Nel segno dell’uomo, della sua felicità e della politica che arricchisce se pone al centro il servizio e la donazione verso gli atri, ieri sera ha mosso i primi passi l’Osservatorio di Alta Politica, Buona Amministrazione e Sviluppo, annunciato da tempo in questo blog ed offerto al Governo ed ai partiti. Durante i lavori, con la “messa al bando dell’individualismo asociale e amorale, che infetta spesso il comportamento di settori o frammenti della società”, ben noto e caratterizzato anche nella nostra isola, sono state discusse e messe a punto le peculiarità e gli obiettivi di questo nuovo luogo di incontro culturale e formativo rivolto ai cittadini che desiderano partecipare alla vita del proprio paese per contribuire alle scelte necessarie a favorirne lo sviluppo. Nasce una palestra di informazione e studio per far crescere nei cittadini, uomini, donne e soprattutto nelle nuove generazioni, la cultura dei valori etici e del bene comune per partecipare ad una azione politica basata sui principi di libertà, solidarietà, democrazia, laicità e giustizia, rispetto del creato e salvaguardia della dignità umana, della vita, della famiglia. Affinché, secondo il pensiero di Papa Francesco: “ognuno di noi possa recuperare sempre più concretamente la propria identità personale come cittadino convocato, dal latino citatorium, il chiamato al bene comune”; non come soggetto preso individualmente, ma in quanto persone convocate a creare un’unione, un ordinamento armonico, finalizzato al bene comune”.
Partecipare alla vita politica è un dovere civico, concorrere alla crescita del paese è un diritto sancito dalla Costituzione, testimoniare con l’esempio, il lavoro e la famiglia sono il modo giusto per contribuire al bene comune. Ciascuno, dal lato delle proprie competenti esperienze, con saggezza e senso di responsabilità può contribuire alla conoscenza, alla riscoperta e alla conquista dei valori etici, professionali, di giustizia,coesione e sviluppo che devono presiedere la società civile.
domenica 29 settembre 2013
venerdì 6 settembre 2013
BISOGNO DI VERA DEMOCRAZIA
E’ divertente ma nello stesso tempo drammatico l’attuale momento politico italiano. Ci scusiamo ancora con i lettori, ma gli effetti distorcenti della ormai imperante “cacofonia mediatica” suggeriscono di evitare commenti sulle fantasiose digressioni e invenzioni che i vari personaggi politici ci propinano tramite stampa, televisione o dai palcoscenici delle feste di partito. Tutto finalizzato ad ovattare o simulare, anche tramite la rete, atteggiamenti e distinguo che in genere prefigurano comportamenti e scelte reali che rischiano di creare scomposizioni laceranti e forse nuove maggioranze di opportunità. Pensiamo alla questione dirimente su cui potrà cadere il Governo Letta! Quanto impegno, tanta chiarezza e nuova speranza dal Colle, gran successo per la nomina dei quattro splendidi Senatori a vita, che contorcimenti burocratici; l’uccellino verde ventila al Presidente Violante ex Magistrato una contestata manleva moralista parlamentare degna di magistrali corposi pareri provveditate che inibiranno finanche il Ministro della Giustizia in persona.
E in tutto questo il Cavaliere imperversa ed annoia l’Italia ricercando una qualche astrusa salvifica agibilità o intoccabilità politica.
Insospettire gli avversari, dividere i falchi e le colombe, mandare in tilt i libri paga e generare nei partiti alleati di governo confusione, stizza e sconforto, sono gli sports praticati in queste ultime settimane; ma ora il gioco diventa serio. Un esempio esilarante viene proprio dal congresso del PD, apparentemente unito ma ormai definitivamente dilaniato. Renzi, che galoppa a carro aperto sul quale approdano casta, sindaci e un assalto bianco autorevolmente rappresentato. Si illude di eliminare le correnti; parla senza conoscere dove sta’ la gioiosa macchina da guerra e i conti patrimoniali rinvenienti! Se vorrà essere Segretario di quel partito, non bastano le garanzie, bisogna imbandire un lungo tavolo come ai tempi delle Margherita, di Prodi e Veltroni e disporre le poltrone per la destra, il centro, la sinistra, per i massimalisti, gli intellettuali, gli artisti e compagnia cantante. Ci scusiamo per la incompletezza, ma ciò che conta è lo stato dell’arte. Il Vero in tutto ciò, che non è antipolitica, è la totale mancanza di fiducia e di credibilità nella attuale classe politica e sindacale di questo paese. L’aria che tira, con gli uomini che ci stanno davanti ad occupare gli scranni in parlamento, le direzioni dei partiti e le responsabilità istituzionali, nonostante il buon tratto, la serietà e la giovane volontà del Presidente Letta, come si può pretendere di fare diventare credibile questa stessa classe politica? Forse la garantisce Renzi? O è pensabile che un manipolo di deputati o senatori grillini facendo gli scilipoti possano salvare il semestre Europeo?
E in tutto questo il Cavaliere imperversa ed annoia l’Italia ricercando una qualche astrusa salvifica agibilità o intoccabilità politica.
