, carrierismi, nepotismi e portaborse, dando
segnali tangibili non solo di prospettive
per un nuovo sviluppo e crescita dell’isola, ma di recupero etico, morale e di
servizio al bene comune.
La politica, come dice Papa Francesco, ӏ
una vocazione altissima, oltre che
una delle forme più preziose di carità”,
ma come si sà il pesce puzza dalle teste; se si vuole innovare uno degli oneri
è anche quello di compilare le liste dei candidati! Nel frattempo stà maturando lo spariglio avviato da Renzi
con la legge elettorale, che ha con destrezza contrattato con il
Cavaliere, giustificando il fine con i mezzi, per portare scompiglio nella
parte più retrograda e a sinistra del suo partito con lo strumento basilare per il cambiamento
della vita politica.
Si sono innescati sospetti e incomprensioni nel
partito e con il governo, ma forse è solo il gioco delle parti in pasto alla “cacofonia mediatica”; intanto le forze più piccole si accapigliano
per la sopravvivenza, mentre Letta và all’apertura delle olimpiadi russe e
Renzi, che ha capito il suo ruolo possibile, corre a Cagliari per Pigliaru e arginare la Michela Murgia che cerca di intercettare
l’astensione e le stelle in libertà!
giovedì 23 gennaio 2014
QUESTIONE DI STILE ?
Da che il Cavaliere è reso incompatibile e Renzi ha
vinto le primarie del PD, l’unico dato realmente interessante, a valle del salasso del saldo imposte di fine dicembre, i pasticci
del Governo sull’IMU e sul rimborso forzoso degli scatti per gli insegnanti, è
apparso lo “stilnovo” che il Segretario
ha impresso all’azione politica. Checché se ne dica il Sindaco di Firenze ha
ingranato una marcia che disturba i manovratori, impensierisce le caste e mette
in allarme finanche la Presidenza del Consiglio che, anziché sintonizzarsi
nella buona battaglia, incespica e non si libera immediatamente delle scorie
frenanti e della disastrosa burocrazia che la attenaglia. Ora il vero problema è vedere
quanto il PD riesce a farsi del male da solo; del resto non è una novità.
giovedì 19 dicembre 2013
INTEGRAZIONE
Il fenomeno Renzi, soprattutto
per le previsioni della vigilia ma anche per le aspettative future, merita una riflessione. La cosa più interessante è
la rapidità dell’azione e la concomitante risposta governativa, che non deve
dare l’idea di una gara, quasi che il rinnovamento generazionale diffuso sia
indice di efficienza politica; nella
speranza che riesca a contenere e far
rientrare quella protesta sociale diffusa
che il Colle segue con attenta circospezione.
I partiti purtroppo hanno perduto
troppo tempo. Le” finte” riflessioni soprattutto quando sono egoistiche e inconcludenti mal si conciliano con le
responsabilità, i bisogni e le aspettative della gente. E’ dai tempi della DC
di Zaccagnigni che molta parte della società
civile di questo paese auspica un mutamento del costume comportamentale,
dell’azione politica e dell’etica pubblica .
Fra cambiamenti, nuove
maggioranze, referendum, nascita di nuovi soggetti, fronti leghisti,
scissione sindacale, fine del PC, PDS, Bolognina, Ulivo, Mani pulite, Strage di
Capaci, fine della prima repubblica e via dicendo, da quanti lustri il
cittadino spera ed attende le risposte della classe politica! Quanta fiducia
delusa espressa nei voti, quante vane speranze riposte negli eletti, sia destra
che di sinistra, nei partitini proprietari, nel contratto con gli italiani!
mercoledì 4 dicembre 2013
MANOVRINA DI AGGIUSTAMENTO
Infantile; questo il tratto
personale del più gettonato probabile Segretario del PD che l’otto di dicembre è destinato a
furoreggiare fra gli iscritti del primo partito italiano. Di certo l’epiteto
non sarà sfuggito all’attenzione della
stampa estera come considerazione che il Capo del Governo Italiano ha del probabile nuovo responsabile del partito a cui egli
stesso appartiene; ne terrà in debito
conto quando il nuovo PD metterà le ali all’azione di governo e nel semestre di
presidenza europea!
