Riteniamo molto utile per i lettori del blog pubblicare per intero la lettera con la quale l’On. Bruno Tabacci ha motivato al Segretario del PD Bersani le ragioni per le quali non ha inteso aderire e quindi sottoscrivere il Patto dei Democratici e dei Progressisti, a meno che non venga integrato con le sue proposte.
Non sembra utile pertanto fare particolari commenti se non evidenziare che in questo momento delicato, molti parlamentari e responsabili nazionali e locali della politica bene farebbero a riflettere ed assumere tutte quelle iniziative per riportare l’azione politica sul solco del rigore, della correttezza e del rinnovamento, sollecitati dal Presidente della Repubblica Napolitano, necessarie ad unire il paese. Anche noi crediamo, e nei nostri post molte volte per questo abbiamo fatto auspici, che sia arrivato il momento di abbandonare gli interessi bottega, le facili speculazioni, gli allarmismi di parte ed avviare quella discussione aperta per contaminare anche il centrosinistra auspicata da Tabacci.
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Caro Pierluigi,
Ho ascoltato e condiviso grandissima parte del tuo intervento odierno di apertura della campagna per le primarie a Bettola, un luogo che per te so rappresenta davvero molto, come per me Quistello: ripartire dalle radici è fondamentale per garantire un futuro più solido per l’Italia ed è una scelta che condivido totalmente.
Partecipare alla vita politica è un dovere civico, concorrere alla crescita del paese è un diritto sancito dalla Costituzione, testimoniare con l’esempio, il lavoro e la famiglia sono il modo giusto per contribuire al bene comune. Ciascuno, dal lato delle proprie competenti esperienze, con saggezza e senso di responsabilità può contribuire alla conoscenza, alla riscoperta e alla conquista dei valori etici, professionali, di giustizia,coesione e sviluppo che devono presiedere la società civile.
lunedì 15 ottobre 2012
lunedì 1 ottobre 2012
MONTI BIS
Un vecchio proverbio sardo: “a tie lo naro nura pro l’intende comare” che tradotto in italiano significa “lo dico a mia nuora affinché la comare comprenda ” , corrisponde a ciò che da mesi sta’ cercando inutilmente di far intenderere il Presidente Napolitano ai partiti e alle forze politiche del nostro paese.
Qualche giorno fa in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico ha approfittato dell’ingenuità degli scolari per inviare un messaggio forte e perentorio ai più adulti che si preoccupano dell’antipolitica ad impegnarsi per riformare la politica. Il vergognoso spettacolo offerto da alcune istituzioni, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, rivelano come nel disprezzo della legalità si moltiplichino malversazioni e fenomeni di corruzione inimmaginabili e vergognosi.
Inutile dire che da quel momento lo spettacolo offerto dagli enti regionali nella gestione dei denari pubblici, raccontato in questi giorni dai media, getta il cittadino onesto nello sconcerto e nella rabbia più silente. Ciò che desta maggior fastidio e meraviglia è comunque la noncuranza e la irresponsabilità di chi esprime le diverse opinioni politiche e sindacali nell'attuale contesto sociale, a margine di occasioni pubbliche e dei vari network giornalistici e televisivi. Finanche stimati imprenditori, giudici e uomini di cultura, inzuppano inopinatamente il biscotto dell 'antipolitica erogando giudizi e pareri maldestri che nulla hanno a che fare con il moderatismo e la cauta riflessione che il delicato momento politico e sociali richederebbero.
Parole e frasi in libertà che nella pretesa di una moderna democrazia danneggiano la stabilità democratica, la sensibilità sociale e l'immagine internazionale del nostro paese. Questa mania di remare contro, di speculare e contrapporre opinioni insulse e vacue, finlizzate solo alla polemica ed a malcelati interessi di parte, deve avere un termine e non può protrarsi oltre ogni limite. Impegnarsi per riformare la politica vuol dire intanto rispettare gli altri così come vorremmo per noi stessi, mettendo l'uomo ed i suoi valori al centro della vita sociale. Il creato, la salute, la giustizia,la famiglia,il lavoro e la cultura sono i pilastri su cui camminare per costruire il bene comune ed è su queste direttrici, con autorevolezza e rigore etico e morale che vanno chiamati e selezionati i rappresentanti della società civile da coinvolgere e candidare alle future compitizioni elettorali.
L'On. Tabacci dopo l’annuncio della candidatura alle primarie ha presentato i primi 140 comitati spontanei “Noi per Tabacci” composti da liberi cittadini che sono nati in questi giorni in tutta Italia a cominciare da Lombardia, Campania, Toscana, Basilicata, Sardegna e Puglia. La premessa è stata quella di creare un punto di riferimento per chi proviene da una cultura politica cattolica- democratica, certamente non riferibile all’On. Rutelli che si sbraccia in questo senso, per concorrere a realizzare un pezzo del mosaico della politica del paese, che potrebbe ricomprendere oltre al PD, i socialisti SEL ed anche l’Italia del civismo e dell’associazionismo. http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/03/il-baricentro-politico-italiano.html
Al di là dell’evoluzione di questo importante momento costituente, che le vicissitudini mediatiche e quelle interne ai partiti ci riserveranno nei prossimi giorni, è molto importante la nascita dei Comitati spontanei per Tabacci, perché segnano l’incontro di capacità e professionalità locali che immediatamente e “concretamente” possono sviluppare e diffondere intanto il suo programma e l’intervista di Alberto Gentili“PENSIERO LIBERO” pubblicato da Tabacci, nonchè studiare e riflettere sulla “Agenda Monti” in funzione del suo consolidamento evolutivo. Con il consenso e la collaborazione dei suoi componenti e con l’apporto di tecnici, uomini di cultura, professionisti e delle Università, i Comitati potrebbero via via divenire quello snodo di analisi e lettura del territorio, dalla storicità al suo sviluppo, che ispira e realizza l’Alta politica e la Buona amministrazione, banco di prova ed impegno per rianimare le istituzioni e riformare la politica.http/ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/01/aiutiamo-la-politica.html
Certo tutto ciò contrasta e fa sorridere la casta e i professionisti della politica che vedono nella disponibilità del Prof. Monti il solito carro su cui salire per rinnovare e perpetuare le proprie posizioni. Ma chi crede di poter utilizzare una coerente e responsabile disponibilità come coperchio di un contenitore di aspirazioni, di interessi ed ambizioni, non può trovare cittadinanza nella futura colazione che governerà questo paese. Non sembra che gli attuali Segretari di partito, vecchi dirigenti, ex qualche cosa di destra, sinistra e centro siano portatori di carismi e affidabilità e che possano con le astute schermaglie mediatiche gabbare l’ormai attento e vigile elettore italiano. La riproposizione delle vecchie solfe, che Renzi ha chiamato rottamazione, al di là delle ambizioni del primo cittadino di Firenze ed oltre che fare ingrassare i grillini, non deve trovare cittadinanza se si vuole rinnovare questo paese. Le liste civiche devono veramente ospitare e chiamare il meglio della disponibilità della società civile, più oltre tutto è chiacchiera e l’astensione risale.
