mercoledì 23 aprile 2014

RENZI GUARDA I SINDACATI ?

Meglio sarebbe dire spiazza e  oscura  quelli che una volta  erano i difensori ,” si fà per dire”, dei diritti dei  lavoratori.  Forse colpito dalle  recenti  rievocazioni  con le quali la stampa di opinione  ha rammentato  il ruolo passato e recente del sindacato nello sviluppo del paese : “ Lacci e lacciuoli di imprese e sindacati (che) frenano la crescita” (Guido Carli 1977) e le  “rigidità legislative burocratiche, corporative, imprenditoriali, sindacali sono sempre la remora principale allo sviluppo del nostro paese"(Ignazio Visco Governatore della Banca d’Italia), il giovane Segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio,  con l’ erogazione a 10  milioni di lavoratori di una modesta  14° mensilità  da ottanta euro nette al mese  ha mandato un segnale forte proprio a quelle parti sociali, contrariate, già dall’avvento di Mario Monti, per la fine degli interminabili ed inconcludenti confronti di Palazzo Chigi.  Al là  dei possibili effetti  sull’economia e sul PIL  criticati dalla minoranza del PD attraverso l’On. Fassina,   ai rappresentanti delle Confederazioni,  dedite ormai alla  mutualità surrettizia e parafiscale ed al recupero di qualche importante poltrona per futuri trombati, non rimane  che il gravoso compito di rappresentare gli interessi della numerosa residuale categoria dei pensionati,   esclusi dai recenti benefici del cuneo fiscale, anche se, loro malgrado, continuano a pagare la delega associativa annuale.   Il momento è imbarazzante, il maggiore ente di previdenza è scoperto e la contestazione metalmeccanica non si assopisce; Landini si agita, blatera e  continua a fare il prezzemolo  nei tolk show televisivi.  Nè peraltro possono definirsi edificanti le  recenti prese di posizione dei  vertici sindacali,  a cominciare dalla petulanza di Confindustria,  dall’imperativo Segretario della CISL Bonanni, che avverte: “Queste massime autorità  devono stare attente a come parlano: parlano a vanvera, sono gli untori  del populismo italiano”. O  per non parlare della Segretaria  della CGIL Camusso , che precisa: “Mi sembra un riproporre  ricette che hanno già mostrato il loro fallimento”.  Per la sinistra del PD sono tempi duri, la casta trema e si vede costretta a riesumare Berlinguer per non perdere pezzi.  Nell’illusione di Veltroni, al tempo dei “gufi”, si scompone  e non regge all’attivismo del nuovo "Mosè" che spariglia tutto  e blandisce l’accordo con Forza Italia.  Si alterano “ i dalema”, vanno in fibrillazione” i brunetta”, si scompigliano “i cinque stelle” e Grillo si arrabbia!  Anche La 7 perde l’orientamento,  in vista delle elezioni europee invita Marie Le Pen per attizzare una destra vagante in ambito europeo alla disperata  ricerca dei voti del cavaliere.
Questa volta i sondaggi stanno a zero, Berlusconi entra  in quarantena, ha il coprifuoco delle 23.00 ma cercherà di recuperare i suoi vecchietti per arginare il danno;  il vero problema quindi resta politico, in un paese intriso di menzogne e ruberie, dove non si  riesce a "prefigurare democraticamente una equilibrata redistribuzione della ricchezza e perseguire il bene comune, la sorpresa di maturità sarà data dalla società civile, se troverà il coraggio di chiedere con il voto alla classe politica di rinnovarsi per servire questo paese.
In assenza di carismi tutti i partiti fanno acqua e creano solo astensione, nessuno ha costruito  riferimenti credibili degni di affidabilità; nel diffuso malcostume  tutto  diviene scostante  generando  disinteresse e rabbia. L’effetto  Renzi per quanto veloce e astuto, anche se non entra in partita, riceverà certamente un premio, che non basta per uscire dal guado,  una sinistra così sinistrata e preoccupata più della  sua conservazione che del paese, non  potrà  vincere le elezioni europee né contenere i  5 stelle. Gli altri arzigogoli presenti alla contesa, più o meno ammantati di rosa, compreso quello scontato di Casini e  quello irrecuperabile della Lega, non saranno di utile rilievo; l’unico forse, correttamente avviato da Tabacci con Scelta civica e Boldrin, se aiutato dall’impegno di Passera anche in coerenza  dell’Agenda Monti,  potrebbe rappresentare la vera novità di prospettiva, per la  nascita di un soggetto moderato e riformatore piu’ grande, nel segno liberal democratico europeo.

