mercoledì 10 aprile 2013

UNA DONNA AL QUIRINALE

L’elezione dell’On. Laura Boldrini alla Presidenza della Camera è già una garanzia. Portare un’altra  donna al Quirinale forse potrebbe essere una salvezza! Questi quaranta giorni di vita parlamentare stanno dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, che nel nostro paese i partiti per come sono, seppur previsti dalla Costituzione, non esistono.  In questo blog non solo sulla spinta delle ruberie e degli sprechi, abbiamo affrontato e commentato più volte le cause della loro crisi e lanciato allarmi per un loro cambiamento e  ricostituzione. Niente però è avvenuto e nulla sembra che  allo stato possa succedere per sperare in una loro rinascita; quelli italiani non sono più partiti.
A destra ma anche  a sinistra si tratta per lo più di aggregati padronali, ancorati solo alla ricerca del voto, privi di veri strumenti organizzativi democratici, con forte rappresentatività egocentrica, a cooptazione anche plebiscitaria  e di libera idealità.
Il PD in realtà è un caso a sé, a forte rischio di implosione, ormai non si capisce che cosa possa essere. Una sorta di  grande teatro  a palcoscenico mobile, con regia centralista e sceneggiatura  massimalista dove si alternano centinaia di attori, a volte di spessore,  che a rettifiche successive discutono politichese e sindacalese  in maniera estenuante su tutto e sul contrario di tutto, per ricercare un’equilibrio introvabile fra le diverse idealità. In vero prevale l’individualismo più schietto vecchio e nuovo, il caso Renzi, Marino, la recente sortita del ministro Barca, ne sono un’emblema che trova sintesi nelle linee e proposte congelate, enunciate dalla Segretaria Bersani, subito pronte ai veti e correttivi ed ai congelamenti e/o rinvii.
La semplificazione è scolastica ed un po’ ingenua e ce ne scusiamo, ma  forse, riesce a rendere l’idea del coacervo parlamentare che ha provocato l’immobilismo dell’azione politica così spinto, che ha prodotto per oltre quaranta giorni il congelamento delle istituzioni? 
Allora ci vuole un sussulto, che neppure il Presidente Napolitano è riuscito a provocare.
Quindi è bene ascoltare Papa Francesco: “prime testimoni della resurrezione sono le donne”.
Come “le donne hanno un ruolo primario e fondamentale” nella testimonianza della verità di aprire le porte del Signore risorto. Questo deve indurci a riflettere: su come le donne possano essere portatrici di valori essenziali per condurre una azione politica ispirata ad una vita nuova, all’amore, alla concordia e al bene comune, per la rinascita della nostra Repubblica.

lunedì 25 marzo 2013

IL BARATTO

Tu dai una cosa a me! Io do una cosa a te! Questa può sembrare, secondo l'evoluzione mediatica,  la chiave del lasciapassare che il Presidente Napolitano ha offerto al Segretario del PD Bersani per costruire il consenso per un Governo possibile. Un preincarico in salsa di equilibrio e ponderazione da percorrere in vicoli e strettoie per cercare di realizzare una grande coalizione che assicuri cambiamento, sviluppo, riforme e equilibri europei.
In realtà il Presidente, in base al dettato  costituzionale vuole aver garanzie di governabilità ed essere in grado di assicurare il rispetto della volontà popolare per come è rappresentata in Parlamento. Nei fatti il preincarico  a Bersani risente, non solo di quanto ha deliberato  di voler fare il PD nei suoi famosi otto punti, ma del diniego del Movimento 5 stelle ai vecchi partiti e sistemi, dell’indifferenza attendista della lista Civica di Monti, del perverso interessato invito  alla condivisione del PDL, del consenso del centro democratico, dei socialisti e di Sel, nonché del temporeggiare della Lega nord, pronta a tutto, pur di evitare le urne che, assieme a “ tante stelline”,  potrebbero decretarne la sicura scomparsa. Il quadro nella sostanza sembra chiaro, anche le mire recondite e le riserve sono abbastanza percettibili, stando attenti a  non fare la fine dell’incarico per le riforme attese dal paese affidato all’allora Presidente del Senato Franco Marini