Insospettire gli avversari, dividere i falchi e le colombe, mandare in tilt i libri paga e generare nei partiti alleati di governo confusione, stizza e sconforto, sono gli sports praticati in queste ultime settimane; ma ora il gioco diventa serio. Un esempio esilarante viene proprio dal congresso del PD, apparentemente unito ma ormai definitivamente dilaniato. Renzi, che galoppa a carro aperto sul quale approdano casta, sindaci e un assalto bianco autorevolmente rappresentato. Si illude di eliminare le correnti; parla senza conoscere dove sta’ la gioiosa macchina da guerra e i conti patrimoniali rinvenienti! Se vorrà essere Segretario di quel partito, non bastano le garanzie, bisogna imbandire un lungo tavolo come ai tempi delle Margherita, di Prodi e Veltroni e disporre le poltrone per la destra, il centro, la sinistra, per i massimalisti, gli intellettuali, gli artisti e compagnia cantante. Ci scusiamo per la incompletezza, ma ciò che conta è lo stato dell’arte. Il Vero in tutto ciò, che non è antipolitica, è la totale mancanza di fiducia e di credibilità nella attuale classe politica e sindacale di questo paese. L’aria che tira, con gli uomini che ci stanno davanti ad occupare gli scranni in parlamento, le direzioni dei partiti e le responsabilità istituzionali, nonostante il buon tratto, la serietà e la giovane volontà del Presidente Letta, come si può pretendere di fare diventare credibile questa stessa classe politica? Forse la garantisce Renzi? O è pensabile che un manipolo di deputati o senatori grillini facendo gli scilipoti possano salvare il semestre Europeo?
martedì 6 agosto 2013
RICOMINCIAMO DAL TERRITORIO
I nostri quattro appassionati lettori avranno notato che nell’ultimo periodo abbiamo lasciato sfogo alla ben definita da Gian Enrico Rusconi “cacofonia mediatica “, agli stereotipi della carta stampata ed ai soliti dibattiti televisivi. Purtroppo l’attesa per la scontata sentenza della Corte di Cassazione era diventata un palcoscenico di inutilità nel quale ci è sembrato superfluo dover ulteriormente tediare gli amici che leggono questo Blog dedicato a “parlare di politica”.
Quella degli ultimi tempi in effetti non è stata vera azione politica; se pensiamo all’orango riservato ad un Ministro della repubblica o ai dileggi parlamentari dei deputati con handicap, c’è solo di che vergognarsi! Gli unici spunti annotabili sono venuti dal Responsabile economico del PD Fassina, dalla neofita opposizione portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dalla riproposizione dei referendum di Pannella. Il primo mette in imbarazzo la sinistra aggreagata del PD e forse l’azione accertatrice che l’Agenzia delle Entrate sta avviando con l’uso del redditometro, mentre i grillini stanno dando prova di buona autoformazione nella pratica degli strumenti parlamentari e della necessaria opposizione.
Quella degli ultimi tempi in effetti non è stata vera azione politica; se pensiamo all’orango riservato ad un Ministro della repubblica o ai dileggi parlamentari dei deputati con handicap, c’è solo di che vergognarsi! Gli unici spunti annotabili sono venuti dal Responsabile economico del PD Fassina, dalla neofita opposizione portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dalla riproposizione dei referendum di Pannella. Il primo mette in imbarazzo la sinistra aggreagata del PD e forse l’azione accertatrice che l’Agenzia delle Entrate sta avviando con l’uso del redditometro, mentre i grillini stanno dando prova di buona autoformazione nella pratica degli strumenti parlamentari e della necessaria opposizione.
martedì 25 giugno 2013
IL GOVERNO DI SERVIZIO ?
Dopo la inutile parziale sessione delle elezioni amministrative il Governo Letta ha forse iniziato il suo vero percorso di “servizio” lasciando i partiti nelle loro ambasce e preoccupazioni. Nessuno ha perso, naturalmente.
Il PDL sbandiera l’alleanza di Governo simulandola per realizzazione delle promesse elettorali, ma il vero dilemma sono le sentenze del Cavaliere. Ha vinto anche il PD che fa il pieno di Sindaci, ma è abbandonato da milioni di suoi elettori. Unica forse a riconoscere la perdita è stata La Lega, ripulita da Maroni, ma decimata e punita dalla passione degli stessi elettori che per tanti anni avevano seguito gli strali di Umberto Bossi nelle mitiche acque di Pontida.
Il conflitto fra Casini e il Prof. Monti, covato sotto le ceneri finalmente scoppia e il sodalizio si divide perché innaturale, come annotava Antonio Polito alcuni giorni fa. Le elezioni amministrative hanno fatto emergere le contraddizioni e l’ex Presidente della Camera per paura di scomparire riabbraccia la sua croce ed emigra in Europa per salvare la barca e trattenere i pochi voti periferici rimasti in sospensione.
Il Prof. Monti, forse in ritardo, ha intuito la solfa; mantiene “un progetto espansivo riformatore” ed avvia un concreto riavvicinamento della politica alla società civile. Diversamente da quanto banalizzato da Andrea Riccardi sul Corriere, potrebbe consolidare una linea che, seppur osteggiata, forse potrebbe essere in grado di dare alcuni dispiaceri e interessanti sviluppi (http://bit.ly/133Eypd).
Il PDL sbandiera l’alleanza di Governo simulandola per realizzazione delle promesse elettorali, ma il vero dilemma sono le sentenze del Cavaliere. Ha vinto anche il PD che fa il pieno di Sindaci, ma è abbandonato da milioni di suoi elettori. Unica forse a riconoscere la perdita è stata La Lega, ripulita da Maroni, ma decimata e punita dalla passione degli stessi elettori che per tanti anni avevano seguito gli strali di Umberto Bossi nelle mitiche acque di Pontida.
