E’ proprio vero quanto dice l'On. Tabacci, Berlusconi deve sollevare "la coppa del disastro politico e morale del paese"!
E si capisce che abbia deciso di ritornare alle urne per realizzare una presenza politica di mantenimento, proporzionale alle sue diverse esigenze politiche, imprenditoriali e familiari.
Certo non riuscirà più a recuperare tutti quegli elettori che hanno dato fiducia e creduto alle promesse di rinnovameto liberale lanciate con Forza Italia dal 1994; l’effetto annuncio è finito e qualsiasi trucco mediatico non farà altro che peggiorare il livello di consensi che da mesi si sta’ avvolgendo, per venire giù irrimediabilmente come una valanga di neve. Il piccolo premio lo avrà forse il Movimento 5 stelle a patto che il centro sinistra capisca che il suo possibile successo sarà proporzionale al rinnovamento, al rigore nell’ammissione delle individualità provenienti dalla società civile ed alla realizzazione di una terza gamba di centro costruita sulla roccia e non sulla sabbia.
Per vincere bisognerebbe armarsi di tanta umiltà e spirito di servizio per dare vita, nell’ambito del centrosinistra, ad una lista qualificata e cristallina della quale sia referente il Prof. Monti, come elemento di garanzia europea e internazionale, in linea di continuità con l’azione di rigore equità e rinnovamento delle istituzioni fin qui realizzata. Una lista nella quale, se volessero potrebbero partecipare anche i costituendi movimenti di Italia Futura,
Verso la Terza Repubblica e Fermare il declino, purché riescano a discernere i notabili dai furbacchioni! Se Casini vuole essere della partita e contribuire ad irrobustire la gamba del centro con i suoi residui voti, potrebbe essere ben accetto, ma riuscirà, oltre che a rievocare le sue primogeniture centriste, a riassettare i suoi ranghi alle nuove regole di ingresso?
Come è presumibile questa ipotesi non sarà gradita a Bersani ed ai suoi sinistri, ma se il Presidente Napolitano non anticipa la sua uscita, questa resta una prospettiva da non sottovalutare. Nel caso contrario sarà la coalizione vincente a decidere la sorte del Governo prima e della Presidenza della Repubblica poi.