giovedì 7 febbraio 2013

AL VOTO: CON GIUDIZIO E DISCERNIMENTO

La campagna elettorale del 2013 sarà ricordata per quella del “miglior offerente”, di chi la spara più grossa.  Le reti radiotelevisive, impegnate fin dalle prime ore del mattino e fino a tarda notte a raccogliere e lanciare i caroselli elettorali, rievocano quei “piazzisti” che negli anni 50, avviata la  ricostruzione,  partivano su motocarri sgangherati per le piazze e mercati  a vendere, con megafoni improvvisati,   i loro prodotti.
A quei tempi non c’era la TV e si sostava ad ascoltare i venditori:  Non ve la do per 100, non ve la do per 50,  non ve la do per 30! ma vi do  il pacco intero, con quattro pezzi in regalo,  tutto per 10  !!!
Così oggi Silvio Berlusconi, su quel modello, da buon venditore e ottimo comunicatore, per tentare la rimonta nei sondaggi, impazza con offerte accattivanti e trascina i suoi competitors responsabili delle varie coalizioni.
Nei primi Consigli dei Ministri restituiremo  ai cittadini per contanti l’IMU pagata nel 2012; abbiamo già scritto la bozza di una norma per  eliminare l’IRAP in 5 anni con annualità anticipate, ancora: ci sarà il blocco dell’IVA,  introduciamo la detassazione per tre anni alle imprese che assumono i giovani, e per finire dopo cento giorni  possiamo deliberare un condono fiscale e la cancellazione del finanziamento dei partiti! Che politica ragazzi!!!  Che prospettive di sviluppo! Il Paese dei balocchi! Chi più ne ha più ne metta.

sabato 5 gennaio 2013

UNA SCELTA MORALE DI SERVIZIO

Per iniziare vorrei ringraziare i lettori che seguono questo blog e fare a tutti loro gli auguri  più sinceri per il nuovo anno appena cominciato. Un anno che si annuncia ricco di novità e cambiamenti politici nel quale è auspicabile seguano anche scelte e azioni importanti per il bene  e la crescita delle nostre comunità.
Una cosa  emerge fra tutte: la scelta del Prof. Monti di proseguire in una coerente linea morale e di servizio a favore del paese, in continuità con l’azione di risanamento e  valorizzazione del prestigio europeo ed internazionale  svolta dal suo Governo tecnico.  Per molti forse, abituati alla casta pubblica che negli ultimi decenni ha inondato la politica,  sarà difficilmente apprezzabile la scelta morale che il Prof. Monti avverte in quanto uomo pubblico, studioso, economista e Senatore a vita della Repubblica, ma questa in verità, per quanto ci riguarda, risulta l’aspetto più importante del quale qui vogliamo sottolineare l’importanza, in questo passaggio politico fondamentale per il nostro paese. 
Un onorevole del PD bocconiano, che si freggia da economista conducendo le sorti del suo partito, ha osservato che: “la lista Monti, visto anche il livello di reddito di coloro che ne faranno parte, sembra tanto la lista del Rotary club”. È davvero difficile comprendere, precisa l’On. Fassina, come l’aristocrazia economica e finanziaria italiana possa rappresentare chi vive con mille euro al mese». Vorremmo far notare, in assenza di risposta da parte del Senatore Monti al quale non farebbe certo difetto una garbata e consona interlocuzione, che a volte la vita politica può riservare delle sorprese e speriamo anche dei cambiamenti. Il Rotary International comunque sarà  grato all’On.Fassina per il riferimento, apparentemente sgradevole, che offre  in particolare ai rotariani l’opportunità, quali esponenti delle diverse professioni e attività che   si associano per  svolgere  azioni propositive e di stimolo anche verso le istituzioni pubbliche, di far conoscere il loro motto  del “servire  al di sopra dell’interesse personale”. Esattamente quello stesso spirito di servizio con il quale i futuri candidati al Parlamento italiano dovrebbero essere chiamati dai partiti e votati dai cittadini per realizzare il bene comune.