Il conflitto fra Casini e il Prof. Monti, covato sotto le ceneri finalmente scoppia e il sodalizio si divide perché innaturale, come annotava Antonio Polito alcuni giorni fa. Le elezioni amministrative hanno fatto emergere le contraddizioni e l’ex Presidente della Camera per paura di scomparire riabbraccia la sua croce ed emigra in Europa per salvare la barca e trattenere i pochi voti periferici rimasti in sospensione.
Il Prof. Monti, forse in ritardo, ha intuito la solfa; mantiene “un progetto espansivo riformatore” ed avvia un concreto riavvicinamento della politica alla società civile. Diversamente da quanto banalizzato da Andrea Riccardi sul Corriere, potrebbe consolidare una linea che, seppur osteggiata, forse potrebbe essere in grado di dare alcuni dispiaceri e interessanti sviluppi (http://bit.ly/133Eypd).
domenica 19 maggio 2013
UNA NUOVA CREATIVITA’
Tre settimane fa, al momento della costituzione del Governo Letta, avevo in animo di scrivere un pezzo dal titolo “RIMBOCCARSI LE MANICHE”, perché sembrava il giusto monito e auspicio per il battesimo del giovane Governo del Presidente.
Purtroppo le stravaganze del Movimento 5 stelle, le manifestazioni di piazza degli alleati di Governo, in dispregio alla stessa collaborazione avviata ed a un sereno evolversi delle attività giudiziarie, nonché le deludenti novità del riassetto di vertice in casa PD, hanno frenato e deluso la solita attenzione, distratta dall’assordante cassa di risonanza che la stampa e le televisioni hanno voluto propinare a questo povero Paese. Se non ci fossero gli intelligenti graffi di Crozza e le puntate di Montalbano, lo share rischierebbe di sfinire sugli stereotipi di Ballarò, sulle belle statuine di Vespa e sui deformanti insulsi di Servizio Pubblico. L’unico segnale unitivo, molto significativo, è venuto proprio dal giovane Presidente Enrico Letta. Il ritiro dei Ministri inventato in un appartato e quieto luogo di meditazione, sono frutto di una solida cultura cattolica illuminata e denota una espressione di umiltà, estranea a gran parte del mondo politico, per la ricerca e la crescita dell’amicizia e per l’incontro della verità: “quale principio di valutazione nelle scelte, di guida nelle azioni quotidiane, che diventa principio di vita”. http://bit.ly/111j1Vy
Tuttavia fra cotanto senno come non annotare i vetusti ripristini delle relazioni industriali prepotentemente arruolate per traghettare il disfatto Partito Democratico? L’aggressione sindacalese, il nuovo che avavnza, da tempo in agguato era nell’aria e per dirla con Bersani: Oh ragazzi, mica possiam mandare in garage la macchinetta dei pensionati? E per la FIOM cosa si fà! Mica possiam lasciare in piazza Grillo, la rete e le trasmissioni facendo finta di parlare di LAVORO, e se no Vendola che fa, chi li tiene Ingroia e Di Pietro; c’è sempre un cantiere aperto per Rodotà. Ma stiamo attenti, qualcuno si ha messo il vino in fresco! E poi, dopo la illuminante intervista dell’amico Parisi al Corriere della Sera, che a trovato la prova, dall’alto della sua saggezza politica, che il PD è una menzogna, la prevista implosione sarà inevitabile. Ma nonostante tutto, al di la dei gradimenti di Renzi per Chiamparino, il tentativo di Barca di sparigliare le caste rimane sempre un esercizio utile, non foss’altro che per prevenire questo delirio massimalista che si contorce fra interessi apparentemente convergenti peraltro assolutamente inutili a questo nostro paese, che dovrebbe in questo momento mobilitarsi non per guidare i giovani alla piazza ma verso una nuova creatività.http://bit.ly/13yrMCe In questo senso l’auspicio per il Governo era di rimboccarsi le maniche per ibernare e disboscare la burocrazia, attuare urgenti politiche a favore della scuola, della ricerca, dei più deboli, dei senza lavoro, delle aziende in difficoltà, esaminando costruttivamente le cause del loro declino, a cominciare dai gangli perversi del sistema bancario e delle autonomie locali, delle concentrazioni monopolistiche nazionali e sovranazionali dominanti, in tutte le medie città italiane
Purtroppo le stravaganze del Movimento 5 stelle, le manifestazioni di piazza degli alleati di Governo, in dispregio alla stessa collaborazione avviata ed a un sereno evolversi delle attività giudiziarie, nonché le deludenti novità del riassetto di vertice in casa PD, hanno frenato e deluso la solita attenzione, distratta dall’assordante cassa di risonanza che la stampa e le televisioni hanno voluto propinare a questo povero Paese. Se non ci fossero gli intelligenti graffi di Crozza e le puntate di Montalbano, lo share rischierebbe di sfinire sugli stereotipi di Ballarò, sulle belle statuine di Vespa e sui deformanti insulsi di Servizio Pubblico. L’unico segnale unitivo, molto significativo, è venuto proprio dal giovane Presidente Enrico Letta. Il ritiro dei Ministri inventato in un appartato e quieto luogo di meditazione, sono frutto di una solida cultura cattolica illuminata e denota una espressione di umiltà, estranea a gran parte del mondo politico, per la ricerca e la crescita dell’amicizia e per l’incontro della verità: “quale principio di valutazione nelle scelte, di guida nelle azioni quotidiane, che diventa principio di vita”. http://bit.ly/111j1Vy