Qualche giorno fa in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico ha approfittato dell’ingenuità degli scolari per inviare un messaggio forte e perentorio ai più adulti che si preoccupano dell’antipolitica ad impegnarsi per riformare la politica. Il vergognoso spettacolo offerto da alcune istituzioni, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, rivelano come nel disprezzo della legalità si moltiplichino malversazioni e fenomeni di corruzione inimmaginabili e vergognosi.
Inutile dire che da quel momento lo spettacolo offerto dagli enti regionali nella gestione dei denari pubblici, raccontato in questi giorni dai media, getta il cittadino onesto nello sconcerto e nella rabbia più silente. Ciò che desta maggior fastidio e meraviglia è comunque la noncuranza e la irresponsabilità di chi esprime le diverse opinioni politiche e sindacali nell'attuale contesto sociale, a margine di occasioni pubbliche e dei vari network giornalistici e televisivi. Finanche stimati imprenditori, giudici e uomini di cultura, inzuppano inopinatamente il biscotto dell 'antipolitica erogando giudizi e pareri maldestri che nulla hanno a che fare con il moderatismo e la cauta riflessione che il delicato momento politico e sociali richederebbero.
Parole e frasi in libertà che nella pretesa di una moderna democrazia danneggiano la stabilità democratica, la sensibilità sociale e l'immagine internazionale del nostro paese. Questa mania di remare contro, di speculare e contrapporre opinioni insulse e vacue, finlizzate solo alla polemica ed a malcelati interessi di parte, deve avere un termine e non può protrarsi oltre ogni limite. Impegnarsi per riformare la politica vuol dire intanto rispettare gli altri così come vorremmo per noi stessi, mettendo l'uomo ed i suoi valori al centro della vita sociale. Il creato, la salute, la giustizia,la famiglia,il lavoro e la cultura sono i pilastri su cui camminare per costruire il bene comune ed è su queste direttrici, con autorevolezza e rigore etico e morale che vanno chiamati e selezionati i rappresentanti della società civile da coinvolgere e candidare alle future compitizioni elettorali.
L'On. Tabacci dopo l’annuncio della candidatura alle primarie ha presentato i primi 140 comitati spontanei “Noi per Tabacci” composti da liberi cittadini che sono nati in questi giorni in tutta Italia a cominciare da Lombardia, Campania, Toscana, Basilicata, Sardegna e Puglia. La premessa è stata quella di creare un punto di riferimento per chi proviene da una cultura politica cattolica- democratica, certamente non riferibile all’On. Rutelli che si sbraccia in questo senso, per concorrere a realizzare un pezzo del mosaico della politica del paese, che potrebbe ricomprendere oltre al PD, i socialisti SEL ed anche l’Italia del civismo e dell’associazionismo. http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/03/il-baricentro-politico-italiano.html
Al di là dell’evoluzione di questo importante momento costituente, che le vicissitudini mediatiche e quelle interne ai partiti ci riserveranno nei prossimi giorni, è molto importante la nascita dei Comitati spontanei per Tabacci, perché segnano l’incontro di capacità e professionalità locali che immediatamente e “concretamente” possono sviluppare e diffondere intanto il suo programma e l’intervista di Alberto Gentili“PENSIERO LIBERO” pubblicato da Tabacci, nonchè studiare e riflettere sulla “Agenda Monti” in funzione del suo consolidamento evolutivo. Con il consenso e la collaborazione dei suoi componenti e con l’apporto di tecnici, uomini di cultura, professionisti e delle Università, i Comitati potrebbero via via divenire quello snodo di analisi e lettura del territorio, dalla storicità al suo sviluppo, che ispira e realizza l’Alta politica e la Buona amministrazione, banco di prova ed impegno per rianimare le istituzioni e riformare la politica.http/ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/01/aiutiamo-la-politica.html
Certo tutto ciò contrasta e fa sorridere la casta e i professionisti della politica che vedono nella disponibilità del Prof. Monti il solito carro su cui salire per rinnovare e perpetuare le proprie posizioni. Ma chi crede di poter utilizzare una coerente e responsabile disponibilità come coperchio di un contenitore di aspirazioni, di interessi ed ambizioni, non può trovare cittadinanza nella futura colazione che governerà questo paese. Non sembra che gli attuali Segretari di partito, vecchi dirigenti, ex qualche cosa di destra, sinistra e centro siano portatori di carismi e affidabilità e che possano con le astute schermaglie mediatiche gabbare l’ormai attento e vigile elettore italiano. La riproposizione delle vecchie solfe, che Renzi ha chiamato rottamazione, al di là delle ambizioni del primo cittadino di Firenze ed oltre che fare ingrassare i grillini, non deve trovare cittadinanza se si vuole rinnovare questo paese. Le liste civiche devono veramente ospitare e chiamare il meglio della disponibilità della società civile, più oltre tutto è chiacchiera e l’astensione risale.
mercoledì 12 settembre 2012
E VENDOLA VA’ AL REFERENDUM!