domenica 16 marzo 2014

LE QUOTE ROSA

La Casta ha vinto ancora! Le retroguardie massimaliste del PD abbinate ai forzisti vecchi e nuovi  del” ghe penso mì” hanno  dato spettacolo, ben supportati dai  tuttologi dell’informazione e costretto il Governo Renzi a veleggiare per evitare il naufragio. Tutte manovre preparatorie per  disperdere i veri nemici della questione di genere, condotta strenuamente dal sesso ” forte” con l’espressione candida di un abito, che in questo caso “ non ha fatto il monaco”. Comunque grande confusione da parte di una comunicazione politica della sinistra insufficiente ed ambigua,  che riprenderà l’azione in Senato,  ma capace di farsi male e trasformare una giusta e logorata aspettativa di genere, in annunci populisticamente incostituzionali ancorché democraticamente opinabili. In realtà la questione femminile non può essere dirimente; nei vertici, in politica, nell’amministrazione, nell’ impresa, come in ambito ecclesiale,  rimane, come ha sottolineato Papa Francesco, una questione funzionale. Nelle espressioni vitali e partecipative invece la presenza femminile assume un ruolo strategico ed originale, quasi universalistico, che non consente gradazioni,  proprio perché se valutate  dalla casta  rischiano di assumere quella connotazione maschilista  tanto in voga nel nefasto ventennio. Matteo Renzi ha glissato bene, scudato dagli accordi intessuti, con la carica di creatività riesce ad isolare la sinistra interna ed esterna, sbeffeggiata con una strategia di attacco multimediale che sorprende financo  il sindacato e i moltissimi osservatori, che piano piano si  rivolteranno contro.
Curioso l’appunto di  Dario di Vico sul Corriere di giovedì 13 in cui vengono contestate le scelte fatte dal Governo sia nel metodo che nel merito! Perché  alla fine  poi,  strumentalmente,  sembra  quasi volerne salvare  la validità. Ma ciò che conta non dovrebbero essere i provvedimenti adottati per il bene del Paese e dello  stato del suo sviluppo, compreso il lavoro?  Far rilevare nominali ipotetiche critiche di metodo e sul merito non spettanti e certamente non  appropriate, ancorché possibili e necessarie  in chi deve esercitare tali funzioni,  può determinare distorsione nel comune  sentire  e deprezzamento dell’attività di Governo e politica in generale, cosa forse poco  consona per uno strumento informativo di massa.  Sarebbe opportuno  ritornare al confronto delle idee, riprendere la linea della responsabilità e dell’etica per smorzare  le derive populiste che alimentano  disaffezione e antipolitica.
L’occasione è comunque propizia per  esprimere dal bolg soddisfazione e interesse per il riequilibrio   di genere compiuto dal Governatore della Sardegna Pigliaru dopo la recente vicenda elettorale.  Complimenti!  La chiamata di cinque donne in Giunta rappresenta una svolta ed una risposta concreta a parte delle istanze elettorali. Ben sfogliando la margherita il professore  porta in dote dal Capo di sopra due valide  presenze (Maria Grazia Piras e Donatella  Spano), dal  tratto umano, culturale e professionale  eccellenti, che possono certamente contribuire all’ attuazione dei futuri programmi  dell’isola.

giovedì 20 febbraio 2014

LA CASTA VINCE ?