lunedì 24 dicembre 2012

QUANDO LE PAROLE PESANO

E’ auspicabile che il ceto politico che ha lasciato il Parlamento in questo fine legislatura abbia  ascoltato con attenzione le dichiarazioni del Presidente Monti e  le risposte rilasciate ai giornalisti nella conferenza stampa di fine anno. Sarebbe auspicabile che anche le caste politico sindacali sparse negli anfratti rappresentativi locali del paese abbiano udito.  Certo non si può pretendere che qualcuno comprenda ciò che non si vuole intendere! ma una cosa è possibile che tutti la abbiano capita: quanto siano importanti non solo in politica le parole e quanto sia difficile saperle usare, quando si ha l’avventura di ricoprire una responsabilità pubblica.  Per averne certezza è sufficiente leggere i commenti politici del giorno dopo e  prendere atto della scompostezza, del nervosismo e dello sgomento che la “salita in politica” del Professore sta’ generando.
Per chi usa le poche parole di buon governo, come sembra costume del Prof. Monti, il politichese dei nostri dirigenti e uomini politici rischia di diventare oltre che vacuo e scadente, evanescente e incomprensibile; per cui una parola mal detta, come è capitato all’On.Alfano nei giorni scorsi alla Camera, può arrivare come una saetta che mette in crisi il Governo e manda in pezzi il PDL e in bestia il suo Capo.
Insomma le parole non bisogna solo contarle ma anche pesarle!
Per passare ad oggi, il Professore ha dato a tutti il compito a casa.
Nel fine settimana natalizio gli italiani dovranno leggere la sua Agenda , già disponibile on line, e trarne convincimenti e spunti per allontanare i populismi e meditare sulle future scelte elettorali. Chi naturalmente è più interessato  a misurarsi o a farsi misurare sono i fuggitivi, gli incompresi, quelli che l’avevano già detto che bisognava fare una lista di centro! Che bisognava distinguersi da Vendola, da Fassina, da Dipietro, quelli per i quali non si poteva prescindere dall’Agenda Monti e che bene hanno fatto a distinguersi. Gli assertori dell’europeismo più convinto cercheranno di salire sul carro che conduce in Parlamento e forse  anche Renzi metterà sul piatto i suoi carrieristi di provincia.  Grazie all’infelice uscita di Dalema il povero Bersani, fra deroghe, uscite e incomprensioni sarà costretto a cedere quote di sovranità, che peccato quelle primarie! Per fortuna che  la saggezza del Colle c’è.  Buon Natale a tutti.
(Cfr. http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/10/monti-bis.html

mercoledì 12 dicembre 2012

CENTRO UGUALE EQUITA' RIGORE e SVILUPPO

E’ proprio vero quanto dice l'On. Tabacci, Berlusconi deve sollevare "la coppa  del disastro politico e morale del paese"!
E si capisce che abbia deciso di  ritornare alle urne per realizzare una presenza politica di mantenimento, proporzionale alle sue diverse  esigenze politiche, imprenditoriali e familiari.
Certo non riuscirà più a recuperare tutti quegli elettori che hanno dato fiducia e creduto alle promesse di rinnovameto liberale  lanciate con  Forza Italia dal 1994; l’effetto annuncio è finito e qualsiasi trucco mediatico non  farà altro che peggiorare il livello di consensi che da mesi si sta’ avvolgendo, per venire  giù irrimediabilmente come una valanga di neve. Il piccolo premio lo avrà forse il  Movimento  5 stelle a patto che il centro sinistra capisca che il suo possibile  successo sarà proporzionale al rinnovamento, al rigore nell’ammissione delle individualità provenienti dalla  società civile ed alla realizzazione di una terza gamba di centro costruita sulla roccia e non sulla sabbia.
Per vincere bisognerebbe armarsi di tanta umiltà e spirito di servizio per dare vita, nell’ambito del centrosinistra, ad una lista qualificata e cristallina della quale sia referente il Prof. Monti, come elemento di garanzia europea e internazionale, in linea di continuità con l’azione di rigore equità e rinnovamento delle istituzioni fin qui realizzata. Una  lista nella quale, se volessero potrebbero partecipare anche  i costituendi movimenti di Italia Futura, Verso la Terza Repubblica e Fermare il declino, purché riescano a discernere i notabili dai furbacchioni! Se Casini vuole essere della partita  e contribuire  ad irrobustire la gamba del centro con i suoi  residui voti, potrebbe essere ben accetto, ma riuscirà, oltre che a rievocare le sue primogeniture centriste, a riassettare i suoi  ranghi alle  nuove regole di ingresso?
Come è presumibile questa ipotesi non sarà gradita a Bersani ed ai suoi sinistri, ma se il Presidente Napolitano non anticipa la sua uscita, questa resta una prospettiva  da non sottovalutare.   Nel caso contrario sarà la coalizione vincente a decidere la sorte del Governo prima e della Presidenza della Repubblica poi.