Tuttavia fra cotanto senno come non annotare i vetusti ripristini delle relazioni industriali prepotentemente arruolate per traghettare il disfatto Partito Democratico? L’aggressione sindacalese, il nuovo che avavnza, da tempo in agguato era nell’aria e per dirla con Bersani: Oh ragazzi, mica possiam mandare in garage la macchinetta dei pensionati? E per la FIOM cosa si fà! Mica possiam lasciare in piazza Grillo, la rete e le trasmissioni facendo finta di parlare di LAVORO, e se no Vendola che fa, chi li tiene Ingroia e Di Pietro; c’è sempre un cantiere aperto per Rodotà. Ma stiamo attenti, qualcuno si ha messo il vino in fresco! E poi, dopo la illuminante intervista dell’amico Parisi al Corriere della Sera, che a trovato la prova, dall’alto della sua saggezza politica, che il PD è una menzogna, la prevista implosione sarà inevitabile. Ma nonostante tutto, al di la dei gradimenti di Renzi per Chiamparino, il tentativo di Barca di sparigliare le caste rimane sempre un esercizio utile, non foss’altro che per prevenire questo delirio massimalista che si contorce fra interessi apparentemente convergenti peraltro assolutamente inutili a questo nostro paese, che dovrebbe in questo momento mobilitarsi non per guidare i giovani alla piazza ma verso una nuova creatività.http://bit.ly/13yrMCe In questo senso l’auspicio per il Governo era di rimboccarsi le maniche per ibernare e disboscare la burocrazia, attuare urgenti politiche a favore della scuola, della ricerca, dei più deboli, dei senza lavoro, delle aziende in difficoltà, esaminando costruttivamente le cause del loro declino, a cominciare dai gangli perversi del sistema bancario e delle autonomie locali, delle concentrazioni monopolistiche nazionali e sovranazionali dominanti, in tutte le medie città italiane
sabato 20 aprile 2013
GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO
Crediamo di interpretare il sentimento dei nostri attenti lettori nel ringraziare il Presidente Napolitano per l’abnegazione, la sensibilità, la comprensione, l’alto senso del servizio per la Repubblica e l’atto di amore riservato al nostro Paese con l’accettazione del reincarico (vedi link).
Accogliendo la richiesta delle diverse parti politiche (PD,PDL, Lega, Prof.Monti per Scelta Civica e i Presidenti delle regioni) il Presidente Napolitano ha tolto gli italiani da un incubo. Tale era diventato lo spettacolo indecoroso offerto dai partiti di questo paese e dai grandi elettori riuniti in seduta comune per eleggere il 12° Presidente della Repubblica. Uno spettacolo che oltre alla risonanza che i media nazionali hanno ampiamente raccontato nell’ultima settimana, non merita alcun ulteriore commento, anche se dovremo aspettarci le attenzioni che ci saranno riservate dalla stampa estera.
Ci sia consentito esprimere solo qualche auspicio e alcune indicazioni. Siamo certi che le motivazioni e le sensibilità espresse nell’ultimo post, nel quale si prefigurava l’avvento di una donna al Quirinale, possano essere recepite dal Presidente Napolitano e da tutte le forze politiche e in particolare da quelle che saranno chiamate a dare vita al futuro Governo. Il nuovo Governo di scopo al quale si dedicherà il Presidente sarà incentrato certamente sulla soluzione delle note priorità sociali e istituzionali che gli italiani attendono, che non stiamo ora a riprendere perché ben tracciate sia nell’Agenda Monti che nei documenti dei saggi richiamati dallo stesso Napolitano. Ci permettiamo soltanto di segnalare tre emergenze che potrebbero rientrare fra gli obiettivi prioritari del futuro Esecutivo:
Riforma della pubblica amministrazione; Piani organici di opere e interventi nazionali ed europei per il definitivo riequilibro infrastrutturale e lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno; Finanziamenti adeguati per la scuola e la ricerca scientifica (vedi link).
Accogliendo la richiesta delle diverse parti politiche (PD,PDL, Lega, Prof.Monti per Scelta Civica e i Presidenti delle regioni) il Presidente Napolitano ha tolto gli italiani da un incubo. Tale era diventato lo spettacolo indecoroso offerto dai partiti di questo paese e dai grandi elettori riuniti in seduta comune per eleggere il 12° Presidente della Repubblica. Uno spettacolo che oltre alla risonanza che i media nazionali hanno ampiamente raccontato nell’ultima settimana, non merita alcun ulteriore commento, anche se dovremo aspettarci le attenzioni che ci saranno riservate dalla stampa estera.