Abbiamo ricevuto la ultima nota di “ Fermiamo il declino! Dei tre eventi osservati che hanno catalizzato l'attenzione politica dei media (Renzi, Agenda Monti e UDC) riportiamo quella conclusiva riferita al convegno dell’UDC di Chianciano, perché la riteniamo utile al nostro dibattito ed alla attenzione dei nostri lettori:
“Infine, il terzo evento che ha alimentato le cronache politiche è stato il convegno di Chianciano, dell'Udc di Pierferdinando Casini. L'intervento di Emma Marcegaglia ha fatto scrivere a molti che la Lista Italia di Casini sarebbe a questo punto già l'inveramento della nuova offerta politica per le prossime lezioni. Noi non la pensiamo affatto così. Abbiamo per questo risposto con un comunicato stampa inequivoco, che qui vi riportiamo:
“A proposito degli accostamenti che sono stati fatti tra l'iniziativa di Fermare il declino e le scelte prese dall'Udc a Chianciano, sottolineiamo che per noi sono dirimenti quattro questioni:
1) Un forte rinnovamento della politica, impegni espliciti nei meccanismi di selezione della classe dirigente, vincoli per i quali non si possa dire una cosa a Roma e una Palermo;
2) Un energico mutamento nella politica economica, con proposte serie per abbattere il debito statale con cessioni pubbliche e retrocedere tagli di spesa in meno imposte a lavoro e impresa, vincolante per noi insieme alle 10 proposte programmatiche che abbiamo presentato;
3) Ridefinire lo Stato, il suo perimetro e le sue mille articolazioni inefficienti, dal socialismo municipale al sottobosco degli enti statali;
4) Cambiare le persone: senza evidenti discontinuità nel ceto politico, non si dà una risposta credibile alla protesta di massa della società italiana.
Su questi quattro punti, l'Udc a Chianciano non ha dato risposte. Continuiamo dunque per la nostra strada. Non c'è molto tempo. Se i partiti credono di affrontare il declino dell'Italia con modesti aggiustamenti, saranno gli elettori a svegliarli”.
Non abbiamo messo in campo la nostra iniziativa per proporre e tanto meno diventare degli indipendenti sotto il simbolo dello scudocrociato, culla di Cuffaro e Lombardo. Se Marcegaglia, Passera e altri la pensano diversamente, questo riguarda loro. Non noi.
Non è affatto detto che da soli avremo, con così poche settimane davanti a noi e con così pochi mezzi esclusivamente frutto di raccolta spontanea, la forza di convincere gli italiani che il cambiamento profondo di cui siamo convinti cammina credibilmente sulle nostre gambe. Ma questo non significa che devieremo dalla chiarezza dei princìpi e delle proposte che abbiamo avanzato.
Fermiamo il declino!
Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales”
Condividiamo le preoccupazioni e il giudizio sul “fritto misto” di Casini che pretende di innovare lasciando le “sue cose" come stanno.
( vedi il post del 12 aprile 2012 http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/04/il-nuovo-centro.html).
Per il resto apprezziamo il vostro lavoro con l’invito a proseguire. L’intenzione di rinnovamento non sembra molto diverso da quello di Renzi, entrambi in questo momento incontrano l’attenzione di grande parte degli Italiani, per il resto sono questioni di compatibilità che ricadono solo sul PD che dovrà vedersela con Vendola.
Sull’Agenda Monti sarei più prudente e attento alla filosofia complessiva ed alle ricadute insite e derivanti dalla sua applicazione nei differenti termini nazionali ed europei di crescita e sviluppo. Vorrei solo ricordare a quanti fanno finta di dimenticarlo che il Prof. Monti è Senatore a Vita dalla nostra Repubblica e che quindi gode di tutte le prerogative scritte nella nostra Costituzione. Non solo Prodi è distratto sul punto, caro Prof. Sartori, anche il Segretario del Pdl Alfano farebbe bene a fare una ripassatina
sabato 8 settembre 2012
CORAGGIO E RINNOVAMENTO
Rileggendo il Vangelo di ieri è ritornato alla mente un editoriale di P. Bartolomeo Sorge S.I., Politica italiana: “vino nuovo in otri nuovi”. Disponibile all'indirizzo: http://www.aggiornamentisociali.it/0803editoriale.html, di cui si suggerisce la lettura. Rievoca con tratti profetici un momento cruciale della politica italiana del 2008 ed emergono le vicissitudini politiche di allora che per alcuni aspetti oggi si ripropongono. L’esigenza di rinnovamento dinanzi alle nuove realtà, adeguare i comportamenti di chi esercita il potere alla luce del nuovo che avanza ed aggiornare l’azione politica alle mutate esigenze dell’uomo e della società.
Anche adesso bisognerebbe assumere una nuova politica e adeguarla al “nuovo che fermenta”, …. aggiungendo qualcosa di buono e di giusto, che necessita di un cambio radicale di mentalità.
Bisogna disporsi con coraggio al rinnovamento, altrimenti proseguendo con la parabola: "il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti".