Nelle sezioni del PD disseminate per l’Italia,
all’indomani delle defatiganti lotte per
arginare la rottamazione, conservare le caste con qualche innesto di giovani parentele
o amichevoli clientele, i
massimalisti e i sindacalisti che residuano
dalle segreterie Fassino, Veltroni ,
Bersani ed Epifani, andranno su tutte le furie per digerire
supinamente il cambiamento! Messo a posto il mazzo di carte, emarginato il
pericolo di fare politica preteso da Fabrizio Barca, ricomincerà la solfa di
sempre o come ha detto Civati, si aprirà la “rimessa”; in fin dei conti non è
la politica che serve ma la gestione del potere. E poi quelli che andranno ai banchetti delle primarie mica lo sanno se devono
eleggere il Segretario del partito o un competitor di Palazzo Chigi, è come un
gioco dell’oca che dura fino al day after; finché una parte più avveduta del
popolo italiano eserciterà il voto considerando l’attività politica un servizio fiduciario da offrire allo stato ed
ai cittadini e non un teatrino
costosissimo di slogan per allocchi plaudenti,
illusi di difendere i propri bisogni e
il bene della Nazione.
Mettersi al servizio del bene comune non vuol dire sistemazione personale nè carriera politica; o forse i due maggiori partiti che hanno sostenuto il Governo Letta hanno fatto in modo, in questo tratto di legislatura, da sistemare il mazzo delle carte e le caste per il prossimo futuro?
Mettersi al servizio del bene comune non vuol dire sistemazione personale nè carriera politica; o forse i due maggiori partiti che hanno sostenuto il Governo Letta hanno fatto in modo, in questo tratto di legislatura, da sistemare il mazzo delle carte e le caste per il prossimo futuro?
domenica 29 settembre 2013
NASCE L’OSSERVATORIO
Nel segno dell’uomo, della sua felicità e della politica che arricchisce se pone al centro il servizio e la donazione verso gli atri, ieri sera ha mosso i primi passi l’Osservatorio di Alta Politica, Buona Amministrazione e Sviluppo, annunciato da tempo in questo blog ed offerto al Governo ed ai partiti. Durante i lavori, con la “messa al bando dell’individualismo asociale e amorale, che infetta spesso il comportamento di settori o frammenti della società”, ben noto e caratterizzato anche nella nostra isola, sono state discusse e messe a punto le peculiarità e gli obiettivi di questo nuovo luogo di incontro culturale e formativo rivolto ai cittadini che desiderano partecipare alla vita del proprio paese per contribuire alle scelte necessarie a favorirne lo sviluppo. Nasce una palestra di informazione e studio per far crescere nei cittadini, uomini, donne e soprattutto nelle nuove generazioni, la cultura dei valori etici e del bene comune per partecipare ad una azione politica basata sui principi di libertà, solidarietà, democrazia, laicità e giustizia, rispetto del creato e salvaguardia della dignità umana, della vita, della famiglia. Affinché, secondo il pensiero di Papa Francesco: “ognuno di noi possa recuperare sempre più concretamente la propria identità personale come cittadino convocato, dal latino citatorium, il chiamato al bene comune”; non come soggetto preso individualmente, ma in quanto persone convocate a creare un’unione, un ordinamento armonico, finalizzato al bene comune”.