Ci sia consentito esprimere solo qualche auspicio e alcune indicazioni. Siamo certi che le motivazioni e le sensibilità espresse nell’ultimo post, nel quale si prefigurava l’avvento di una donna al Quirinale, possano essere recepite dal Presidente Napolitano e da tutte le forze politiche e in particolare da quelle che saranno chiamate a dare vita al futuro Governo. Il nuovo Governo di scopo al quale si dedicherà il Presidente sarà incentrato certamente sulla soluzione delle note priorità sociali e istituzionali che gli italiani attendono, che non stiamo ora a riprendere perché ben tracciate sia nell’Agenda Monti che nei documenti dei saggi richiamati dallo stesso Napolitano. Ci permettiamo soltanto di segnalare tre emergenze che potrebbero rientrare fra gli obiettivi prioritari del futuro Esecutivo:
Riforma della pubblica amministrazione; Piani organici di opere e interventi nazionali ed europei per il definitivo riequilibro infrastrutturale e lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno; Finanziamenti adeguati per la scuola e la ricerca scientifica (vedi link).
mercoledì 10 aprile 2013
UNA DONNA AL QUIRINALE
L’elezione dell’On. Laura Boldrini alla Presidenza della Camera è già una garanzia. Portare un’altra donna al Quirinale forse potrebbe essere una salvezza! Questi quaranta giorni di vita parlamentare stanno dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, che nel nostro paese i partiti per come sono, seppur previsti dalla Costituzione, non esistono. In questo blog non solo sulla spinta delle ruberie e degli sprechi, abbiamo affrontato e commentato più volte le cause della loro crisi e lanciato allarmi per un loro cambiamento e ricostituzione. Niente però è avvenuto e nulla sembra che allo stato possa succedere per sperare in una loro rinascita; quelli italiani non sono più partiti.
A destra ma anche a sinistra si tratta per lo più di aggregati padronali, ancorati solo alla ricerca del voto, privi di veri strumenti organizzativi democratici, con forte rappresentatività egocentrica, a cooptazione anche plebiscitaria e di libera idealità.
Il PD in realtà è un caso a sé, a forte rischio di implosione, ormai non si capisce che cosa possa essere. Una sorta di grande teatro a palcoscenico mobile, con regia centralista e sceneggiatura massimalista dove si alternano centinaia di attori, a volte di spessore, che a rettifiche successive discutono politichese e sindacalese in maniera estenuante su tutto e sul contrario di tutto, per ricercare un’equilibrio introvabile fra le diverse idealità. In vero prevale l’individualismo più schietto vecchio e nuovo, il caso Renzi, Marino, la recente sortita del ministro Barca, ne sono un’emblema che trova sintesi nelle linee e proposte congelate, enunciate dalla Segretaria Bersani, subito pronte ai veti e correttivi ed ai congelamenti e/o rinvii.
La semplificazione è scolastica ed un po’ ingenua e ce ne scusiamo, ma forse, riesce a rendere l’idea del coacervo parlamentare che ha provocato l’immobilismo dell’azione politica così spinto, che ha prodotto per oltre quaranta giorni il congelamento delle istituzioni?
Allora ci vuole un sussulto, che neppure il Presidente Napolitano è riuscito a provocare.
Quindi è bene ascoltare Papa Francesco: “prime testimoni della resurrezione sono le donne”.
Come “le donne hanno un ruolo primario e fondamentale” nella testimonianza della verità di aprire le porte del Signore risorto. Questo deve indurci a riflettere: su come le donne possano essere portatrici di valori essenziali per condurre una azione politica ispirata ad una vita nuova, all’amore, alla concordia e al bene comune, per la rinascita della nostra Repubblica.
A destra ma anche a sinistra si tratta per lo più di aggregati padronali, ancorati solo alla ricerca del voto, privi di veri strumenti organizzativi democratici, con forte rappresentatività egocentrica, a cooptazione anche plebiscitaria e di libera idealità.
Il PD in realtà è un caso a sé, a forte rischio di implosione, ormai non si capisce che cosa possa essere. Una sorta di grande teatro a palcoscenico mobile, con regia centralista e sceneggiatura massimalista dove si alternano centinaia di attori, a volte di spessore, che a rettifiche successive discutono politichese e sindacalese in maniera estenuante su tutto e sul contrario di tutto, per ricercare un’equilibrio introvabile fra le diverse idealità. In vero prevale l’individualismo più schietto vecchio e nuovo, il caso Renzi, Marino, la recente sortita del ministro Barca, ne sono un’emblema che trova sintesi nelle linee e proposte congelate, enunciate dalla Segretaria Bersani, subito pronte ai veti e correttivi ed ai congelamenti e/o rinvii.
La semplificazione è scolastica ed un po’ ingenua e ce ne scusiamo, ma forse, riesce a rendere l’idea del coacervo parlamentare che ha provocato l’immobilismo dell’azione politica così spinto, che ha prodotto per oltre quaranta giorni il congelamento delle istituzioni?
Allora ci vuole un sussulto, che neppure il Presidente Napolitano è riuscito a provocare.
Quindi è bene ascoltare Papa Francesco: “prime testimoni della resurrezione sono le donne”.
Come “le donne hanno un ruolo primario e fondamentale” nella testimonianza della verità di aprire le porte del Signore risorto. Questo deve indurci a riflettere: su come le donne possano essere portatrici di valori essenziali per condurre una azione politica ispirata ad una vita nuova, all’amore, alla concordia e al bene comune, per la rinascita della nostra Repubblica.
lunedì 25 marzo 2013
IL BARATTO
Tu dai una cosa a me! Io do una cosa a te! Questa può sembrare, secondo l'evoluzione mediatica, la chiave del lasciapassare che il Presidente Napolitano ha offerto al Segretario del PD Bersani per costruire il consenso per un Governo possibile. Un preincarico in salsa di equilibrio e ponderazione da percorrere in vicoli e strettoie per cercare di realizzare una grande coalizione che assicuri cambiamento, sviluppo, riforme e equilibri europei.