domenica 2 dicembre 2012

IL GARANTE CHE GARANTISCE

Non si può dire che il Partito Democratico nel recente periodo in materia di Garanti ci abbia proprio azzeccato. Ha voluto insistere con la solita arroganza a ricoprire i posti resi disponibili per le varie privacy e autorità per dare ingiustificati buon serviti alle caste in uscita ed ora, nella delicata fase delle primarie di coalizione, nel capogiro dell'imprevisto successo, si è incartato del tutto. Chissà se il Garante per le primarie è stato scelto con il concerto degli altri partecipanti alla coalizione (Vendola e Tabacci), forse si o forse no, o meglio, se gli altri componenti della coalizione hanno acconsentito all'altalenante spumeggiare di varianti in corso d'opera. 
Una cosa è certa, dopo i primi risultati nell'evolvere degli avvenimenti, il ruolo di garanzia è sembrato un po' plateale ma non certo garantista. Purtroppo negli ultimi decenni questa fattispecie nella pratica politica è via via scaduta, con il sorgere dell'attivismo clientelare introdotto dai partiti unipersonali e padronali della seconda repubblica. Al tempo in cui “era” la Costituzione, il parlamento rappresentava l'organo legislativo, “erano” i deputati e i senatori con il Governo che facevano le leggi ed il ruolo di controllo e di garanzia avevano ben altro peso e valenza. 

giovedì 22 novembre 2012

NOTABILI O FURBACCHIONI ?

Hanno impiegato molto tempo a fare le prove di dialogo, ma finalmente ce l’hanno fatta!  Improvvisamente dopo tanti incontri, scontri e tentennamenti i nuovi manager del  marketing mediatico hanno fatto le quadre. Gli esperti del lobbismo  politico, sociale e sindacale,  gli invisibili sviluppatori  della  rete, cominciano a far emergere all’attenzione del grande pubblico il frutto del  paziente lavoro.  Ed ecco che una alla volta, in previsione dello scontato ballottaggio delle primarie del PD e la  risibile superflua rincorsa di quelle del PDL di Alfano, si  presentano i salvatori, gli innnovatori della politica del nostro Paese. 

mercoledì 14 novembre 2012

MARIO MONTI AL QUIRINALE ?


Lo dice Bruno Tabacci, ospite dei Dibattiti Adnkronos: "Voterei volentieri Mario Monti al Quirinale. Oltre ad essere un tecnico di grande competenza, ha dimostrato di essere un politico di rara raffinatezza". 
E' una affermazione seria ponderata e coraggiosa. Assieme alle altre valutazioni ormai da campagna elettorale   vanno esaminate molto attentamente, per comprendere il contesto politico nel quale ci stiamo avviando. La riportiamo per sottoporla volentiere all'attenzione dei lettori del blog.

sabato 27 ottobre 2012

UN BAGNO DI ALTA POLITICA

Dopo anni di pressappochismo e mesi di antipolitica e  malcostume,  ieri sera partecipare per caso alla presentazione del  libro di Bruno Tabacci  “PENSIERO LIBERO” è stata una occasione ghiotta per  meditare e riflettere sui problemi  veri che oggi affliggono l’Europa e il nostro paese.
Una lectio doctoralis che  i lettori del blog ed i  miei amici sassaresi  hanno perduto, ma che spero possano  in qualche modo recuperare attraverso i mezzi di informazione e le altre occasioni che, certamente Tabacci non  mancherà di offrire, nel suo giro  dedicato alla campagna per  le primarie di coalizione del PD, appena iniziata. Comunque il seme è stato gettato e  la modesta ma attenta partecipazione degli amici dell’API accorsi anche dal circondario e dal nuorese, seppur ha risentito (forse) della  non presenza degli alleati di coalizione  e di quella attenta espressione della politica locale popolare, professionale  e  culturale evocata da Tabacci nel ricordo degli uomini politici (Segni, Cossiga, Berlinguer) che hanno fatto ben conoscere Sassari nel nostro paese, certamente diffonderà i suoi benefici effetti.

giovedì 18 ottobre 2012

E’ SOLO SPOSTATO TROPPO A SINISTRA ?