Uno due tre: casta vince casta perde!  Quale casta sceglie?  Il  nuovo Governo imposto dal PD di Renzi riecheggia il vecchio gioco delle tre carte, una volta in uso nelle fiere e nelle feste paesane meridionali,  dove i tre compari allestivano il banchetto per il piacere degli allocchi, regolarmente perdenti. Qui non si capisce bene chi vince o chi perde, ma certo l’immagine del paese non  trae alcun beneficio da questa staffetta anomala fra le giovani espressioni del  partito più democratico.
Altre volte abbiamo detto che lo stile non è acqua, ma cacciare un governo, in nome dell’ambizione personale di un soggetto o di una corrente di  partito, per fare una repentina sostituzione dei  figuranti e degli attori, che stile è? Quello di non lasciarsi scappare le cinquecento poltrone di sottogoverno da assegnare?  O lo stilnovo dell'ala sinistra di sparigliare le resistenze centriste e rottamare i rottamatori?
Ragazzi!  Bersani alle primarie non ha  cacciato nessuno! Ha cercato di scompaginare i grillini,  ma quello era un altro film. Ciò che resta in ogni caso è la vittoria della casta; con l’operazione Renzi  si consolidano le posizioni in tutti i ranghi di destra, di sinistra e centro  e si allontana  anche il pericolo d’uscita dai banchi di Montecitorio per le matricole  ultime arrivate.
Questa operazione gattopardesca di defenestrazione di Enrico Letta, poco gradita a molti militanti e non, ricorda la decisione dei primi anni novanta di chiudere l’Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno che aveva sostituito la vecchia Cassa. Poche menti attorno ad un tavolo rotondo interrompevano il processo di sviluppo delle aree meridionali, bloccando l’economia dell’intero  mezzogiorno; mentre nelle aree più ricche del paese correva la ristrutturazione  e riconversione industriale, si fermavano le infrastrutture, il decollo delle zone industriali, invertendo un processo appena avviato con le prime iniziative dell’indotto, artigianali e nei servizi, nonché paralizzando lo sviluppo delle zone agricole, irrigue e non. Quale fu anche allora il ruolo dei poteri forti, delle lobby  e concentrazioni economiche e finanziarie?  Venne  proposto da un comitato referendario coordinato dal Prof.  Massimo Severo Giannini un referendum tra quelli chiamati " antipartitocratici"  per l’abolizione dell’intervento straordinario Fu convalidato dalla Corte di Cassazione e interrotto poi dalla stessa Cassazione  con  un Decreto delegato del Parlamento che segnava, con il 15 aprile 1993,  la fine dell’intervento straordinario nel mezzogiorno e  l’avvio di un regime transitorio per tutto il pregresso, con un nuovo sistema di agevolazioni, esteso a tutte le aree depresse  del territorio nazionale. Venivano così trasferite le varie  competenze, con le rinnovate le modalità di intervento ordinario per le aree depresse di tutto il territorio nazionale,  alla burocrazia  dei diversi Ministeri  e le opere alle singole Regioni. Erano i tempi di tangentopoli, di   “Roma ladrona” della Lega di Bossi che  assunse la  bandiera immeritata ed esteriore della fine dell’intervento straordinario, voluto in realtà dai partiti  di allora( DC e PSDI contrari,   favorevoli PLI, PRI, PDS, Radicali e Verdi e PSI) che trasferirono di fatto i danni sulle classi lavoratrici da loro stessi  rappresentate.
Oggi in Sardegna grande affermazione del PD, un primo effettino Renzi lo ha avuto nella spinta alla vittoria del Prof. Francesco Pigliaru, docente di Economia e Prorettore dell’Università di Cagliari, alla guida della Regione, che avrebbe comunque raggiunto il risultato per suo merito; per fortuna “l’uomo” con le sue qualità e valori si distingue e rimane  ancora al  centro dell’apprezzamento sociale. Una vittoria importante se si pensa alla prevedibile grande astensione che ha visto un sardo su due ad esprimere il voto,  non tanto per la scelta del Movimento 5 stelle di abbandonare il campo, quanto per la miriade di modestissime liste e listerelle che hanno di fatto reso confusionaria la breve campagna elettorale, povera di reali prospettive e idee di cambiamento. La casta dunque, esclusa quella vendicativa della destra che ha fatto il flop, in tutta la sua presenza di carrierismo e vetustà riuscirà a connotare il nuovo Consiglio regionale, anche nelle prime previsioni di Giunta? 
Unico dato significativo paradossale” l’effetto Murgia”; la scrittrice sarda pur avendo ottenuto un successo personale  di tutto rispetto, forse non è stata votata dalle donne, si è disperso il consenso di genere e il nuovo Consiglio della regione nel 2014 può vantare la quasi totale esclusione della presenza femminile. Su 60 consiglieri eletti le rappresentanti del gentil sesso sono modestamente  4, con buona pace della pari opportunità e di  quella tanto attesa parità di genere rivendicata proprio dalle parlamentari del PD.