venerdì 6 settembre 2013
BISOGNO DI VERA DEMOCRAZIA
E’ divertente ma nello stesso tempo drammatico l’attuale momento politico italiano. Ci scusiamo ancora con i lettori, ma gli effetti distorcenti della ormai imperante “cacofonia mediatica” suggeriscono di evitare commenti sulle fantasiose digressioni e invenzioni che i vari personaggi politici ci propinano tramite stampa, televisione o dai palcoscenici delle feste di partito. Tutto finalizzato ad ovattare o simulare, anche tramite la rete, atteggiamenti e distinguo che in genere prefigurano comportamenti e scelte reali che rischiano di creare scomposizioni laceranti e forse nuove maggioranze di opportunità. Pensiamo alla questione dirimente su cui potrà cadere il Governo Letta! Quanto impegno, tanta chiarezza e nuova speranza dal Colle, gran successo per la nomina dei quattro splendidi Senatori a vita, che contorcimenti burocratici; l’uccellino verde ventila al Presidente Violante ex Magistrato una contestata manleva moralista parlamentare degna di magistrali corposi pareri provveditate che inibiranno finanche il Ministro della Giustizia in persona.
E in tutto questo il Cavaliere imperversa ed annoia l’Italia ricercando una qualche astrusa salvifica agibilità o intoccabilità politica.
Insospettire gli avversari, dividere i falchi e le colombe, mandare in tilt i libri paga e generare nei partiti alleati di governo confusione, stizza e sconforto, sono gli sports praticati in queste ultime settimane; ma ora il gioco diventa serio. Un esempio esilarante viene proprio dal congresso del PD, apparentemente unito ma ormai definitivamente dilaniato. Renzi, che galoppa a carro aperto sul quale approdano casta, sindaci e un assalto bianco autorevolmente rappresentato. Si illude di eliminare le correnti; parla senza conoscere dove sta’ la gioiosa macchina da guerra e i conti patrimoniali rinvenienti! Se vorrà essere Segretario di quel partito, non bastano le garanzie, bisogna imbandire un lungo tavolo come ai tempi delle Margherita, di Prodi e Veltroni e disporre le poltrone per la destra, il centro, la sinistra, per i massimalisti, gli intellettuali, gli artisti e compagnia cantante. Ci scusiamo per la incompletezza, ma ciò che conta è lo stato dell’arte. Il Vero in tutto ciò, che non è antipolitica, è la totale mancanza di fiducia e di credibilità nella attuale classe politica e sindacale di questo paese. L’aria che tira, con gli uomini che ci stanno davanti ad occupare gli scranni in parlamento, le direzioni dei partiti e le responsabilità istituzionali, nonostante il buon tratto, la serietà e la giovane volontà del Presidente Letta, come si può pretendere di fare diventare credibile questa stessa classe politica? Forse la garantisce Renzi? O è pensabile che un manipolo di deputati o senatori grillini facendo gli scilipoti possano salvare il semestre Europeo?
E in tutto questo il Cavaliere imperversa ed annoia l’Italia ricercando una qualche astrusa salvifica agibilità o intoccabilità politica.
Insospettire gli avversari, dividere i falchi e le colombe, mandare in tilt i libri paga e generare nei partiti alleati di governo confusione, stizza e sconforto, sono gli sports praticati in queste ultime settimane; ma ora il gioco diventa serio. Un esempio esilarante viene proprio dal congresso del PD, apparentemente unito ma ormai definitivamente dilaniato. Renzi, che galoppa a carro aperto sul quale approdano casta, sindaci e un assalto bianco autorevolmente rappresentato. Si illude di eliminare le correnti; parla senza conoscere dove sta’ la gioiosa macchina da guerra e i conti patrimoniali rinvenienti! Se vorrà essere Segretario di quel partito, non bastano le garanzie, bisogna imbandire un lungo tavolo come ai tempi delle Margherita, di Prodi e Veltroni e disporre le poltrone per la destra, il centro, la sinistra, per i massimalisti, gli intellettuali, gli artisti e compagnia cantante. Ci scusiamo per la incompletezza, ma ciò che conta è lo stato dell’arte. Il Vero in tutto ciò, che non è antipolitica, è la totale mancanza di fiducia e di credibilità nella attuale classe politica e sindacale di questo paese. L’aria che tira, con gli uomini che ci stanno davanti ad occupare gli scranni in parlamento, le direzioni dei partiti e le responsabilità istituzionali, nonostante il buon tratto, la serietà e la giovane volontà del Presidente Letta, come si può pretendere di fare diventare credibile questa stessa classe politica? Forse la garantisce Renzi? O è pensabile che un manipolo di deputati o senatori grillini facendo gli scilipoti possano salvare il semestre Europeo?