Rimandiamo per l’attenzione dei nostri lettori, all’opportuna intervista sull’Unità del 17 ottobre 2012 rilasciata dall’On. Tabacci : “Non mi riconosco nel manifesto, è troppo di Sinistra, perché non sono stato coinvolto?…”, per  riflettere sul limite posto da  Vendola alla coalizione sull’accettazione di una presenza che stia al centro della stessa coalizione, come proposta da  Bersani. Il vero problema, attorno al quale cavalcano i populisti e cercano aggancio gli esclusi, si nasconde nell’impossibilità di mediare con le forze sociali, essenziale ad una cospicua parte del PD che appoggia Bersani, nello spirito e secondo la coerenza verso l’Agenda Monti manifestata da esponenti dello stesso PD e secondo i richiami dell’On. Tabacci  per la ricaduta della stessa Agenda  e sui propositi di cambiamento della riforma del Lavoro. Questi argomenti, se si leggono nell’ambito delle linee politiche proposte da Tabacci, contenute nel suo libro (di Alberto Gentili“PENSIERO LIBERO”)  in corso di presentazione nelle diverse città italiane, hanno maggior valenza delle minacce di battaglia annunciate da Dalema nel caso di vittoria di Renzi alle primarie. Francamente non si capisce quale sia il  terreno dello scontro, se non quello prettamente interno al PD intriso di quella   "vera modernità" rappresentata da Bersani ed espressa nel contestato "Manifesto", che lo stesso Dalema dovrà portare in giro per l'Italia  nella prossima campagna elettorale di coalizione.
Con questo tipo di premesse viene difficile apprezzare un invito a prendere parte alla realizzazione di un programma politico di coalizione che dovrebbe ambire ad offrire agli lettori la nuova governabilità di un paese e la sua futura stabilità economica internazionale. Non  emergono certo segnali unitivi e di sviluppo! Sembra quasi il crogiolo  di  metalli  diversi messi per far  precipitare  anziché per realizzare una nuova utile amalgama. Non  v’è prospettiva minima, idea creativa alcuna di paese sul quale un giovane possa ipotizzare o nascondere un sogno minimo per il suo domani.
Anche la parvenza di rinnovamento inventato con la rottamazione,anziché diventare il coacervo ideale per riappropriarsi della politica, rischia di diventare  un terreno di scontro fra fazioni pronte solo a difendere interessi di parte particolari. E smettiamola con questi finti sacrifici, chi ha esperienza politica si metta una volta al servizio della comunità e del bene comune, sarebbe l’unica strada, sulla quale il Presidete Napolitano stà richiamnanado i partiti,  per contribuire a rinnovare la politica e crescere in Europa sulla linea fin qui tracciata, con tutti i suoi limiti, dal Governo Monti.

lunedì 15 ottobre 2012

FINALMENTE UN PO’ DI COERENZA

Riteniamo molto utile per i lettori del blog pubblicare per intero la lettera con  la quale l’On. Bruno Tabacci ha motivato al Segretario del PD Bersani le ragioni per le quali non ha inteso aderire e quindi sottoscrivere il Patto dei Democratici e dei Progressisti, a meno che  non venga integrato con le sue proposte.
Non sembra  utile pertanto fare  particolari commenti se non evidenziare che in questo momento delicato, molti parlamentari e responsabili nazionali e locali  della politica bene farebbero a riflettere ed assumere tutte quelle iniziative per riportare l’azione politica sul solco del rigore,  della correttezza e del rinnovamento, sollecitati dal Presidente della Repubblica Napolitano, necessarie ad unire il paese. Anche noi crediamo, e nei  nostri post molte volte  per questo abbiamo fatto auspici, che  sia arrivato il momento di abbandonare gli interessi bottega, le facili speculazioni, gli allarmismi di parte ed avviare quella discussione aperta  per contaminare anche il centrosinistra auspicata da Tabacci.
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Caro Pierluigi,

Ho ascoltato e condiviso grandissima parte del tuo intervento odierno di apertura della campagna per le primarie a Bettola, un luogo che per te so rappresenta davvero molto, come per me Quistello: ripartire dalle radici è fondamentale per garantire un futuro più solido per l’Italia ed è una scelta che condivido totalmente.