sabato 8 febbraio 2014

TUTTO FREE

Negli anni 70 e 80, ai tempi della prima Repubblica, molti italiani che andavano in vacanza in montagna sui paesini Alpini, della Valle d’Aosta o della Valtellina per lo scii invernale o per le passeggiate estive nei verdi boschi delle valli dolomitiche, ricorderanno la immancabile puntatina da Bormio a Livigno. Gelido inarrivabile paesino frontaliero vicino a Tre Palle, ultimo comune italiano, dove i vacanzieri facevano tappa per lo shopping turistico (pieno di  benzina, alimentari, cioccolata, liquori, sigarette, tabacco, macchine fotografiche e da presa, ecc.) attratti, appunto, dagli sconti che venivano praticati nel disordinato ed angusto  punto franco di Livigno. Secondo uno slogan della campagna elettorale anche i Sardi potrebbero avere, grazie alla proposta del Presidente Cappellacci, una Free Zone da offrire, oltre che alle correnti mercantili  europee ed extraeuropee dell’area mediterranea, ai turisti che verranno in Sardegna a fare shopping. Certo avrà un bel da fare il Prof. Pigliaru,  valido docente di economia, recuperato in zona cesarini dal PD come candidato Presidente, per spiegare ai Sardi della bontà o meno di questa  rinnovata proposta, coltivata  forse anche all’interno del suo stesso partito e da una specifica associazione che ne avrebbe studiato ed esaltato le peculiarità.
Nel frattempo fra “ lo Schettino e la stazza della Michela Murgia” la stampa ed i media impazzano per cercare di spiegare lo sparuto indipendentismo retrogrado  e supportare quel residuo di consenso che la vecchia  nomenclatura sta cercando di recuperare, a valle delle indagini che la magistratura cagliaritana ha avviato in sintonia  con gli sprechi e le ruberie degli amministratori  delle diverse regioni italiane. Certo in questa tornata amministrativa  i partiti  regionali avrebbero dovuto meditare e far tesoro della diffusa antipolitica per innovare:  lasciando a casa caste,  carrierismi, nepotismi e portaborse, dando segnali tangibili non solo di  prospettive per un nuovo sviluppo e crescita dell’isola, ma di recupero etico, morale e di servizio al bene comune.
 La politica, come dice Papa Francesco, ”è una  vocazione altissima, oltre che una  delle forme più preziose di carità”, ma come si sà il pesce puzza dalle teste; se si vuole innovare uno degli oneri è anche quello di compilare le liste dei candidati! Nel frattempo stà maturando lo spariglio avviato da Renzi  con la legge elettorale, che ha con destrezza contrattato con il Cavaliere, giustificando il fine con i mezzi, per portare scompiglio nella parte più retrograda e a sinistra del suo partito con lo strumento basilare per il cambiamento della vita politica.
 Si sono innescati sospetti e incomprensioni nel partito e con il governo, ma forse è solo il gioco delle parti in pasto alla  “cacofonia mediatica”;  intanto le forze più piccole si accapigliano per la sopravvivenza, mentre Letta và all’apertura delle olimpiadi russe e Renzi, che ha capito il suo ruolo possibile, corre a Cagliari per Pigliaru e  arginare la Michela Murgia che cerca di intercettare l’astensione e le stelle in libertà!

giovedì 23 gennaio 2014

QUESTIONE DI STILE ?

Da che il Cavaliere  è reso incompatibile e Renzi ha vinto le primarie del PD, l’unico dato realmente interessante, a valle del  salasso del saldo imposte di fine dicembre, i pasticci del Governo sull’IMU e sul rimborso forzoso degli scatti per gli insegnanti, è apparso lo “stilnovo”  che il Segretario ha impresso all’azione politica. Checché se ne dica il Sindaco di Firenze ha ingranato una marcia che disturba i manovratori, impensierisce le caste e mette in allarme finanche la Presidenza del Consiglio che, anziché sintonizzarsi nella buona battaglia, incespica e non si libera immediatamente delle scorie frenanti e della  disastrosa  burocrazia che la attenaglia. Ora il vero problema è vedere quanto il PD riesce a farsi del male da solo; del resto non è una novità.

giovedì 19 dicembre 2013

INTEGRAZIONE

Il fenomeno Renzi, soprattutto per le previsioni della vigilia ma anche per le aspettative future, merita  una riflessione. La cosa più interessante è la rapidità dell’azione e la concomitante risposta governativa, che non deve dare l’idea di una gara, quasi che il rinnovamento generazionale diffuso sia indice di efficienza politica;  nella speranza che riesca a contenere  e far rientrare quella protesta sociale diffusa  che il Colle segue con attenta circospezione.
I partiti purtroppo hanno perduto troppo tempo. Le” finte” riflessioni soprattutto quando sono egoistiche  e inconcludenti mal si conciliano con le responsabilità, i bisogni e le aspettative della gente. E’ dai tempi della DC di Zaccagnigni che  molta parte della società civile di questo paese auspica un mutamento del costume comportamentale, dell’azione politica e dell’etica pubblica .
Fra cambiamenti, nuove maggioranze, referendum, nascita di nuovi soggetti, fronti leghisti,  scissione sindacale, fine del PC, PDS, Bolognina, Ulivo, Mani pulite, Strage di Capaci, fine della prima repubblica e via dicendo, da quanti lustri il cittadino spera ed attende le risposte della classe politica! Quanta fiducia delusa espressa nei voti, quante vane speranze riposte negli eletti, sia destra che di sinistra, nei partitini proprietari, nel contratto con gli italiani!