Il nostro paese vive in questo momento una grande contraddizione sulla quale bisogna riflettere. Il Governo Monti con la sua azione ha impresso un radicale cambiamento alla politica italiana conquistando meriti e visibilità per la concretezza delle iniziative e dei risultati. Mario Monti, in concerto con i partner europei, la BCE presieduta da Draghi e la Commissione da Barroso, forse hanno messo l’Alt ai pericoli dello spread e trovato un primo rimedio alle possibili difficoltà finanziarie dei singoli stati dell’Unione. Ha avviato quindi importanti riforme, in parte ancora da gestire e si appresta ora ad affrontare la fase più delicata della ripresa produttiva e occupazionale. Insomma nel fare i compiti a casa ha dimostrato fin qui di averli fatti abbastanza bene. Ciò che stride purtroppo è lo status in cui versano i partiti mono o pluripersonali e il ruolo delle parti sociali! Come osserva bene sul Corriere di oggi Michele Ainis, i primi, dopo aver assicurato inopinatamente e con arroganza ad alcuni maggiorenti, delicate ambite poltrone disponibili, chiacchierano e auspicano la spartizione di poltrone e/o candidature in attesa delle elezioni di marzo “facendo i conti senza l’oste”, mentre i secondi, rimasti al quaderno delle aste, preparano la piazza in cerca di qualche visibilità, nella speranza che qualcuno nel frattempo pensi al cuneo fiscale o attivi la contrattazione decentrata.http://ubaldogerovasi.blogspot.com/2012/07/fanno-i-conti-senza-loste.html
La partecipazione del Presidente del Consiglio alla fiera di Bari ci dà per ultimo lo spunto per riprendere con serietà e rigore una delle problematiche essenziali del contesto economico del nostro paese, da tempo trascurata ma che nella attuale marginalizzazione diviene pressante e non rinviabile. Pensiamo alla dicotomia fra le due aree del nostro paese ed al crescente distacco fra le economie e le culture del nord e del sud dell’Italia. Gabbata dalle forze politiche in campo che ancora guardano il sud come un buon serbatoio di voti e di promesse e il nord, come biglietto da visita per gli investimenti, gli expot e i mercati internazionali. Insomma un sud umile, accogliente e dimesso, proteso alla disperazione e sempre più povero, che si crogiola delle sue intelligenze migliori ricacciate nelle correnti migratorie interne e internazionali e un nord opulento e dinamico che ostenta ricchezza, club esclusivi di management tecnocratici, industrie e sviluppo, che si agita sui suoi fronti per proteggersi dalle nuove e vecchie infiltrazioni. Non è forse il caso di riaprire la questione meridionale, ma nel nuovo sistema geopolitico europeo esiste a nostro avviso certamente l’esigenza di porre in equilibrio le diverse macro aree del paese (che richiamano le future aree metropolitane) per realizzare delle nuove e adeguate compatibilità fra i diversi ambiti di sviluppo, in modo che non si protraggano e acuiscano negativi conflitti a rischio di dicotomie e possibili stati di dipendenza che dovrebbero far parte della storia. Dando la prelazione all’elemento culturale, và necessariamente avviata una progettualità infrastrutturale di compenso speciale, che nel breve periodo ristabilisca recupero territoriale ed equilibrio economico finanziario. Le sole passerelle rievocative dei cervelli, che ricorda l' informazione sociale diffusa della prima repubblica, per quanto possano inorgoglirci, non sono sufficienti.
martedì 28 agosto 2012
… su CENTRO e dei CATTOLICI
Anche se questo blog ha le carte in regola per vantare una primogenitura su quella che viene oggi invocata per la nascita di una grande formazione popolare, necessitata dal fallimento dei populismi di destra e di sinistra della Seconda Repubblica, l’occasione per contribuire al dibattito ed alla sua elaborazione, è ghiotta e di grande utilità.
Va’ perciò apprezzato sia il documento “originale” che la lettera dei promotori, pubblicata e più volte ripresa sul Corriere della Sera, alla quale in particolare vogliamo fare riferimento, partendo dall’assunto della comprensibile esigenza che da “subito occorre lavorare ad un programma credibile nel quale si incrociano quelle reti territoriali di volontari e associati, provenienti dalla società civile”.
Prescindendo dal programma, che in questa fase non può che essere uno stereotipo ad usum delfini che riesuma le lacune dei passati governi ed assume l’operatività dell’Agenda Monti, e annotando gli interessati richiami ai valori degasperiani riecheggianti nell’ultima settimana, ciò che più interessa è l’intenzione propositiva dei promotori sulla “la necessità di riattivare meccanismi di mobilità sociale…per includere quei milioni di donne e di uomini e giovani esclusi dalla vita economica”….e non reclutando due o tre personalità della società civile…ma per cambiare in profondità, in primo luogo sul territorio e poi nella rappresentanza politica”.
Abbiamo valuto trascrivere quasi per intero questi concetti fondativi perché da essi si generano ed innescano le maggiori frizioni e paure presenti all’interno degli attuali partiti. In forza della partecipazione delle forze sociali, per una ricercata presenza di rappresentanze della società civile, nonché per l’allargamento ed il coinvolgimento dei cattolici nella vita politica. Sui sindacati, in languore di visibilità e alla ricerca di un qualunque patto sociale, che nonostante il dibattito ed il confronto dei dati sulla laboriosità e produttività con gli altri lavoratori europei, continuano imperterriti a blaterare in cerca di protagonismo, abbiamo già detto nel post precedente; emerge quindi la grande questione della partecipazione dei cattolici e delle varie aggregazioni nel nuovo millennio.
Laici e cattolici, volontariato, cose bianche, cose rosa, partito dei cattolici, richiami della CEI, richiami del Papa, richiami dei Vescovi, congresso di CL, unioni di fatto, Dico, matrimoni gay e così via! Certamente non è questo il tempo di Partito dei Cattolici! né di rinascita della vecchia DC, né per continuare a praticare l’incompresa carità cristiana, o il mormorio di quei cattolici che sapendo di essere già posizionati nelle future liste elettorali, fanno melina evocando la dottrina sociale della chiesa. La questione oggi va’ affrontata con serietà e carisma politico e soprattutto all’interno di un rigoroso percorso di principi e valori. “L’ispirazione cristiana, recita un documento del Concilio Vaticano II, richiede che l’attività politica sia vissuta non come ricerca dei propri interessi, ma come servizio della comunità civile e come esercizio di carità, e quindi con profondo senso di responsabilità, con dedizione , sacrificio personale e soprattutto con profonda onestà”*.