lunedì 1 ottobre 2012

MONTI BIS

Un vecchio proverbio sardo: “a tie lo naro nura pro l’intende comare” che tradotto in italiano significa “lo dico a mia nuora affinché la comare comprenda ” , corrisponde  a  ciò che da mesi  sta’ cercando  inutilmente di far intenderere  il Presidente Napolitano  ai  partiti e alle forze politiche del nostro paese.
Qualche giorno fa in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico ha approfittato dell’ingenuità degli scolari per inviare un messaggio forte e perentorio ai più adulti che si preoccupano dell’antipolitica ad impegnarsi per  riformare la politica. Il vergognoso spettacolo offerto da alcune istituzioni, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, rivelano  come nel disprezzo della legalità  si moltiplichino malversazioni e fenomeni di corruzione inimmaginabili e vergognosi.
Inutile dire che da quel momento lo spettacolo offerto dagli enti regionali nella gestione dei denari pubblici, raccontato in questi giorni dai media, getta  il cittadino onesto nello sconcerto e nella rabbia più silente.  Ciò che desta maggior fastidio e meraviglia  è comunque la noncuranza e la irresponsabilità di chi esprime le diverse opinioni politiche e sindacali nell'attuale contesto sociale, a margine di occasioni pubbliche e dei vari network giornalistici e televisivi. Finanche stimati imprenditori, giudici e uomini di cultura, inzuppano inopinatamente il biscotto dell 'antipolitica erogando giudizi e pareri maldestri che nulla hanno a che fare con il moderatismo e la cauta riflessione che il  delicato momento politico e sociali richederebbero.
Parole  e frasi in libertà che nella pretesa di una moderna democrazia danneggiano la stabilità democratica, la sensibilità sociale e l'immagine internazionale del nostro paese. Questa mania di remare contro, di speculare e contrapporre opinioni insulse e vacue, finlizzate  solo alla polemica ed a malcelati interessi di parte, deve avere un termine e non può protrarsi oltre ogni limite. Impegnarsi per riformare la politica vuol dire intanto  rispettare gli altri  così come vorremmo per noi stessi, mettendo l'uomo ed i suoi valori al centro della vita sociale. Il creato, la salute, la giustizia,la famiglia,il lavoro e la cultura sono  i pilastri su cui camminare per costruire il bene comune ed è su queste direttrici, con autorevolezza e  rigore  etico e morale che vanno chiamati e selezionati i rappresentanti della società civile da coinvolgere e candidare  alle future compitizioni elettorali.
L'On. Tabacci  dopo l’annuncio della candidatura alle primarie ha presentato i primi 140 comitati spontanei “Noi per Tabacci” composti da liberi cittadini che sono nati in questi giorni in tutta Italia a cominciare da Lombardia, Campania, Toscana, Basilicata, Sardegna e Puglia. La premessa  è stata quella di creare un punto di riferimento per chi proviene da una cultura politica cattolica- democratica, certamente non riferibile all’On. Rutelli che si sbraccia in questo senso, per concorrere  a realizzare un pezzo del mosaico della politica del paese, che potrebbe ricomprendere oltre al PD,  i socialisti SEL ed anche l’Italia del civismo e dell’associazionismo.  http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/03/il-baricentro-politico-italiano.html
Al di là dell’evoluzione di questo importante momento costituente, che le vicissitudini mediatiche e quelle interne ai partiti ci riserveranno nei prossimi giorni, è molto importante la nascita dei Comitati spontanei per Tabacci, perché segnano l’incontro di capacità e professionalità locali che immediatamente e “concretamente” possono sviluppare e diffondere intanto il suo programma e l’intervista  di Alberto Gentili“PENSIERO LIBERO”   pubblicato da Tabacci, nonchè studiare e riflettere sulla “Agenda Monti” in funzione del suo consolidamento evolutivo. Con il consenso e la collaborazione dei suoi componenti e con l’apporto di tecnici, uomini di cultura, professionisti e delle Università, i Comitati potrebbero via via divenire quello snodo di analisi e lettura del territorio, dalla storicità al suo sviluppo, che  ispira e realizza l’Alta politica e la Buona amministrazione, banco di prova ed impegno per  rianimare le istituzioni e riformare la politica.http/ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/01/aiutiamo-la-politica.html
Certo tutto ciò contrasta e fa sorridere la casta e i professionisti della politica che vedono nella disponibilità del Prof. Monti il solito carro su cui  salire per rinnovare e perpetuare le proprie posizioni. Ma chi crede di poter utilizzare una coerente e responsabile disponibilità  come coperchio  di un contenitore di aspirazioni, di interessi ed ambizioni, non può trovare cittadinanza nella futura colazione che governerà questo paese. Non sembra che gli attuali Segretari di partito, vecchi dirigenti, ex qualche cosa di destra, sinistra e centro siano portatori di carismi e affidabilità e  che possano con le astute schermaglie mediatiche gabbare l’ormai attento e vigile elettore italiano. La riproposizione delle vecchie solfe, che Renzi ha chiamato rottamazione, al di là delle ambizioni del primo cittadino di Firenze ed oltre  che fare ingrassare i grillini, non deve trovare cittadinanza se si vuole rinnovare questo paese. Le liste civiche devono veramente ospitare e chiamare il meglio della disponibilità della società civile, più oltre tutto è chiacchiera e l’astensione risale.




mercoledì 12 settembre 2012

E VENDOLA VA’ AL REFERENDUM!