mercoledì 4 dicembre 2013

MANOVRINA DI AGGIUSTAMENTO

Infantile; questo il tratto personale del più gettonato probabile Segretario del PD che l’otto di dicembre è destinato a furoreggiare fra gli iscritti del primo partito italiano. Di certo l’epiteto non sarà sfuggito  all’attenzione della stampa estera come considerazione che il Capo del  Governo Italiano ha del probabile  nuovo responsabile del partito a cui egli stesso appartiene; ne terrà in debito conto quando il nuovo PD metterà le ali all’azione di governo e nel semestre di presidenza europea!
Nelle sezioni del PD disseminate per l’Italia, all’indomani delle  defatiganti lotte per arginare la rottamazione, conservare le caste  con qualche innesto di giovani parentele o  amichevoli clientele, i massimalisti  e i sindacalisti che residuano dalle segreterie Fassino, Veltroni , Bersani ed Epifani, andranno su tutte le furie per digerire supinamente il cambiamento! Messo a posto il mazzo di carte, emarginato il pericolo di fare politica preteso da Fabrizio Barca, ricomincerà la solfa di sempre o come ha detto Civati, si aprirà la “rimessa”; in fin dei conti non è la politica che serve ma la gestione del potere.  E poi  quelli che andranno ai banchetti  delle primarie mica lo sanno se devono eleggere il Segretario del partito o un competitor di Palazzo Chigi, è come un gioco dell’oca che dura fino al day after; finché una parte più avveduta del popolo italiano eserciterà il voto considerando l’attività politica un servizio fiduciario da offrire allo stato ed ai cittadini  e non un teatrino costosissimo di slogan per allocchi  plaudenti,  illusi di difendere i propri bisogni e il bene della Nazione. 
Mettersi al servizio del bene comune non vuol dire sistemazione personale nè carriera politica; o forse i due maggiori partiti che hanno sostenuto il Governo Letta hanno fatto in modo, in questo tratto di legislatura, da sistemare il mazzo delle carte e le caste per il prossimo futuro?

domenica 29 settembre 2013

NASCE L’OSSERVATORIO

Nel segno dell’uomo, della sua felicità e della politica che  arricchisce se  pone al centro il servizio e la donazione  verso gli atri, ieri sera ha mosso i primi passi l’Osservatorio di Alta Politica,  Buona Amministrazione e Sviluppo, annunciato da tempo in questo blog ed offerto al Governo ed ai partiti. Durante i lavori, con la “messa al bando dell’individualismo asociale e amorale, che infetta spesso il  comportamento di settori o frammenti della società”, ben noto e caratterizzato anche nella nostra isola, sono state discusse e messe a punto le peculiarità e gli obiettivi di questo nuovo luogo di incontro culturale e formativo rivolto ai cittadini che desiderano partecipare alla vita del proprio paese per contribuire alle scelte necessarie a favorirne lo sviluppo. Nasce una palestra di informazione e studio per far crescere nei cittadini, uomini, donne e soprattutto nelle nuove generazioni, la cultura dei valori etici e del bene comune per partecipare ad una azione politica basata sui principi di libertà, solidarietà, democrazia, laicità e giustizia, rispetto del creato e salvaguardia della dignità umana, della vita, della famiglia. Affinché, secondo il pensiero di Papa Francesco: “ognuno di noi possa recuperare sempre più concretamente la propria identità personale come cittadino convocato, dal latino citatorium, il chiamato al bene comune”; non come soggetto preso individualmente, ma in quanto persone convocate a creare un’unione, un ordinamento armonico, finalizzato al bene comune”.

venerdì 6 settembre 2013

BISOGNO DI VERA DEMOCRAZIA

E’ divertente ma nello stesso tempo drammatico l’attuale momento politico italiano. Ci scusiamo ancora  con i lettori, ma gli effetti distorcenti della ormai imperante “cacofonia mediatica” suggeriscono di evitare commenti sulle fantasiose digressioni e invenzioni che i vari personaggi politici  ci propinano  tramite stampa, televisione o dai palcoscenici delle feste di partito. Tutto finalizzato ad ovattare o simulare, anche tramite la rete, atteggiamenti e distinguo che in genere prefigurano comportamenti e scelte reali che rischiano di creare scomposizioni laceranti e forse nuove maggioranze di opportunità.   Pensiamo alla questione dirimente su cui potrà cadere il Governo Letta! Quanto impegno, tanta chiarezza e nuova speranza dal Colle, gran successo per la nomina dei quattro splendidi Senatori a vita,  che contorcimenti burocratici; l’uccellino verde  ventila al Presidente Violante ex Magistrato una contestata manleva moralista parlamentare degna di magistrali corposi pareri provveditate che inibiranno finanche il Ministro della Giustizia in persona.
 E in tutto questo il Cavaliere imperversa ed annoia l’Italia ricercando una qualche astrusa  salvifica agibilità o intoccabilità politica.
Insospettire gli avversari, dividere i falchi e le colombe, mandare in tilt i libri paga e generare nei partiti alleati di governo confusione, stizza e sconforto, sono gli sports praticati in queste ultime settimane; ma ora il gioco diventa serio.  Un esempio esilarante viene proprio dal congresso del PD, apparentemente unito ma ormai definitivamente dilaniato. Renzi, che galoppa a carro aperto sul quale approdano casta, sindaci e un assalto bianco autorevolmente rappresentato. Si illude di eliminare le correnti; parla senza conoscere dove sta’ la  gioiosa macchina da guerra e i conti patrimoniali rinvenienti! Se vorrà essere Segretario di quel partito, non bastano le garanzie, bisogna imbandire un lungo tavolo come ai tempi delle Margherita, di Prodi e Veltroni e disporre le poltrone per la destra, il centro, la sinistra, per i massimalisti, gli intellettuali, gli artisti  e compagnia cantante. Ci scusiamo per la incompletezza, ma ciò che conta è lo stato dell’arte.  Il Vero in tutto ciò, che non è antipolitica, è la totale mancanza di fiducia e di credibilità nella attuale classe politica e sindacale di questo paese.  L’aria che tira, con gli uomini che ci stanno davanti ad occupare gli scranni in parlamento, le direzioni dei partiti e le responsabilità istituzionali, nonostante il buon tratto, la serietà e la giovane volontà del Presidente Letta, come si può pretendere di fare diventare credibile questa stessa classe politica? Forse la garantisce Renzi? O è pensabile che un manipolo di deputati o senatori grillini facendo gli scilipoti  possano salvare il semestre Europeo?