Non è quindi corretto prescindere da una attenta valutazione dell’attuale rapporto con la politica, oggi completamente avulso dall’amore di patria e da quello spirito del servire nel fedele adempimento dei doveri civici che deve animare la attività pubblica. C’è un distacco culturale e valoriale che va’ assolutamente colmato e trasmesso soprattutto ai più giovani, quale precondizione per affrontare un reale cambiamento. E’ importante ricreare l’interesse nei cittadini per un controllo sociale dell’azione politica previsto dalla costituzione e per il proprio territorio, per “conoscerne la storicità attraverso una sua corretta lettura”, riappropriandosi dei costumi e delle tradizioni di ogni comunità, creando le premesse e le condizioni affinché i cattolici si sentano obbligati a promuovere la crescita del paese ed a far valere il peso dello loro opinione in maniera tale che il potere civile venga esercitato secondo giustizia e le leggi corrispondano ai precetti morali ed al bene comune. Bisogna insomma poter offrire al cittadino attraverso la scuola, l’università, gli intellettuali, il mondo della cultura, delle professioni e dei partiti, i meccanismi di mobilità sociale, che lo stesso Governo Monti potrebbe utilmente promuovere legislativamente. Pensando in particolare al riassetto degli ambiti provinciali e considerando l’aumento della forbice nel ritardo dello sviluppo fra alcune aree del paese, divenuto improcrastinabile e ormai colpevole nel contesto della nuova politica europea. Insomma se il cristiano è chiamato a riconoscere il segno dei tempi, “senza paura”, deve essere egli stesso capace di essere un segno. Lievito e sale, per diventare protagonista del tempo presente e il costruttore di una nuova realtà: “pur senza farsi illusioni, dicendo “pane al pane e vino al vino”, cercando sempre di fare una lettura profetica degli avvenimenti che si trova a vivere e di realizzare tutto quello che è buono, bello, giusto, vero , onesto…da qualunque parte venga.”*Perché,al di là del malcostume e dispregio di chi fin qui la esercita e dirige: “la politica è una maniera esigente, benché non l’unica, di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”*, per cui vale la pena scoprirla e dare un contributo per liberarla dalla corruzione e dal degrado, nella consapevolezza che servire le comunità nelle quali si vive non solo crea interesse e speranza, ma esorta a credere profondamente in un cambiamento oggi non più rinviabile.
*Conc.Vat.II. Apostolicam actuositatem n.14, Priore P.Fiorenzo Fiorani,”Il Tempo del Cristiano”Omelia dic.2011, Paolo VI ,Octogesima adveniens ,n.46.
Vedi: http://ubaldogerovasi.blogspot.com/2012/01/aiutiamo-la-politica.html?spref=bl
lunedì 13 agosto 2012
TABACCIPERLITALIA
Chi legge questo blog e seguiva negli anni scorsi quello della Rosaperlasardegna.org, forse prova soddisfazione per la decisione dell’On. Tabacci di voler concorrere in prima persona al cambiamento della politica del nostro Paese. Molti che in passato hanno criticato alcune indecisioni che ne hanno orientato e condizionato le scelte saranno rimasti sorpresi o perplessi per questa candidatura alle primarie di coalizione. Per chi ha seguito la Rosa Bianca fin da Montecatini con lo spirito di innovare la buona politica ed incidere anche sulle prospettive dell’area cattolico popolare e democratica, che si era dimostrata un po’ stretta negli schemi del Partito Democratico, questa decisione, anche alla luce dell’esperienza del Comune di Milano, sembrerà per certi versi liberatoria. Personalmente l’apprezzo molto. E’ portatrice di una spinta al cambiamento, matura del rigore morale e intellettuale necessario per portare nella politica e nelle istituzioni un nuovo stile al servizio del bene comune. Nasce, come Tabacci stesso afferma, sulla moderazione, sull’equilibrio e sul senso di responsabilità che potrebbe rianimare tutte quelle aggregazioni spontanee, sane ed appassionate che da tempo credono fermamente in una nuova forza al “centro” del panorama politico. Un punto di incontro fra le esperienze presenti nel mondo cattolico ed in quello laico che sentono doveroso e urgente contribuire sul terreno della concretezza istituzionale, a realizzare una forza rispettosa dei valori etici e morali che con il consenso popolare concorra ad un futuro Governo possibile. Questa forza politica, come precisato da Tabacci, và oltre l’API e si colloca verso sinistra fra il PD e SEL, all’interno del Partito Democratico Europeo, per contribuire a costruire un Governo di qualità, al di fuori dalle politiche della finanza, che prosegua sulla scia e nello stile dell’Agenda Monti, in cui dovere della politica è quello di orientare le scelte dei cittadini e non di inseguirne gli umori. Per la prima volta si fa un po’ di chiarezza sulle primarie e si capisce che l’”occasione” serve per avere un senso politico ed ottenere delle indicazioni di volontà della maggioranza potenziale per assumere la guida del Governo del paese, nel rispetto e secondo le regole della Costituzione. Il contenuto della Conferenza Stampa comunque merita attenzione e proponiamo l’ascolto integrale (guarda il video).
giovedì 26 luglio 2012
FANNO I CONTI SENZA L’OSTE
Ci scusiamo con i nostri amici e con i quattro lettori che ci seguono, per la lunga e apparente distrazione dalle cose correnti. La “grande finanza” e le agenzie di rating ci hanno resi succubi dello spread e dello spauracchio della fine dell’euro. L’andamento della borsa ormai alimenta l’incubo quotidiano dell’uomo della strada che vive con terrore l’erosione dei pochi spiccioli riposti a tutela dell’incerto futuro. Nel frattempo i partiti navigano a vista nel qualunquismo di maniera, immersi in sinistri pensieri e mormorazioni di bottega, alla ricerca di generiche e spericolate ipotesi di rigenerazione, all’insegna del più furbo vince con o senza preferenze. In effetti dalle notizie apparse sui media più accreditati sembra che ognuno cerchi una sua quadra: Casini ha fatto un giro per l’Italia per “contattare” la società civile, la lega ha cambiato Segretario e diventa lo spazzacamino dei municipi padani; Fini ha scoperto che con mille persone per bene da mettere nelle liste si potrebbe ottenere un buon risultato; Bersani che non ha vinto ma ha perso di meno, farà le primarie come vuole lui, si smarca di Renzi all’attacco, lascia la Bindi in difesa, spinge Vendola sull’ala e Fassina resta libero; i quindici intellettuali del PD, nel dubbio di candidatura certa, sono schizzati in avanti lungo una ossequiosa linea programmatica di legislatura incondizionata al Prof. Monti; il PDL tiene libero Alfano, si dimena scomposto in attesa del geniale egocentrismo del Cavaliere orientato sul colle, mentre per via interna i seniores sono convinti che il meglio dell’esperienza politica sia salva soltanto con la partecipazione, insieme ad altri e in condizioni di pari dignità, ad un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico.