Abbiamo ricevuto la ultima nota di “ Fermiamo il declino!  Dei tre eventi osservati che  hanno catalizzato l'attenzione politica dei media (Renzi, Agenda Monti e UDC) riportiamo quella conclusiva  riferita al convegno dell’UDC  di Chianciano, perché la  riteniamo utile al nostro dibattito ed alla attenzione dei nostri lettori:


“Infine, il terzo evento che ha alimentato le cronache politiche è stato il convegno di Chianciano, dell'Udc di Pierferdinando Casini. L'intervento di Emma Marcegaglia ha fatto scrivere a molti che la Lista Italia di Casini sarebbe a questo punto già l'inveramento della nuova offerta politica per le prossime lezioni. Noi non la pensiamo affatto così. Abbiamo per questo risposto con un comunicato stampa inequivoco, che qui vi riportiamo:

“A proposito degli accostamenti che sono stati fatti tra l'iniziativa di Fermare il declino e le scelte prese dall'Udc a Chianciano, sottolineiamo che per noi sono dirimenti quattro questioni:

1) Un forte rinnovamento della politica, impegni espliciti nei meccanismi di selezione della classe dirigente, vincoli per i quali non si possa dire una cosa a Roma e una Palermo;
2) Un energico mutamento nella politica economica, con proposte serie per abbattere il debito statale con cessioni pubbliche e retrocedere tagli di spesa in meno imposte a lavoro e impresa, vincolante per noi insieme alle 10 proposte programmatiche che abbiamo presentato;
3) Ridefinire lo Stato, il suo perimetro e le sue mille articolazioni inefficienti, dal socialismo municipale al sottobosco degli enti statali;
4) Cambiare le persone: senza evidenti discontinuità nel ceto politico, non si dà una risposta credibile alla protesta di massa della società italiana.

Su questi quattro punti, l'Udc a Chianciano non ha dato risposte. Continuiamo dunque per la nostra strada. Non c'è molto tempo. Se i partiti credono di affrontare il declino dell'Italia con modesti aggiustamenti, saranno gli elettori a svegliarli”.  

Non abbiamo messo in campo la nostra iniziativa per proporre e tanto meno diventare degli indipendenti sotto il simbolo dello scudocrociato, culla di Cuffaro e Lombardo. Se Marcegaglia, Passera e altri la pensano diversamente, questo riguarda loro. Non noi.

Non è affatto detto che da soli avremo, con così poche settimane davanti a noi e con così pochi mezzi esclusivamente frutto di raccolta spontanea, la forza di convincere gli italiani che il cambiamento profondo di cui siamo convinti cammina credibilmente sulle nostre gambe. Ma questo non significa che devieremo dalla chiarezza dei princìpi e delle proposte che abbiamo avanzato.

Fermiamo il declino!

Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales”

Condividiamo le preoccupazioni e il giudizio sul “fritto misto” di Casini  che pretende di innovare lasciando le “sue cose" come stanno.
( vedi il post del 12 aprile 2012 http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/04/il-nuovo-centro.html).
Per il resto apprezziamo il vostro lavoro con l’invito a  proseguire. L’intenzione di rinnovamento non  sembra molto diverso da quello di Renzi, entrambi  in questo momento incontrano l’attenzione di grande parte degli Italiani, per il resto sono questioni di compatibilità  che ricadono solo sul PD che dovrà vedersela con Vendola.
Sull’Agenda Monti sarei più prudente e attento alla filosofia complessiva ed alle ricadute insite e derivanti dalla sua applicazione nei  differenti termini nazionali ed europei  di crescita e sviluppo. Vorrei solo ricordare a quanti fanno finta di dimenticarlo  che il Prof. Monti è Senatore a Vita dalla nostra Repubblica e che quindi gode di tutte le prerogative scritte nella nostra Costituzione. Non solo Prodi è distratto sul punto, caro Prof. Sartori, anche il Segretario del Pdl Alfano farebbe bene a fare una ripassatina