martedì 6 agosto 2013
RICOMINCIAMO DAL TERRITORIO
I nostri quattro appassionati lettori avranno notato che nell’ultimo periodo abbiamo lasciato sfogo alla ben definita da Gian Enrico Rusconi “cacofonia mediatica “, agli stereotipi della carta stampata ed ai soliti dibattiti televisivi. Purtroppo l’attesa per la scontata sentenza della Corte di Cassazione era diventata un palcoscenico di inutilità nel quale ci è sembrato superfluo dover ulteriormente tediare gli amici che leggono questo Blog dedicato a “parlare di politica”.
Quella degli ultimi tempi in effetti non è stata vera azione politica; se pensiamo all’orango riservato ad un Ministro della repubblica o ai dileggi parlamentari dei deputati con handicap, c’è solo di che vergognarsi! Gli unici spunti annotabili sono venuti dal Responsabile economico del PD Fassina, dalla neofita opposizione portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dalla riproposizione dei referendum di Pannella. Il primo mette in imbarazzo la sinistra aggreagata del PD e forse l’azione accertatrice che l’Agenzia delle Entrate sta avviando con l’uso del redditometro, mentre i grillini stanno dando prova di buona autoformazione nella pratica degli strumenti parlamentari e della necessaria opposizione.
Quella degli ultimi tempi in effetti non è stata vera azione politica; se pensiamo all’orango riservato ad un Ministro della repubblica o ai dileggi parlamentari dei deputati con handicap, c’è solo di che vergognarsi! Gli unici spunti annotabili sono venuti dal Responsabile economico del PD Fassina, dalla neofita opposizione portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dalla riproposizione dei referendum di Pannella. Il primo mette in imbarazzo la sinistra aggreagata del PD e forse l’azione accertatrice che l’Agenzia delle Entrate sta avviando con l’uso del redditometro, mentre i grillini stanno dando prova di buona autoformazione nella pratica degli strumenti parlamentari e della necessaria opposizione.
martedì 25 giugno 2013
IL GOVERNO DI SERVIZIO ?
Dopo la inutile parziale sessione delle elezioni amministrative il Governo Letta ha forse iniziato il suo vero percorso di “servizio” lasciando i partiti nelle loro ambasce e preoccupazioni. Nessuno ha perso, naturalmente.
Il PDL sbandiera l’alleanza di Governo simulandola per realizzazione delle promesse elettorali, ma il vero dilemma sono le sentenze del Cavaliere. Ha vinto anche il PD che fa il pieno di Sindaci, ma è abbandonato da milioni di suoi elettori. Unica forse a riconoscere la perdita è stata La Lega, ripulita da Maroni, ma decimata e punita dalla passione degli stessi elettori che per tanti anni avevano seguito gli strali di Umberto Bossi nelle mitiche acque di Pontida.
Il conflitto fra Casini e il Prof. Monti, covato sotto le ceneri finalmente scoppia e il sodalizio si divide perché innaturale, come annotava Antonio Polito alcuni giorni fa. Le elezioni amministrative hanno fatto emergere le contraddizioni e l’ex Presidente della Camera per paura di scomparire riabbraccia la sua croce ed emigra in Europa per salvare la barca e trattenere i pochi voti periferici rimasti in sospensione.
Il Prof. Monti, forse in ritardo, ha intuito la solfa; mantiene “un progetto espansivo riformatore” ed avvia un concreto riavvicinamento della politica alla società civile. Diversamente da quanto banalizzato da Andrea Riccardi sul Corriere, potrebbe consolidare una linea che, seppur osteggiata, forse potrebbe essere in grado di dare alcuni dispiaceri e interessanti sviluppi (http://bit.ly/133Eypd).