C’è veramente di che riflettere! sembra proprio che tutti i rappresentati dei partiti attualmente in Parlamento, la tanto vituperata casta, stiano veramente pensando di rifare le regole: fare una buona legge elettorale, ridare agli lettori l’uso delle preferenze, rivedere gli emolumenti ed i rimborsi elettorali, insomma riorganizzare i partiti per evitare, come giustamente indicato dal presidente Napoliano, di dare fiato al populismo e all’antipolitica.
lunedì 11 giugno 2012
DAL CORRIERE DELLA DOMENICA
Molto stimolante ed riflessiva la prima pagina del Corriere, sia nel fondo del direttore De Bortoli che nella rubrica di Aldo Grasso. L’apprezzamento alle scelte del Governo sulle nomine e l’ennesima toppata dei partiti sulle Autority, non fanno che confermare il loro stato di crisi e l’incapacità assoluta di approfittare di una occasione ghiotta come questa per avviare un percorso virtuoso da cui ripartire per recuperare il consenso popolare. La paura fa novanta e tutti i parlamentari esodandi, prima di cadere nell’anonimato, lucidano i distintivi e si affidano ai capi amici per catturare un posto al sole. Il Prof. Monti con una mossa magistrale degna dei prossimi futuri strali, ha messo a segno le nomine della Rai, per sedare i mugugni dell’antipolitica e acquietare gli insulti di partigianeria e per distogliere l’attenzione del cittadino, affranto dal quotidiano, dalla pagliacciata dei curricula; ma alla casta non c’è limite! La Sardegna, che oggi và al voto, esulta; comunque vengano ridisegnate le circoscrizioni, ha già messo in sicurezza un posto per le prossime candidature. E già può vantare la nomina di un ambito incarico alla presidenza della Autority della privacy, “riservatissimo” e utilissimo per le sorti e per lo sviluppo delle suggestive aree interne dell’isola da cui provengono proprio i consensi dell’On. Antonello Soro. Come ha ben osservato Ferruccio De Bortoli rimane il rimpianto per una “classe dirigente responsabile, preoccupata anche dell’interesse generale, come quella che nel Dopoguerra rese possibile il miracolo economico”;
martedì 5 giugno 2012
SOSTENERE IL GOVERNO MONTI
Insomma siamo arrivati al punto. Bisogna ricostruire una offerta politica credibile e di lunga prospettiva che riavvicini i cittadini alle istituzioni. I partiti tradizionali non riescono a rinnovarsi e inventano panzane per restare a galla, anziché esprimersi in maniera corretta e decisa sulle incompatibilità e rimborso elettorale. La grande astensione e la paura grillina non sono stati sufficienti. Pensano agli incarichi compensativi locali e alle liste civiche per riciclarsi gabbando gli ingenui reclutati quà e là. Casini inventa un bel giro per l’Italia per sentire la società civile. Ma non c’è tanto da sentire, quello che c’era da dire il cittadino lo ha fatto capire alla ultime elezioni amministrative. Ora si tratta di prendere atto che non si possono più riciclare i soliti noti e i vecchi professionisti delle caste sindacal-partitiche. Se si vuole veramente rifondare un partito bisogna espellere i gravami e coinvolgere la società civile chiamando persone di buona volontà e ”lavorare a una offerta politica nuova, costruita sul rigore, sull’etica, sulla moralità” come ha suggerito Bruno Tabacci. Su questo stesso Blog, al tempo della Rosa Bianca, avevo suggerito di richiedere agli aderenti, nella creazione libera dei Comitati, di predisporre una sorta di “curriculum-scheda” dal quale poter enucleare professionalità e disponibilità utili all’agire politico, finalizzati al bene comune. Oggi una simile iniziativa potrebbe essere realizzata da quei partiti che si vogliono veramente rifondare anche con il concorso della rete, in Presidi territoriali di formazione etico-politica e di sviluppo, che lo stesso Governo Monti potrebbe favorire, nell’ambito di un progetto istituzionale rivolto alla conoscenza e diffusione dell’Europa comunitaria, partendo dal Comune. Così come lo aveva sognato Sturzo, la vera base della vita civile, libero dalle ingerenze dello Stato, non ente burocratizzato con funzioni delegate, ma padrone e gestore delle proprie attività economiche, a cominciare dai servizi pubblici, autentica espressione di governo amministrativo locale. Il cittadino di qualunque età può partecipare per arricchire le conoscenze amministrative e politico-isitituzionali, apprezzare l’offerta politica dei diversi partiti, scegliere il proprio impegno e quindi decidere di offrire un servizio a favore della propria comunità in maniera consapevole. I partiti si debbono spogliare delle incrostazioni e degli orpelli amicali di sostentamento, azzerare gli incarichi e/o gettoni, comitati, commissioni a libro paga, e rinnovare ogni cosa democraticamente, in base al merito e alle professionalità.
venerdì 4 maggio 2012
VOTARE ALLE AMMINISTRATIVE
Non bisogna lasciare la scheda bianca, ma barrare o segnare una X. In assenza di preferenza, per rinnovare i partiti sarebbe utile esprimere UN VOTO DI RAGIONATA ASTENSIONE che dalla scheda elettorale faccia rinascere la Buona Politica di questo paese.
sabato 28 aprile 2012
FINALMENTE SI SCOPRE IL GIOCO
“ Come dire: intanto ripigliamo in mano il gioco alle nostre condizioni, poi eventualmente penseremo a convincere l'ostaggio necessario a tenere buono il popolo”.
Condivisibile questa conclusione e l’analisi di Ernesto Galli della Loggia :Nuovi Scenari Antichi Riflessi sul Corriere di venerdì 27 aprile. Sono tesi che nel nostro blog abbiamo esposte nell’ultimo post IL NUOVO CENTRO, che rappresentano il punto cruciale del dramma politico vissuto dalla partitocrazia italiana.