In realtà il Presidente, in base al dettato costituzionale vuole aver garanzie di governabilità ed essere in grado di assicurare il rispetto della volontà popolare per come è rappresentata in Parlamento. Nei fatti il preincarico a Bersani risente, non solo di quanto ha deliberato di voler fare il PD nei suoi famosi otto punti, ma del diniego del Movimento 5 stelle ai vecchi partiti e sistemi, dell’indifferenza attendista della lista Civica di Monti, del perverso interessato invito alla condivisione del PDL, del consenso del centro democratico, dei socialisti e di Sel, nonché del temporeggiare della Lega nord, pronta a tutto, pur di evitare le urne che, assieme a “ tante stelline”, potrebbero decretarne la sicura scomparsa. Il quadro nella sostanza sembra chiaro, anche le mire recondite e le riserve sono abbastanza percettibili, stando attenti a non fare la fine dell’incarico per le riforme attese dal paese affidato all’allora Presidente del Senato Franco Marini
In realtà il Presidente, in base al dettato costituzionale vuole aver garanzie di governabilità ed essere in grado di assicurare il rispetto della volontà popolare per come è rappresentata in Parlamento. Nei fatti il preincarico a Bersani risente, non solo di quanto ha deliberato di voler fare il PD nei suoi famosi otto punti, ma del diniego del Movimento 5 stelle ai vecchi partiti e sistemi, dell’indifferenza attendista della lista Civica di Monti, del perverso interessato invito alla condivisione del PDL, del consenso del centro democratico, dei socialisti e di Sel, nonché del temporeggiare della Lega nord, pronta a tutto, pur di evitare le urne che, assieme a “ tante stelline”, potrebbero decretarne la sicura scomparsa. Il quadro nella sostanza sembra chiaro, anche le mire recondite e le riserve sono abbastanza percettibili, stando attenti a non fare la fine dell’incarico per le riforme attese dal paese affidato all’allora Presidente del Senato Franco Marini
giovedì 7 febbraio 2013
AL VOTO: CON GIUDIZIO E DISCERNIMENTO
La campagna elettorale del 2013 sarà ricordata per quella del “miglior offerente”, di chi la spara più grossa. Le reti radiotelevisive, impegnate fin dalle prime ore del mattino e fino a tarda notte a raccogliere e lanciare i caroselli elettorali, rievocano quei “piazzisti” che negli anni 50, avviata la ricostruzione, partivano su motocarri sgangherati per le piazze e mercati a vendere, con megafoni improvvisati, i loro prodotti.
A quei tempi non c’era la TV e si sostava ad ascoltare i venditori: Non ve la do per 100, non ve la do per 50, non ve la do per 30! ma vi do il pacco intero, con quattro pezzi in regalo, tutto per 10 !!!
Così oggi Silvio Berlusconi, su quel modello, da buon venditore e ottimo comunicatore, per tentare la rimonta nei sondaggi, impazza con offerte accattivanti e trascina i suoi competitors responsabili delle varie coalizioni.
Nei primi Consigli dei Ministri restituiremo ai cittadini per contanti l’IMU pagata nel 2012; abbiamo già scritto la bozza di una norma per eliminare l’IRAP in 5 anni con annualità anticipate, ancora: ci sarà il blocco dell’IVA, introduciamo la detassazione per tre anni alle imprese che assumono i giovani, e per finire dopo cento giorni possiamo deliberare un condono fiscale e la cancellazione del finanziamento dei partiti! Che politica ragazzi!!! Che prospettive di sviluppo! Il Paese dei balocchi! Chi più ne ha più ne metta.
A quei tempi non c’era la TV e si sostava ad ascoltare i venditori: Non ve la do per 100, non ve la do per 50, non ve la do per 30! ma vi do il pacco intero, con quattro pezzi in regalo, tutto per 10 !!!
Così oggi Silvio Berlusconi, su quel modello, da buon venditore e ottimo comunicatore, per tentare la rimonta nei sondaggi, impazza con offerte accattivanti e trascina i suoi competitors responsabili delle varie coalizioni.
Nei primi Consigli dei Ministri restituiremo ai cittadini per contanti l’IMU pagata nel 2012; abbiamo già scritto la bozza di una norma per eliminare l’IRAP in 5 anni con annualità anticipate, ancora: ci sarà il blocco dell’IVA, introduciamo la detassazione per tre anni alle imprese che assumono i giovani, e per finire dopo cento giorni possiamo deliberare un condono fiscale e la cancellazione del finanziamento dei partiti! Che politica ragazzi!!! Che prospettive di sviluppo! Il Paese dei balocchi! Chi più ne ha più ne metta.
sabato 5 gennaio 2013
UNA SCELTA MORALE DI SERVIZIO
Per iniziare vorrei ringraziare i lettori che seguono questo blog e fare a tutti loro gli auguri più sinceri per il nuovo anno appena cominciato. Un anno che si annuncia ricco di novità e cambiamenti politici nel quale è auspicabile seguano anche scelte e azioni importanti per il bene e la crescita delle nostre comunità.