Il PDL sbandiera l’alleanza di Governo simulandola per realizzazione delle promesse elettorali, ma il vero dilemma sono le sentenze del Cavaliere. Ha vinto anche il PD che fa il pieno di Sindaci, ma è abbandonato da milioni di suoi elettori. Unica forse a riconoscere la perdita è stata La Lega, ripulita da Maroni, ma decimata e punita dalla passione degli stessi elettori che per tanti anni avevano seguito gli strali di Umberto Bossi nelle mitiche acque di Pontida.
Il conflitto fra Casini e il Prof. Monti, covato sotto le ceneri finalmente scoppia e il sodalizio si divide perché innaturale, come annotava Antonio Polito alcuni giorni fa. Le elezioni amministrative hanno fatto emergere le contraddizioni e l’ex Presidente della Camera per paura di scomparire riabbraccia la sua croce ed emigra in Europa per salvare la barca e trattenere i pochi voti periferici rimasti in sospensione.
Il Prof. Monti, forse in ritardo, ha intuito la solfa; mantiene “un progetto espansivo riformatore” ed avvia un concreto riavvicinamento della politica alla società civile. Diversamente da quanto banalizzato da Andrea Riccardi sul Corriere, potrebbe consolidare una linea che, seppur osteggiata, forse potrebbe essere in grado di dare alcuni dispiaceri e interessanti sviluppi (http://bit.ly/133Eypd).
domenica 19 maggio 2013
UNA NUOVA CREATIVITA’
Tre settimane fa, al momento della costituzione del Governo Letta, avevo in animo di scrivere un pezzo dal titolo “RIMBOCCARSI LE MANICHE”, perché sembrava il giusto monito e auspicio per il battesimo del giovane Governo del Presidente.
Purtroppo le stravaganze del Movimento 5 stelle, le manifestazioni di piazza degli alleati di Governo, in dispregio alla stessa collaborazione avviata ed a un sereno evolversi delle attività giudiziarie, nonché le deludenti novità del riassetto di vertice in casa PD, hanno frenato e deluso la solita attenzione, distratta dall’assordante cassa di risonanza che la stampa e le televisioni hanno voluto propinare a questo povero Paese. Se non ci fossero gli intelligenti graffi di Crozza e le puntate di Montalbano, lo share rischierebbe di sfinire sugli stereotipi di Ballarò, sulle belle statuine di Vespa e sui deformanti insulsi di Servizio Pubblico. L’unico segnale unitivo, molto significativo, è venuto proprio dal giovane Presidente Enrico Letta. Il ritiro dei Ministri inventato in un appartato e quieto luogo di meditazione, sono frutto di una solida cultura cattolica illuminata e denota una espressione di umiltà, estranea a gran parte del mondo politico, per la ricerca e la crescita dell’amicizia e per l’incontro della verità: “quale principio di valutazione nelle scelte, di guida nelle azioni quotidiane, che diventa principio di vita”. http://bit.ly/111j1Vy
Tuttavia fra cotanto senno come non annotare i vetusti ripristini delle relazioni industriali prepotentemente arruolate per traghettare il disfatto Partito Democratico? L’aggressione sindacalese, il nuovo che avavnza, da tempo in agguato era nell’aria e per dirla con Bersani: Oh ragazzi, mica possiam mandare in garage la macchinetta dei pensionati? E per la FIOM cosa si fà! Mica possiam lasciare in piazza Grillo, la rete e le trasmissioni facendo finta di parlare di LAVORO, e se no Vendola che fa, chi li tiene Ingroia e Di Pietro; c’è sempre un cantiere aperto per Rodotà. Ma stiamo attenti, qualcuno si ha messo il vino in fresco! E poi, dopo la illuminante intervista dell’amico Parisi al Corriere della Sera, che a trovato la prova, dall’alto della sua saggezza politica, che il PD è una menzogna, la prevista implosione sarà inevitabile. Ma nonostante tutto, al di la dei gradimenti di Renzi per Chiamparino, il tentativo di Barca di sparigliare le caste rimane sempre un esercizio utile, non foss’altro che per prevenire questo delirio massimalista che si contorce fra interessi apparentemente convergenti peraltro assolutamente inutili a questo nostro paese, che dovrebbe