martedì 6 agosto 2013

RICOMINCIAMO DAL TERRITORIO

I nostri quattro appassionati lettori avranno notato che nell’ultimo periodo abbiamo lasciato sfogo alla ben definita da Gian Enrico Rusconi “cacofonia mediatica “, agli stereotipi della  carta stampata ed ai soliti dibattiti televisivi.  Purtroppo l’attesa  per la  scontata sentenza della Corte di Cassazione era diventata un palcoscenico di inutilità nel quale ci è sembrato superfluo dover ulteriormente tediare gli amici che leggono questo Blog  dedicato a “parlare di politica”.
Quella degli ultimi  tempi in effetti non  è stata vera azione politica; se pensiamo all’orango riservato ad un Ministro della repubblica o ai dileggi parlamentari dei deputati con handicap, c’è solo di che vergognarsi! Gli unici spunti annotabili sono venuti dal Responsabile economico del PD Fassina, dalla  neofita opposizione portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dalla riproposizione dei referendum di Pannella.  Il primo mette in imbarazzo la sinistra aggreagata del PD e forse l’azione accertatrice che l’Agenzia delle Entrate sta avviando con l’uso del redditometro, mentre i grillini stanno dando prova di buona autoformazione nella pratica degli strumenti parlamentari e della necessaria opposizione.

martedì 25 giugno 2013

IL GOVERNO DI SERVIZIO ?

Dopo la inutile  parziale sessione delle elezioni amministrative il Governo Letta ha forse iniziato il suo vero percorso di “servizio” lasciando i partiti nelle loro ambasce e preoccupazioni. Nessuno ha perso, naturalmente. 
Il PDL sbandiera l’alleanza di Governo simulandola per realizzazione delle promesse elettorali, ma il vero dilemma sono le sentenze del Cavaliere. Ha vinto anche il PD che fa il pieno di Sindaci, ma è abbandonato  da milioni di suoi elettori. Unica forse a  riconoscere la perdita  è stata La Lega, ripulita da Maroni, ma decimata e punita dalla passione degli stessi elettori che per tanti anni avevano seguito gli strali di Umberto Bossi nelle mitiche  acque di Pontida.
Il conflitto fra Casini  e il Prof. Monti, covato sotto le ceneri finalmente scoppia e il sodalizio  si divide perché innaturale, come annotava Antonio Polito alcuni giorni fa. Le  elezioni amministrative hanno fatto emergere le contraddizioni e l’ex  Presidente della Camera per paura di scomparire riabbraccia la sua croce ed emigra in Europa per salvare la barca  e trattenere i pochi voti periferici rimasti in sospensione.
Il Prof. Monti, forse in ritardo, ha intuito la solfa; mantiene “un progetto espansivo riformatore”  ed avvia un concreto riavvicinamento della politica alla società civile. Diversamente da quanto banalizzato da Andrea Riccardi sul Corriere, potrebbe consolidare una linea che, seppur osteggiata, forse potrebbe essere in grado di dare alcuni dispiaceri e interessanti sviluppi (http://bit.ly/133Eypd).

domenica 19 maggio 2013

UNA NUOVA CREATIVITA’