Una cosa emerge fra tutte: la scelta del Prof. Monti di proseguire in una coerente linea morale e di servizio a favore del paese, in continuità con l’azione di risanamento e valorizzazione del prestigio europeo ed internazionale svolta dal suo Governo tecnico. Per molti forse, abituati alla casta pubblica che negli ultimi decenni ha inondato la politica, sarà difficilmente apprezzabile la scelta morale che il Prof. Monti avverte in quanto uomo pubblico, studioso, economista e Senatore a vita della Repubblica, ma questa in verità, per quanto ci riguarda, risulta l’aspetto più importante del quale qui vogliamo sottolineare l’importanza, in questo passaggio politico fondamentale per il nostro paese.
Un onorevole del PD bocconiano, che si freggia da economista conducendo le sorti del suo partito, ha osservato che: “la lista Monti, visto anche il livello di reddito di coloro che ne faranno parte, sembra tanto la lista del Rotary club”. È davvero difficile comprendere, precisa l’On. Fassina, come l’aristocrazia economica e finanziaria italiana possa rappresentare chi vive con mille euro al mese». Vorremmo far notare, in assenza di risposta da parte del Senatore Monti al quale non farebbe certo difetto una garbata e consona interlocuzione, che a volte la vita politica può riservare delle sorprese e speriamo anche dei cambiamenti. Il Rotary International comunque sarà grato all’On.Fassina per il riferimento, apparentemente sgradevole, che offre in particolare ai rotariani l’opportunità, quali esponenti delle diverse professioni e attività che si associano per svolgere azioni propositive e di stimolo anche verso le istituzioni pubbliche, di far conoscere il loro motto del “servire al di sopra dell’interesse personale”. Esattamente quello stesso spirito di servizio con il quale i futuri candidati al Parlamento italiano dovrebbero essere chiamati dai partiti e votati dai cittadini per realizzare il bene comune.
lunedì 24 dicembre 2012
QUANDO LE PAROLE PESANO
E’ auspicabile che il ceto politico che ha lasciato il Parlamento in questo fine legislatura abbia ascoltato con attenzione le dichiarazioni del Presidente Monti e le risposte rilasciate ai giornalisti nella conferenza stampa di fine anno. Sarebbe auspicabile che anche le caste politico sindacali sparse negli anfratti rappresentativi locali del paese abbiano udito. Certo non si può pretendere che qualcuno comprenda ciò che non si vuole intendere! ma una cosa è possibile che tutti la abbiano capita: quanto siano importanti non solo in politica le parole e quanto sia difficile saperle usare, quando si ha l’avventura di ricoprire una responsabilità pubblica. Per averne certezza è sufficiente leggere i commenti politici del giorno dopo e prendere atto della scompostezza, del nervosismo e dello sgomento che la “salita in politica” del Professore sta’ generando.
Per chi usa le poche parole di buon governo, come sembra costume del Prof. Monti, il politichese dei nostri dirigenti e uomini politici rischia di diventare oltre che vacuo e scadente, evanescente e incomprensibile; per cui una parola mal detta, come è capitato all’On.Alfano nei giorni scorsi alla Camera, può arrivare come una saetta che mette in crisi il Governo e manda in pezzi il PDL e in bestia il suo Capo.
Insomma le parole non bisogna solo contarle ma anche pesarle!
Per passare ad oggi, il Professore ha dato a tutti il compito a casa.
Nel fine settimana natalizio gli italiani dovranno leggere la sua Agenda , già disponibile on line, e trarne convincimenti e spunti per allontanare i populismi e meditare sulle future scelte elettorali. Chi naturalmente è più interessato a misurarsi o a farsi misurare sono i fuggitivi, gli incompresi, quelli che l’avevano già detto che bisognava fare una lista di centro! Che bisognava distinguersi da Vendola, da Fassina, da Dipietro, quelli per i quali non si poteva prescindere dall’Agenda Monti e che bene hanno fatto a distinguersi. Gli assertori dell’europeismo più convinto cercheranno di salire sul carro che conduce in Parlamento e forse anche Renzi metterà sul piatto i suoi carrieristi di provincia. Grazie all’infelice uscita di Dalema il povero Bersani, fra deroghe, uscite e incomprensioni sarà costretto a cedere quote di sovranità, che peccato quelle primarie! Per fortuna che la saggezza del Colle c’è. Buon Natale a tutti.
(Cfr. http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/10/monti-bis.html
Per chi usa le poche parole di buon governo, come sembra costume del Prof. Monti, il politichese dei nostri dirigenti e uomini politici rischia di diventare oltre che vacuo e scadente, evanescente e incomprensibile; per cui una parola mal detta, come è capitato all’On.Alfano nei giorni scorsi alla Camera, può arrivare come una saetta che mette in crisi il Governo e manda in pezzi il PDL e in bestia il suo Capo.
Insomma le parole non bisogna solo contarle ma anche pesarle!
Per passare ad oggi, il Professore ha dato a tutti il compito a casa.
Nel fine settimana natalizio gli italiani dovranno leggere la sua Agenda , già disponibile on line, e trarne convincimenti e spunti per allontanare i populismi e meditare sulle future scelte elettorali. Chi naturalmente è più interessato a misurarsi o a farsi misurare sono i fuggitivi, gli incompresi, quelli che l’avevano già detto che bisognava fare una lista di centro! Che bisognava distinguersi da Vendola, da Fassina, da Dipietro, quelli per i quali non si poteva prescindere dall’Agenda Monti e che bene hanno fatto a distinguersi. Gli assertori dell’europeismo più convinto cercheranno di salire sul carro che conduce in Parlamento e forse anche Renzi metterà sul piatto i suoi carrieristi di provincia. Grazie all’infelice uscita di Dalema il povero Bersani, fra deroghe, uscite e incomprensioni sarà costretto a cedere quote di sovranità, che peccato quelle primarie! Per fortuna che la saggezza del Colle c’è. Buon Natale a tutti.