in questo momento mobilitarsi non per guidare i giovani alla piazza ma verso una nuova creatività.http://bit.ly/13yrMCe In questo senso l’auspicio per il Governo era di rimboccarsi le maniche per ibernare e disboscare la burocrazia, attuare urgenti politiche a favore della scuola, della ricerca, dei più deboli, dei senza lavoro, delle aziende in difficoltà, esaminando costruttivamente le cause del loro declino, a cominciare dai gangli perversi del sistema bancario e delle autonomie locali, delle concentrazioni monopolistiche nazionali e sovranazionali dominanti, in tutte le medie città italiane
Purtroppo le stravaganze del Movimento 5 stelle, le manifestazioni di piazza degli alleati di Governo, in dispregio alla stessa collaborazione avviata ed a un sereno evolversi delle attività giudiziarie, nonché le deludenti novità del riassetto di vertice in casa PD, hanno frenato e deluso la solita attenzione, distratta dall’assordante cassa di risonanza che la stampa e le televisioni hanno voluto propinare a questo povero Paese. Se non ci fossero gli intelligenti graffi di Crozza e le puntate di Montalbano, lo share rischierebbe di sfinire sugli stereotipi di Ballarò, sulle belle statuine di Vespa e sui deformanti insulsi di Servizio Pubblico. L’unico segnale unitivo, molto significativo, è venuto proprio dal giovane Presidente Enrico Letta. Il ritiro dei Ministri inventato in un appartato e quieto luogo di meditazione, sono frutto di una solida cultura cattolica illuminata e denota una espressione di umiltà, estranea a gran parte del mondo politico, per la ricerca e la crescita dell’amicizia e per l’incontro della verità: “quale principio di valutazione nelle scelte, di guida nelle azioni quotidiane, che diventa principio di vita”. http://bit.ly/111j1Vy
Tuttavia fra cotanto senno come non annotare i vetusti ripristini delle relazioni industriali prepotentemente arruolate per traghettare il disfatto Partito Democratico? L’aggressione sindacalese, il nuovo che avavnza, da tempo in agguato era nell’aria e per dirla con Bersani: Oh ragazzi, mica possiam mandare in garage la macchinetta dei pensionati? E per la FIOM cosa si fà! Mica possiam lasciare in piazza Grillo, la rete e le trasmissioni facendo finta di parlare di LAVORO, e se no Vendola che fa, chi li tiene Ingroia e Di Pietro; c’è sempre un cantiere aperto per Rodotà. Ma stiamo attenti, qualcuno si ha messo il vino in fresco! E poi, dopo la illuminante intervista dell’amico Parisi al Corriere della Sera, che a trovato la prova, dall’alto della sua saggezza politica, che il PD è una menzogna, la prevista implosione sarà inevitabile. Ma nonostante tutto, al di la dei gradimenti di Renzi per Chiamparino, il tentativo di Barca di sparigliare le caste rimane sempre un esercizio utile, non foss’altro che per prevenire questo delirio massimalista che si contorce fra interessi apparentemente convergenti peraltro assolutamente inutili a questo nostro paese, che dovrebbe in questo momento mobilitarsi non per guidare i giovani alla piazza ma verso una nuova creatività.http://bit.ly/13yrMCe In questo senso l’auspicio per il Governo era di rimboccarsi le maniche per ibernare e disboscare la burocrazia, attuare urgenti politiche a favore della scuola, della ricerca, dei più deboli, dei senza lavoro, delle aziende in difficoltà, esaminando costruttivamente le cause del loro declino, a cominciare dai gangli perversi del sistema bancario e delle autonomie locali, delle concentrazioni monopolistiche nazionali e sovranazionali dominanti, in tutte le medie città italiane
sabato 20 aprile 2013
GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO
Crediamo di interpretare il sentimento dei nostri attenti lettori nel ringraziare il Presidente Napolitano per l’abnegazione, la sensibilità, la comprensione, l’alto senso del servizio per la Repubblica e l’atto di amore riservato al nostro Paese con l’accettazione del reincarico (vedi link).