Tre settimane fa, al momento della costituzione del Governo Letta,  avevo in animo di scrivere  un pezzo dal titolo “RIMBOCCARSI LE MANICHE”,  perché sembrava il giusto monito e auspicio per il battesimo  del  giovane Governo del Presidente.
Purtroppo le stravaganze del Movimento 5 stelle, le manifestazioni di piazza degli alleati di Governo, in dispregio alla stessa collaborazione avviata ed a  un sereno evolversi delle attività giudiziarie, nonché le deludenti novità del riassetto di vertice in casa PD, hanno frenato e deluso la solita attenzione, distratta  dall’assordante cassa di risonanza che la stampa e le televisioni hanno voluto  propinare a questo povero Paese. Se non ci fossero gli intelligenti graffi di Crozza e le puntate di Montalbano, lo share rischierebbe di  sfinire sugli stereotipi di Ballarò, sulle belle statuine di Vespa e sui deformanti insulsi di Servizio Pubblico. L’unico segnale unitivo, molto significativo, è venuto proprio dal giovane Presidente Enrico Letta. Il ritiro dei Ministri  inventato in un appartato e quieto luogo di meditazione, sono frutto di una  solida cultura cattolica illuminata e denota una espressione di umiltà, estranea a gran parte del mondo politico, per la ricerca e la crescita dell’amicizia e per l’incontro della verità: “quale principio di valutazione nelle scelte, di guida nelle azioni quotidiane, che diventa principio di vita”. http://bit.ly/111j1Vy
Tuttavia fra cotanto senno come non annotare i vetusti ripristini delle relazioni industriali prepotentemente arruolate per traghettare il disfatto Partito Democratico? L’aggressione sindacalese, il nuovo che avavnza, da tempo in agguato era  nell’aria e per dirla con Bersani: Oh ragazzi, mica possiam mandare in garage  la macchinetta dei pensionati? E per la FIOM cosa si fà! Mica possiam lasciare in piazza Grillo, la rete e le trasmissioni facendo finta di parlare di LAVORO, e se no Vendola che fa, chi li tiene Ingroia e Di Pietro; c’è sempre un cantiere aperto per Rodotà. Ma stiamo attenti, qualcuno si ha messo il vino in fresco! E poi, dopo la illuminante intervista dell’amico Parisi al Corriere della Sera, che a trovato la prova, dall’alto della sua saggezza politica,  che il PD è una menzogna,  la prevista implosione sarà inevitabile. Ma nonostante tutto, al di la dei gradimenti di Renzi per Chiamparino, il tentativo di Barca di sparigliare le caste rimane sempre un esercizio utile, non foss’altro che per prevenire questo delirio massimalista che si contorce fra interessi apparentemente convergenti peraltro assolutamente inutili  a questo nostro paese, che dovrebbe in questo momento mobilitarsi non per guidare i giovani alla piazza ma verso una nuova creatività.http://bit.ly/13yrMCe In questo senso l’auspicio per il Governo era di rimboccarsi le maniche per ibernare e disboscare la burocrazia, attuare urgenti politiche a favore della scuola, della ricerca, dei più deboli, dei senza lavoro, delle aziende in difficoltà, esaminando costruttivamente le cause del loro declino, a cominciare dai gangli perversi del sistema bancario e delle autonomie locali, delle concentrazioni monopolistiche nazionali e sovranazionali  dominanti, in tutte le medie città italiane

sabato 20 aprile 2013

GRAZIE PRESIDENTE NAPOLITANO

Crediamo di interpretare il sentimento dei nostri attenti lettori nel ringraziare il Presidente Napolitano per l’abnegazione, la sensibilità, la comprensione, l’alto senso del servizio per la Repubblica  e l’atto di amore riservato al nostro Paese con l’accettazione del reincarico (vedi link).
Accogliendo la richiesta delle diverse parti politiche (PD,PDL, Lega, Prof.Monti per Scelta Civica e i Presidenti delle regioni) il Presidente Napolitano ha tolto gli italiani da un incubo. Tale era diventato lo spettacolo indecoroso offerto dai partiti di questo paese e  dai grandi elettori riuniti in seduta comune per eleggere il 12° Presidente della Repubblica. Uno spettacolo che oltre alla risonanza che i media nazionali hanno  ampiamente raccontato nell’ultima settimana, non merita alcun ulteriore commento, anche se dovremo aspettarci le attenzioni che ci saranno riservate dalla stampa estera.
Ci sia consentito esprimere solo qualche auspicio e alcune indicazioni. Siamo certi che le motivazioni e le sensibilità espresse nell’ultimo post, nel quale si prefigurava l’avvento di una donna al Quirinale, possano essere recepite dal Presidente Napolitano e da tutte le forze politiche e in particolare da quelle  che saranno  chiamate a dare vita al futuro Governo.  Il nuovo Governo di scopo  al quale si dedicherà il Presidente  sarà incentrato certamente sulla soluzione delle note priorità  sociali e istituzionali che gli italiani attendono, che non stiamo ora a riprendere perché ben tracciate sia nell’Agenda Monti che nei documenti dei saggi richiamati dallo stesso Napolitano. Ci permettiamo soltanto di segnalare tre emergenze  che potrebbero rientrare fra gli obiettivi prioritari del futuro  Esecutivo:
Riforma della pubblica amministrazione; Piani organici di opere e interventi nazionali ed europei per  il definitivo riequilibro infrastrutturale e  lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno; Finanziamenti adeguati per la scuola e la ricerca scientifica (vedi link).