(Cfr. http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/10/monti-bis.html
mercoledì 12 dicembre 2012
CENTRO UGUALE EQUITA' RIGORE e SVILUPPO
E’ proprio vero quanto dice l'On. Tabacci, Berlusconi deve sollevare "la coppa del disastro politico e morale del paese"!
E si capisce che abbia deciso di ritornare alle urne per realizzare una presenza politica di mantenimento, proporzionale alle sue diverse esigenze politiche, imprenditoriali e familiari.
Certo non riuscirà più a recuperare tutti quegli elettori che hanno dato fiducia e creduto alle promesse di rinnovameto liberale lanciate con Forza Italia dal 1994; l’effetto annuncio è finito e qualsiasi trucco mediatico non farà altro che peggiorare il livello di consensi che da mesi si sta’ avvolgendo, per venire giù irrimediabilmente come una valanga di neve. Il piccolo premio lo avrà forse il Movimento 5 stelle a patto che il centro sinistra capisca che il suo possibile successo sarà proporzionale al rinnovamento, al rigore nell’ammissione delle individualità provenienti dalla società civile ed alla realizzazione di una terza gamba di centro costruita sulla roccia e non sulla sabbia.
Per vincere bisognerebbe armarsi di tanta umiltà e spirito di servizio per dare vita, nell’ambito del centrosinistra, ad una lista qualificata e cristallina della quale sia referente il Prof. Monti, come elemento di garanzia europea e internazionale, in linea di continuità con l’azione di rigore equità e rinnovamento delle istituzioni fin qui realizzata. Una lista nella quale, se volessero potrebbero partecipare anche i costituendi movimenti di Italia Futura,
Verso la Terza Repubblica e Fermare il declino, purché riescano a discernere i notabili dai furbacchioni! Se Casini vuole essere della partita e contribuire ad irrobustire la gamba del centro con i suoi residui voti, potrebbe essere ben accetto, ma riuscirà, oltre che a rievocare le sue primogeniture centriste, a riassettare i suoi ranghi alle nuove regole di ingresso?
Come è presumibile questa ipotesi non sarà gradita a Bersani ed ai suoi sinistri, ma se il Presidente Napolitano non anticipa la sua uscita, questa resta una prospettiva da non sottovalutare. Nel caso contrario sarà la coalizione vincente a decidere la sorte del Governo prima e della Presidenza della Repubblica poi.
domenica 2 dicembre 2012
IL GARANTE CHE GARANTISCE
Non
si può dire che il Partito Democratico nel recente periodo in
materia di Garanti ci abbia proprio azzeccato. Ha voluto insistere
con la solita arroganza a ricoprire i posti resi disponibili per le varie privacy e autorità per dare ingiustificati buon serviti
alle caste in uscita ed ora, nella delicata fase delle primarie di
coalizione, nel capogiro dell'imprevisto successo, si è
incartato del tutto. Chissà se il Garante per le primarie è
stato scelto con il concerto degli altri partecipanti alla
coalizione (Vendola e Tabacci), forse si o forse no, o meglio, se gli
altri componenti della coalizione hanno acconsentito all'altalenante
spumeggiare di varianti in corso d'opera.
Una cosa è certa,
dopo i primi risultati nell'evolvere degli avvenimenti, il ruolo di
garanzia è sembrato un po' plateale ma non certo garantista.
Purtroppo negli ultimi decenni questa fattispecie nella pratica
politica è via via scaduta, con il sorgere dell'attivismo
clientelare introdotto dai partiti unipersonali e padronali della
seconda repubblica. Al tempo in cui “era” la Costituzione, il
parlamento rappresentava l'organo legislativo, “erano” i deputati
e i senatori con il Governo che facevano le leggi ed il ruolo di
controllo e di garanzia avevano ben altro peso e valenza.
giovedì 22 novembre 2012
NOTABILI O FURBACCHIONI ?
Hanno impiegato molto tempo a fare le prove di dialogo, ma finalmente ce l’hanno fatta! Improvvisamente dopo tanti incontri, scontri e tentennamenti i nuovi manager del marketing mediatico hanno fatto le quadre. Gli esperti del lobbismo politico, sociale e sindacale, gli invisibili sviluppatori della rete, cominciano a far emergere all’attenzione del grande pubblico il frutto del paziente lavoro. Ed ecco che una alla volta, in previsione dello scontato ballottaggio delle primarie del PD e la risibile superflua rincorsa di quelle del PDL di Alfano, si presentano i salvatori, gli innnovatori della politica del nostro Paese.
mercoledì 14 novembre 2012
MARIO MONTI AL QUIRINALE ?
Lo dice Bruno Tabacci, ospite dei Dibattiti Adnkronos: "Voterei volentieri Mario Monti al Quirinale. Oltre ad essere un tecnico di grande competenza, ha dimostrato di essere un politico di rara raffinatezza".
E' una affermazione seria ponderata e coraggiosa. Assieme alle altre valutazioni ormai da campagna elettorale vanno esaminate molto attentamente, per comprendere il contesto politico nel quale ci stiamo avviando. La riportiamo per sottoporla volentiere all'attenzione dei lettori del blog.
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