Il Presidente Napolitano difende giustamente l’indifendibile ma a questo punto sembra molto più opportuno non fare solo bottega ma favorire iniziative che concretamente servano a riportare fiducia e serenità nel mondo politico. Certamente non servono le strumentalizzazioni né i falsi oppositori, o le furbate referendarie dell’ultima ora, và favorita la reale partecipazione della società civile. Chi veramente vuole la prosecuzione e l’efficacia del Governo Monti deve avviare nel paese un serio confronto democratico sulle cose da fare e rigenerare i partiti eliminando le persone-partito, i padri-padroni, le caste, il malcostume, il malaffare e aprendo ai cittadini, ai giovani e a quanti veramente vogliono partecipare alla buona politica e al bene comune.
sabato 21 aprile 2012
IL NUOVO CENTRO
Il nuovo carro di Casini parte. Salite gente! Salite! … la casta si riposiziona alla ricerca della continuità. Comincia un nuovo giro, il mazziere mescola le carte….. tanto il gioco è sempre lo stesso.
Ma è così che si rinnova la politica e si evita l'indifferenza e lo sdegno sociale? Ricominciare significa innovare nei metodi e negli uomini, spazzare via chi ha inquinato la vita democratica e l'attività pubblica, recidere gli interessi lobbistici e localisti e chiamare la società civile al servizio della collettività e del bene comune. Senza moralizzazione e controllo democratico si rischia il populismo e l'astensione.
Il Governo non và sorretto per scopi di parte e la fiducia in Parlamento non si può esprimere nella convenienza dei diversi interessi; và supportato il disegno complessivo dell'azione politica. La ricostruzione e/o rilancio dei partiti non può passare nell'agogna mediatica della convenienza delle azioni di Governo; chi ostacola il raggiungimento degli obiettivi e degli interessi nazionali và identificato nel corretto confronto democratico, esposto alle proprie responsabilità e lasciato solo nell'esercizio dei propri interessi in conflitto. Sarà la maturità sociale a dover disitinguere le diverse posizioni ed operare le scelte più opportune, utilizzando quegli strumenti messi a disposizione del cittadino dalla nostra Costituzione.
Leggere http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2011/11/credibilita.html
Ma è così che si rinnova la politica e si evita l'indifferenza e lo sdegno sociale? Ricominciare significa innovare nei metodi e negli uomini, spazzare via chi ha inquinato la vita democratica e l'attività pubblica, recidere gli interessi lobbistici e localisti e chiamare la società civile al servizio della collettività e del bene comune. Senza moralizzazione e controllo democratico si rischia il populismo e l'astensione.
Il Governo non và sorretto per scopi di parte e la fiducia in Parlamento non si può esprimere nella convenienza dei diversi interessi; và supportato il disegno complessivo dell'azione politica. La ricostruzione e/o rilancio dei partiti non può passare nell'agogna mediatica della convenienza delle azioni di Governo; chi ostacola il raggiungimento degli obiettivi e degli interessi nazionali và identificato nel corretto confronto democratico, esposto alle proprie responsabilità e lasciato solo nell'esercizio dei propri interessi in conflitto. Sarà la maturità sociale a dover disitinguere le diverse posizioni ed operare le scelte più opportune, utilizzando quegli strumenti messi a disposizione del cittadino dalla nostra Costituzione.
Leggere http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2011/11/credibilita.html
mercoledì 18 aprile 2012
COSTRUIAMO ALLORA QUESTA NUOVA OFFERTA POLITICA !
E' strano che a distanza di oltre due anni dalla stesura del documento proposto dai Coraggiosi per il Cambiamento ed il Buongoverno, che oggi più di allora interpreta il bisogno di rinnovamento della politica,i firmatari non abbiano ancora intrapreso delle iniziative concrete per venire incontro alla riforma del sistema e alla rifondazione e/o alla moralizzazione dei partiti. Un tarlo di personalismo individualistico corrode a tal punto il personale politico da limitare anche le più sensate intuizioni e le migliori intenzioni? Il Presidente Napolitano saggiamente esorta a non gettar via il bambino con l'acqua sporca, ma se la società civile non provvede a rendere tagibile l'immancabilità del cambiamento, la ricerca di un "Zaccagnini" diventa solo un diversivo per proseguire nella continuità. La casta và annientata sul campo, non servono le dimostrazioni epurative della Lega che accontentano le smanie padane, è necessaria una risposta popolare che estirpi la malapianta con il voto.
Un voto di ragionata astensione che dalla scheda elettorale faccia rinascere la Buona Politica di questo paese.
domenica 15 aprile 2012
PRIMA DI FARE NUOVE PROPOSTE
Mi sembra utile rileggere ora questo documento pubblicato il 29 ottobre 2009
Cambiamento e Buongoverno (I coraggiosi)
L’Italia vive una stagione difficile. La crisi è superabile e non è impossibile unire la maggioranza degli italiani intorno alle decisioni che portino il Paese sulla strada giusta.
Ma la politica non ce la fa. La politica non è tutto: una società aperta, un’economia dinamica, istituzioni sane possono vivere anche quando la politica è in crisi. In Italia siamo nel mezzo di una Guerra dei Quindici Anni che si ostina a non finire; che, anzi, continua a radicalizzarsi e sta sfibrando le istituzioni, l’economia, il tessuto sociale. Senza la capacità della politica di guidare, mediare, unire, non saranno sufficienti l’impegno, gli sforzi, i sacrifici degli italiani che intraprendono, difendono la dignità del loro lavoro, tengono duro.
Occorre dire una verità: le due attuali parti contrapposte non ce la fanno. La destra ha un capo indiscusso (con un potere mediatico, economico e finanziario senza precedenti), una larga maggioranza in Parlamento, significativi consensi popolari; eppure, non riesce a realizzare le decisioni e le riforme necessarie. L’opposizione imperniata sul PD non ha un’originale cultura politica e non propone un’alternativa credibile. La risposta per il Paese non può venire dal populismo di destra, che è uno dei maggiori pericoli per le nostre società, in special modo nelle sue componenti xenofobe; né da una sinistra socialdemocratica, un’esperienza che ha un valore storico, ormai esaurito.