mercoledì 10 aprile 2013

UNA DONNA AL QUIRINALE

L’elezione dell’On. Laura Boldrini alla Presidenza della Camera è già una garanzia. Portare un’altra  donna al Quirinale forse potrebbe essere una salvezza! Questi quaranta giorni di vita parlamentare stanno dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, che nel nostro paese i partiti per come sono, seppur previsti dalla Costituzione, non esistono.  In questo blog non solo sulla spinta delle ruberie e degli sprechi, abbiamo affrontato e commentato più volte le cause della loro crisi e lanciato allarmi per un loro cambiamento e  ricostituzione. Niente però è avvenuto e nulla sembra che  allo stato possa succedere per sperare in una loro rinascita; quelli italiani non sono più partiti.
A destra ma anche  a sinistra si tratta per lo più di aggregati padronali, ancorati solo alla ricerca del voto, privi di veri strumenti organizzativi democratici, con forte rappresentatività egocentrica, a cooptazione anche plebiscitaria  e di libera idealità.
Il PD in realtà è un caso a sé, a forte rischio di implosione, ormai non si capisce che cosa possa essere. Una sorta di  grande teatro  a palcoscenico mobile, con regia centralista e sceneggiatura  massimalista dove si alternano centinaia di attori, a volte di spessore,  che a rettifiche successive discutono politichese e sindacalese  in maniera estenuante su tutto e sul contrario di tutto, per ricercare un’equilibrio introvabile fra le diverse idealità. In vero prevale l’individualismo più schietto vecchio e nuovo, il caso Renzi, Marino, la recente sortita del ministro Barca, ne sono un’emblema che trova sintesi nelle linee e proposte congelate, enunciate dalla Segretaria Bersani, subito pronte ai veti e correttivi ed ai congelamenti e/o rinvii.
La semplificazione è scolastica ed un po’ ingenua e ce ne scusiamo, ma  forse, riesce a rendere l’idea del coacervo parlamentare che ha provocato l’immobilismo dell’azione politica così spinto, che ha prodotto per oltre quaranta giorni il congelamento delle istituzioni? 
Allora ci vuole un sussulto, che neppure il Presidente Napolitano è riuscito a provocare.
Quindi è bene ascoltare Papa Francesco: “prime testimoni della resurrezione sono le donne”.
Come “le donne hanno un ruolo primario e fondamentale” nella testimonianza della verità di aprire le porte del Signore risorto. Questo deve indurci a riflettere: su come le donne possano essere portatrici di valori essenziali per condurre una azione politica ispirata ad una vita nuova, all’amore, alla concordia e al bene comune, per la rinascita della nostra Repubblica.

lunedì 25 marzo 2013

IL BARATTO

Tu dai una cosa a me! Io do una cosa a te! Questa può sembrare, secondo l'evoluzione mediatica,  la chiave del lasciapassare che il Presidente Napolitano ha offerto al Segretario del PD Bersani per costruire il consenso per un Governo possibile. Un preincarico in salsa di equilibrio e ponderazione da percorrere in vicoli e strettoie per cercare di realizzare una grande coalizione che assicuri cambiamento, sviluppo, riforme e equilibri europei.
In realtà il Presidente, in base al dettato  costituzionale vuole aver garanzie di governabilità ed essere in grado di assicurare il rispetto della volontà popolare per come è rappresentata in Parlamento. Nei fatti il preincarico  a Bersani risente, non solo di quanto ha deliberato  di voler fare il PD nei suoi famosi otto punti, ma del diniego del Movimento 5 stelle ai vecchi partiti e sistemi, dell’indifferenza attendista della lista Civica di Monti, del perverso interessato invito  alla condivisione del PDL, del consenso del centro democratico, dei socialisti e di Sel, nonché del temporeggiare della Lega nord, pronta a tutto, pur di evitare le urne che, assieme a “ tante stelline”,  potrebbero decretarne la sicura scomparsa. Il quadro nella sostanza sembra chiaro, anche le mire recondite e le riserve sono abbastanza percettibili, stando attenti a  non fare la fine dell’incarico per le riforme attese dal paese affidato all’allora Presidente del Senato Franco Marini