sabato 8 settembre 2012

CORAGGIO E RINNOVAMENTO



Rileggendo il Vangelo di ieri è ritornato alla mente un editoriale di P. Bartolomeo Sorge S.I., Politica italiana: “vino nuovo in otri nuovi”. Disponibile all'indirizzo: http://www.aggiornamentisociali.it/0803editoriale.html, di cui  si suggerisce la lettura. Rievoca con tratti profetici un momento cruciale della politica italiana del 2008 ed emergono le vicissitudini politiche di allora che per alcuni aspetti oggi si ripropongono. L’esigenza di   rinnovamento dinanzi alle nuove realtà, adeguare i comportamenti di chi esercita il potere alla luce del nuovo che avanza ed aggiornare l’azione politica alle mutate esigenze dell’uomo e della società.
Anche adesso  bisognerebbe assumere una nuova politica e adeguarla al “nuovo che fermenta”, …. aggiungendo qualcosa di buono  e di giusto, che necessita di un cambio radicale di mentalità.
Bisogna disporsi con coraggio al rinnovamento, altrimenti proseguendo con la parabola: "il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti".
Il nostro paese vive in questo momento una grande contraddizione sulla quale bisogna riflettere.  Il Governo Monti con la sua azione ha impresso un radicale cambiamento alla politica italiana conquistando meriti e visibilità per la concretezza delle iniziative e dei risultati. Mario Monti, in concerto con i partner europei, la BCE presieduta da Draghi e  la Commissione da Barroso, forse hanno messo l’Alt ai pericoli dello spread e trovato un primo rimedio  alle possibili difficoltà finanziarie dei singoli stati dell’Unione. Ha avviato quindi importanti riforme, in parte ancora da gestire e si appresta ora ad affrontare la fase più delicata della ripresa produttiva e occupazionale. Insomma nel fare i compiti a casa  ha dimostrato fin qui di averli fatti abbastanza bene.  Ciò che stride purtroppo è lo status in cui versano i partiti mono o pluripersonali e il ruolo delle parti sociali! Come osserva bene sul Corriere di oggi Michele Ainis, i primi, dopo aver assicurato inopinatamente e con arroganza ad alcuni maggiorenti, delicate ambite poltrone disponibili,  chiacchierano e auspicano la spartizione di poltrone e/o candidature in attesa delle elezioni di marzo  “facendo i conti senza l’oste”, mentre i secondi, rimasti al quaderno delle aste, preparano la piazza  in cerca di qualche visibilità, nella speranza che qualcuno nel frattempo pensi al cuneo fiscale o attivi la contrattazione decentrata.http://ubaldogerovasi.blogspot.com/2012/07/fanno-i-conti-senza-loste.html
 La partecipazione del Presidente del Consiglio alla fiera di Bari ci dà per ultimo lo spunto per riprendere con serietà e rigore una delle problematiche essenziali del contesto economico del nostro paese,  da tempo trascurata ma che  nella attuale marginalizzazione diviene pressante e  non rinviabile. Pensiamo alla dicotomia fra le due aree del nostro paese ed al crescente distacco  fra le economie e le culture del nord e del sud dell’Italia. Gabbata dalle forze politiche in campo che ancora guardano il sud come un buon serbatoio di voti e di promesse e il nord, come biglietto da visita per gli investimenti, gli expot e i mercati internazionali. Insomma un sud umile, accogliente e dimesso, proteso alla disperazione e sempre più povero, che si crogiola delle sue intelligenze migliori ricacciate nelle correnti migratorie interne e internazionali e un nord opulento e dinamico che ostenta ricchezza, club esclusivi di management tecnocratici, industrie e sviluppo,  che si agita sui suoi fronti per proteggersi dalle nuove e vecchie infiltrazioni. Non è forse il caso di riaprire la questione meridionale, ma nel nuovo sistema geopolitico europeo  esiste a nostro avviso certamente l’esigenza di porre in equilibrio le diverse macro aree del paese (che richiamano le future aree metropolitane) per realizzare delle  nuove e adeguate compatibilità  fra i diversi ambiti di sviluppo, in modo che non  si  protraggano e acuiscano  negativi conflitti  a rischio di dicotomie e possibili stati di dipendenza che dovrebbero far parte della storia. Dando la prelazione all’elemento culturale, và necessariamente avviata una progettualità  infrastrutturale di compenso speciale, che nel breve periodo ristabilisca recupero territoriale  ed equilibrio economico finanziario. Le sole passerelle rievocative dei cervelli, che ricorda l' informazione  sociale diffusa della prima repubblica, per quanto possano inorgoglirci, non sono sufficienti.