Occorre tirare le conseguenze da questa verità, se vogliamo realizzare una moderna democrazia dell’alternanza. Impegnarsi per non accrescere l’asprezza del conflitto: la maggioranza degli italiani non condivide che esso degeneri in disprezzo, confusione e inconcludenza. Ma non basta.
Occorre costruire una nuova offerta politica: c’è un largo spazio di opinione insoddisfatta e di potenziali consensi per chi sappia rappresentare in modo credibile l’interesse generale e organizzare le nuove opportunità del futuro. A questa larga parte dell’Italia va proposto un serio progetto politico democratico, liberale, popolare, di cambiamento e buongoverno.
Massimo Cacciari Giuliano da Empoli Lorenzo Dellai Linda Lanzillotta Vilma Mazzocco Roberto Mazzotta Andrea Mondello Francesco Rutelli Bruno Tabacci Elvio Ubaldi Giuseppe Vita
Cambiamento e Buongoverno (I coraggiosi)
L’Italia vive una stagione difficile. La crisi è superabile e non è impossibile unire la maggioranza degli italiani intorno alle decisioni che portino il Paese sulla strada giusta.
Ma la politica non ce la fa. La politica non è tutto: una società aperta, un’economia dinamica, istituzioni sane possono vivere anche quando la politica è in crisi. In Italia siamo nel mezzo di una Guerra dei Quindici Anni che si ostina a non finire; che, anzi, continua a radicalizzarsi e sta sfibrando le istituzioni, l’economia, il tessuto sociale. Senza la capacità della politica di guidare, mediare, unire, non saranno sufficienti l’impegno, gli sforzi, i sacrifici degli italiani che intraprendono, difendono la dignità del loro lavoro, tengono duro.
Occorre dire una verità: le due attuali parti contrapposte non ce la fanno. La destra ha un capo indiscusso (con un potere mediatico, economico e finanziario senza precedenti), una larga maggioranza in Parlamento, significativi consensi popolari; eppure, non riesce a realizzare le decisioni e le riforme necessarie. L’opposizione imperniata sul PD non ha un’originale cultura politica e non propone un’alternativa credibile. La risposta per il Paese non può venire dal populismo di destra, che è uno dei maggiori pericoli per le nostre società, in special modo nelle sue componenti xenofobe; né da una sinistra socialdemocratica, un’esperienza che ha un valore storico, ormai esaurito.
Occorre tirare le conseguenze da questa verità, se vogliamo realizzare una moderna democrazia dell’alternanza. Impegnarsi per non accrescere l’asprezza del conflitto: la maggioranza degli italiani non condivide che esso degeneri in disprezzo, confusione e inconcludenza. Ma non basta.
Occorre costruire una nuova offerta politica: c’è un largo spazio di opinione insoddisfatta e di potenziali consensi per chi sappia rappresentare in modo credibile l’interesse generale e organizzare le nuove opportunità del futuro. A questa larga parte dell’Italia va proposto un serio progetto politico democratico, liberale, popolare, di cambiamento e buongoverno.
Massimo Cacciari Giuliano da Empoli Lorenzo Dellai Linda Lanzillotta Vilma Mazzocco Roberto Mazzotta Andrea Mondello Francesco Rutelli Bruno Tabacci Elvio Ubaldi Giuseppe Vita
sabato 3 marzo 2012
IL BARICENTRO POLITICO ITALIANO
Tabacci và oltre il terzo polo: questa pare proprio la più interessante novità di questi ultimi giorni nello stagnante panorama politico.
L’On. Bruno Tabacci, assessore esterno della Giunta Pisapia del Comune di Milano, riesce in un sol colpo a sganciarsi dall’equivoco Casini, dal borbottante Pezzotta e a dare un segnale forte all’API, che con Rutelli non và da nessuna parte. Finalmente! era ora di abbandonare queste vetuste congerie e pensare con celerità a realizzare un nuovo “Baricentro della politica” che gli italiani da tanto aspettano per il rinnovamento del nostro paese e liberare la res pubblica dal castismo, lobbismo e carrierismo che hanno dissolto i partiti nazionali.
La mossa è essenziale ed è auspicabile che miri oltre il terzo polo. Sarebbe folle continuare con le manovre che gli attuali partiti stanno conducendo nei congressi, nelle primarie e finte assemblee; scaramucce per fare iscrizioni di giovani bisognosi e meno giovani speranzosi, per riposizionare e riciclare sotto mentite spoglie i soliti noti ( vedi il post: Mediazioni e Consensi), e’ il vezzo del solito mazzo di carte che gira.
Bene hanno fatto a chiamare Prodi per portare idee per Expo 2015, è il tempo di cercare suggerimenti alti per realizzare al meglio tutto quanto può creare crescita e generare sviluppo. Tutte le Amministrazioni locali dovrebbero imitarne l’esempio e provocare il concorso e la partecipazione della società civile, del mondo della cultura e delle professioni verso lo studio dei bisogni e lo sviluppo delle diverse realtà economiche.
Creare dei grandi serbatoi pensanti: di persone per bene, manager pubblici, imprenditori, tecnici delle diverse professioni, onesti artigiani, uomini politici, amministratori esperti, commercianti, docenti, magistrati e filosofi, a disposizione dei sindaci per andare oltre il quotidiano, verso nuovi programmi e progetti, per esaltare storia, economia, tradizioni, arte, cultura e generare nuove vie di lavoro e di crescita.
Un baricentro politico di uomini e donne, innamorate del proprio vissuto che rappresentano le vere identità locali, che vanno unite per generare il rinnovamento della politica e delle istituzioni, anche secondo principi di sussidiarietà che poi consentono alle istituzioni di perseguire l’interesse generale insieme con i cittadini singoli e associati, per creare, secondo il dettato costituzionale, quelle condizioni affinché ciascuno possa realizzare se stesso ed esaltare le proprie capacità rivolte al bene comune. Pensiamoci e cerchiamo di dare a uomini come l’amico Tabacci idee forti per realizzare il Baricentro della Politica Italiana, oltre il terzo polo.
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