Accogliendo la richiesta delle diverse parti politiche (PD,PDL, Lega, Prof.Monti per Scelta Civica e i Presidenti delle regioni) il Presidente Napolitano ha tolto gli italiani da un incubo. Tale era diventato lo spettacolo indecoroso offerto dai partiti di questo paese e dai grandi elettori riuniti in seduta comune per eleggere il 12° Presidente della Repubblica. Uno spettacolo che oltre alla risonanza che i media nazionali hanno ampiamente raccontato nell’ultima settimana, non merita alcun ulteriore commento, anche se dovremo aspettarci le attenzioni che ci saranno riservate dalla stampa estera.
Ci sia consentito esprimere solo qualche auspicio e alcune indicazioni. Siamo certi che le motivazioni e le sensibilità espresse nell’ultimo post, nel quale si prefigurava l’avvento di una donna al Quirinale, possano essere recepite dal Presidente Napolitano e da tutte le forze politiche e in particolare da quelle che saranno chiamate a dare vita al futuro Governo. Il nuovo Governo di scopo al quale si dedicherà il Presidente sarà incentrato certamente sulla soluzione delle note priorità sociali e istituzionali che gli italiani attendono, che non stiamo ora a riprendere perché ben tracciate sia nell’Agenda Monti che nei documenti dei saggi richiamati dallo stesso Napolitano. Ci permettiamo soltanto di segnalare tre emergenze che potrebbero rientrare fra gli obiettivi prioritari del futuro Esecutivo:
Riforma della pubblica amministrazione; Piani organici di opere e interventi nazionali ed europei per il definitivo riequilibro infrastrutturale e lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno; Finanziamenti adeguati per la scuola e la ricerca scientifica (vedi link).
Accogliendo la richiesta delle diverse parti politiche (PD,PDL, Lega, Prof.Monti per Scelta Civica e i Presidenti delle regioni) il Presidente Napolitano ha tolto gli italiani da un incubo. Tale era diventato lo spettacolo indecoroso offerto dai partiti di questo paese e dai grandi elettori riuniti in seduta comune per eleggere il 12° Presidente della Repubblica. Uno spettacolo che oltre alla risonanza che i media nazionali hanno ampiamente raccontato nell’ultima settimana, non merita alcun ulteriore commento, anche se dovremo aspettarci le attenzioni che ci saranno riservate dalla stampa estera.
Ci sia consentito esprimere solo qualche auspicio e alcune indicazioni. Siamo certi che le motivazioni e le sensibilità espresse nell’ultimo post, nel quale si prefigurava l’avvento di una donna al Quirinale, possano essere recepite dal Presidente Napolitano e da tutte le forze politiche e in particolare da quelle che saranno chiamate a dare vita al futuro Governo. Il nuovo Governo di scopo al quale si dedicherà il Presidente sarà incentrato certamente sulla soluzione delle note priorità sociali e istituzionali che gli italiani attendono, che non stiamo ora a riprendere perché ben tracciate sia nell’Agenda Monti che nei documenti dei saggi richiamati dallo stesso Napolitano. Ci permettiamo soltanto di segnalare tre emergenze che potrebbero rientrare fra gli obiettivi prioritari del futuro Esecutivo:
Riforma della pubblica amministrazione; Piani organici di opere e interventi nazionali ed europei per il definitivo riequilibro infrastrutturale e lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno; Finanziamenti adeguati per la scuola e la ricerca scientifica (vedi link).
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